Sul treno di Capodanno


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Che cos’è questo coso kitsch e sbrilluccicoso che si spaccia per treno sulla linea circolare? Una trovata commerciale della metropolitana di Mosca che ha funzionato durante tutte le vacanze e fino al 14 gennaio. Ma perché fino al 14? Perché, per chi non avesse mai letto gli articoli precedenti che ne parlano, la notte tra il 13 e il 14 gennaio i russi festeggiano il Vecchio Capodanno, cioè il Capodanno secondo il calendario giuliano, ancora in uso presso la chiesa Ortodossa. Che calendario usiamo noi, invece? Il gregoriano.

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Il treno di Capodanno è magico! Da un lato fa scontenti tutti quelli che vorrebbero che i soldi dei contribuenti fossero investiti in qualcosa di utile, tutti quelli che sentono la crisi e che trovano che decorazioni tanto fastose siano uno schiaffo alla miseria. Dall’altro, basta vedere le facce di chi ci sale: lo sguardo di cera del russo nel periodo del letargo si apre in un sorriso galvanizzato. Perfino io sono scoppiata a ridere vedendo tutte quelle luci e sono rimasta di stucco quando una signora, sedutasi accanto a me, ha attaccato bottone: “Che carino questo treno, eh?” Purtroppo non sono ancora una brava fotoreporter, per questo non ho fatto in tempo a immortalare le facce della serie “Ho visto Babbo Natale” dei passeggeri. Diventavano tutti seri non appena si accorgevano di essere dentro l’obiettivo del mio discreto cellulare.

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Babbo Natale, comunque, c’era davvero, anche se io non sono capitata sul treno a quell’ora. O meglio, c’era la sua versione russa, Nonno Gelo, insieme alla nipotina Snegurochka. E c’era anche la musichetta in sottofondo: cose internazionali tipo Happy New Year degli ABBA, ma anche tradizionali, come V Lesù Rodilas Elochka. È una canzoncina che parla di un abete nato in mezzo al bosco, che cresceva d’estate e d’inverno forte e verde. Perché i russi abbiano una canzone dedicata interamente ad un sempreverde, mi pare semplice da intuire: è una fortuna poter vedere qualcosa di verde durante l’inverno russo e quindi, probabilmente, l’abete rappresenta un residuo di vita durante un periodo dell’anno in cui la natura (anche quella umana!) va a dormire.

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Come si augura buon anno in russo? Normalmente si usa una formula che mi piace molto: “s novym godom, s novym schastjem!” che significa tipo “Ti auguro un anno nuovo e una nuova felicità.” Sul vagone che vedete in foto, invece, con con un richiamo alla tradizione ortodossa del Novoletie, c’è scritto: “S Rozhdestvom Christovym i Novoletiem!”, cioè “Buon Natale e Felice Anno Nuovo!” Mi domando se chi ha fatto la grafica del vagone lo sa che il Capodanno (sia quello giuliano che quello gregoriano) e il Novoletie sono due cose diverse. È il bisogno nostalgico di ritornare alla religione ortodossa che invade tutte le sfere del sociale, che fa succedere queste cose nella lingua, o sono io che mi sono persa qualche passaggio? Russisti e russofoni, fatemi sapere.

E in ritardo a tutti i lettori: buon anno, e una nuova felicità!

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Una risposta a “Sul treno di Capodanno

  1. Che spettacolo! Già la metropolitana di Mosca deve essere bellissima, poi con un treno così la magia è assicurata davvero.
    Sarà anche una trovata commerciale, ma mi piace parecchio 😀

    Mi piace

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