Una questione di comodo

Nel 2023, in seguito a un’intervista rilasciata a un blogger locale, ci siamo ritrovati a parlare del fatto che ho preso la cittadinanza russa e della mia posizione rispetto alla guerra in Ucraina. E la mia posizione, in quel momento, era: io amo entrambe le mie patrie, sono cittadina del mondo, non approvo l’intervento della Russia in Ucraina, ma non penso comunque di essere abbastanza … Continua a leggere Una questione di comodo

Natasha consiglia

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Natasha ha quarant’anni, ma ne dimostra cinquanta. È grassa, odora di sale e porta i capelli ossigenati raccolti in un codino. Non so se riesce a guardarsi i piedi da vicino, ma quando mette lo smalto sulle unghie suo marito la guarda e le dice: “Mio dio, sei così sexy.” Glielo dice anche quando lei è seduta in macchina accanto a lui, avvolta da un paio di metri di cintura di sicurezza, o mentre è ai fornelli e, di spalle, mostra il suo immenso, rotondo, vibrante sedere. Natasha allora gli risponde: “Ma tu non stai bene, ma mi hai vista? Ma fatti curare.”

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Nadya, Agitator, e le elezioni del 2016

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Come funziona l’opposizione e come funziona la politica in Russia, vista dal basso, dalla prospettiva di una vita “piccola”, lontana dai riflettori della macchina mediatica internazionale? La domanda è sorta quando questa estate uno dei lettori di questo blog ha commentato il post Parlare di politica; una delle domande era: “Ma bisogna avere paura o no di esprimere la propria opinione in Russia?”

Per provare a rispondere a questa domanda ho intervistato Nadya, attivista politica e agitator (leggete: aghitator) del deputato Dmitrij Gudkov. La parola agitator non è stata tradotta perché definisce un tipo di attivismo retribuito e porta a porta che non ho mai visto in Italia, salvo quando il candidato in questione organizza un incontro presso una famiglia tramite conoscenze. Continua a leggere “Nadya, Agitator, e le elezioni del 2016”

Mamma li russi #4: parlare di politica

Un paio di settimane fa Simone e Mirella mi spingevano a parlare di una presunta aria di repressione che si respirerebbe in Russia. Ne ho scritto in tre post: Sorridere, Le città militarizzate, e Scattare una foto. Ecco il quarto.

Parlare di politica

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foto da Angiulina

In Russia non si può parlare di politica, in Italia invece sì; ma spieghiamo in che senso. Continua a leggere “Mamma li russi #4: parlare di politica”

Mamma li russi #3: Scattare una foto

Perché in Russia si sente questa cupa atmosfera di controllo dittatoriale? Dopo Sorridere e Le città militarizzate, vi racconto cosa può succedere quando fate delle foto in Russia e perché alcuni divieti non hanno nessuna connessione con il controllo del regime.

Scattare una foto

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Kostromà, veduta del Volga

A chi dice che in Russia ci si sente controllati, forse bisognerebbe fare una rinfrescatina su cosa succede davvero quando in un paese il controllo delle libertà individuali è molto forte, e soprattutto lo è quello delle libertà individuali degli stranieri. Continua a leggere “Mamma li russi #3: Scattare una foto”