C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones

Stasera, 13 aprile 2014, dopo 30 anni Gianni Morandi è tornato a Mosca in concerto nel teatro del GKD (Kremlin State Palace). La sala si è riempita di persone di mezza età, di cui molte parlavano benissimo in italiano, e alcuni di loro erano proprio italiani residenti a Mosca. Il concerto è cominciato con Un mondo d’amore, alla quale sono seguite canzoni del repertorio vecchio e … Continua a leggere C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones

Caro amico! un discutibile sondaggio su politiche familiari e co.

Circa un mese fa il mio cavaliere senza macchia e senza paura mi porta questo modulo e mi chiede di aiutare una sua collega di un altro ufficio: bisogna far compilare questo sondaggio ai giovani. “Ma io non sono russa,” gli dico. “Non c’entra se sei russa. C’entra se abiti in Russia.” Così, ci siamo messi insieme a studiare il sondaggio, cosa diceva, perché e … Continua a leggere Caro amico! un discutibile sondaggio su politiche familiari e co.

Cosa dicono i russi? Discorsi sull’Ucraina

Questo è un mosaico che si trova nella stazione della metro Novoslobodskaja. Ci passo sempre, tornando dall’anticaffé in cui lavoro, ma solo oggi l’ho notato. La scritta sul nastro dice “Mir vo vsem mire”, cioè “Pace in tutto il mondo”, perché in russo “mondo” e “pace” sono omofoni e omografi e si scrivono entrambi “mir”. Per questo, anche quando Tolstoj ha scritto Guerra e Pace, in … Continua a leggere Cosa dicono i russi? Discorsi sull’Ucraina

Il Giardino delle Amarene e una postilla woolfiana

Questo è un biglietto del teatro. Ma non di un teatro qualsiasi. Questo è il biglietto per entrare al MHAT. Il MHAT (Moskovskij Hudozhestvennyj Teatr – Teatro d’Arte di Mosca), e nella fattispecie questo qui, imeni Cehova, è il teatro fondato da Stanislavskij e Nemirovich-Danchenko negli anni ’20, dopo una leggendaria notte insonne fuori città a parlare di teatro e di pedagogia del teatro. Insomma, … Continua a leggere Il Giardino delle Amarene e una postilla woolfiana