Nadya, Agitator, e le elezioni del 2016


Russia_elezioni_2016

Come funziona l’opposizione e come funziona la politica in Russia, vista dal basso, dalla prospettiva di una vita “piccola”, lontana dai riflettori della macchina mediatica internazionale? La domanda è sorta quando questa estate uno dei lettori di questo blog ha commentato il post Parlare di politica; una delle domande era: “Ma bisogna avere paura o no di esprimere la propria opinione in Russia?”

Per provare a rispondere a questa domanda ho intervistato Nadya, attivista politica e agitator (leggete: aghitator) del deputato Dmitrij Gudkov. La parola agitator non è stata tradotta perché definisce un tipo di attivismo retribuito e porta a porta che non ho mai visto in Italia, salvo quando il candidato in questione organizza un incontro presso una famiglia tramite conoscenze.

Quello che ne è venuto fuori è molto più di una risposta alla domanda iniziale: girando per i palazzi con Nadya mi sono trovata coinvolta nel suo lavoro e ho potuto vedere con i miei occhi che come ha luogo una campagna elettorale in Russia; grazie a Nadya ho anche avuto occasione di scambiare alcune parole con Dmitrij Gudkov, che compare nel video.

Girare il reportage mi ha dato inoltre occasione di fare diverse osservazioni non previste all’inizio e di pormi altrettanto impreviste domande. Eccone alcune:

  1. Per quanto mi sforzi, se guardo la politica russa dai portoni e dai condomini, non mi sembra si distingua molto da quella italiana. Le persone sono altrettanto sfiduciate e disinteressate. La partecipazione più attiva è quella degli anziani.
  2. Da un lato, gli anziani che vanno ai comizi non hanno idea che la politica sia sostenuta da ideologie e investigazioni sui massimi sistemi e non solo e immediatamente da bisogni pratici: le loro domande fanno cadere le braccia perché non riguardano la macroeconomia o i diritti umani, ma la fila per ottenere un servizio alla ASL o il funzionamento dei trasporti pubblici. Dall’altro, le risposte della persona che fa il comizio fanno cadere altrettanto le braccia, perché si concludono in una sfilza di numeri e di accuse al regime vigente che in nessun modo propongono una soluzione pratica a persone che hanno una visione pratica della politica, ovvero: “voglio che tutto funzioni, non mi interessa come”.
  3. La lamentela e l’accusa non sono una strategia politica e comunicativa inefficace e incline a favorire l’avversario? Da insegnante mi sento spesso dire che, per ottenere un buon comportamento dagli studenti, bisogna punire senza additare, e porre invece un forte accento sulle lodi. Dedicare molto tempo a parlare del bene è un miglior modo di discreditare il male che lamentarsi del male stesso. Non ho dubbi che molti, dei pochissimi che hanno votato, abbiano scelto Russia Unita ancora una volta, solo perché ne hanno sentito molto parlare. Se hai occasione di salire su un palco e dire la tua, non è una grande idea parlare del tuo avversario: io morirei dalla voglia, invece, di parlare di quello che voglio fare io e di come voglio farlo.
  4. Com’era? “Tutte le famiglie felici lo sono allo stesso modo, quelle infelici lo sono ognuna a modo suo”. Per le questioni politiche sembra valere il contrario: nell’infelicità i paesi si assomigliano. Tutti dicono che nei paesi più a ovest e più a nord l’economia funziona e parlano come se le mazzette esistessero solo da loro, tutti vedono più verde l’erba del vicino e perdono così tanto tempo a parlarne da lasciarsi sfuggire piccoli lampi di genio che, a guardare bene, potrebbero improvvisamente lampeggiargli sotto il naso. A sentire Gudkov parlare male della Russia, mi è sembrato che non dicesse cose tanto diverse da quello che si dice dell’Italia. Sicuramente si tratta di due sistemi politici e culturali diversi tra loro, ma un problema fondamentale sembra accomunare non solo questi due, ma anche molti altri paesi: la crisi del suffragio universale. Nessuno sa per chi e per cosa deve votare, ma a tutti viene chiesta un’opinione.

Il video ha tantissimi difetti – è stato realizzato con mezzi di fortuna e spesso in condizioni di fortuna. Spero però di aver risposto a delle domande e di averne create di nuove.

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2 risposte a “Nadya, Agitator, e le elezioni del 2016

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