Il giorno di Santa Tatjana


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Questo è il poster creato per il giorno di Santa Tatjana dallo studio grafico di Artemij Lebedev; rappresenta una Santa Tatjana contemporanea, con i suggerimenti per l’esame scritti su una mano e nell’altra il biglietto con le domande che, nelle università russe, viene scelto tra molti in sede d’esame.

Tatjana, martire cristiana, decapitata con un colpo di spada il 12 gennaio del calendario giuliano, e cioè il 25 gennaio del calendario gregoriano, è considerata la santa protettrice degli studenti, in quanto (a meno che non fosse così già prima), nello stesso giorno, nel 1755, l’imperatrice Ekaterina Petrovna fondò l’MGU, l’università statale di Mosca.

Il 25 gennaio, perciò, è il giorno degli studenti e viene celebrato in tutta la città.

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Ieri noi l’abbiamo festeggiato, senza sconti per studenti, visto che siamo già grandicelli, al parco Sokolniki, a nord-est di Mosca. I viali sono stati coperti di ghiaccio, ma purtroppo la neve e l’enorme quantità di persone fanno sì che il ghiaccio sia troppo ruvido perché si possa veramente pattinare.

La temperatura diurna era -12, ed è scesa a -20 in serata. Ci siamo congelati, ma ci siamo molto divertiti e, tra una pattinata e l’altra, abbiamo potuto vedere cosa fanno i russi in inverno e fermarci a bere un tè caldo e a mangiare dolci in uno dei punti di ristoro del parco.

In un punto del parco c’era una battaglia di palle di neve tra due squadre nascoste dietro due avamposti, un muro fatto di paglia, e uno fatto di ghiaccio, che a un certo punto hanno cominciato a disfarsi.

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In altri vari punti c’erano dei focolari intorno ai quali ci si riuniva per scaldarsi le mani e i piedi. Se si tocca la gabbia di metallo che circonda il braciere, non ci si scotta; è freddissima comunque.

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In un altro punto del parco invece è stato allestito un concerto per gli studenti, ma si poteva accedere solo con i biglietti.

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Ancora in un altro punto, è stata allestita una mostra di sculture ed era in programma un workshop su come lavorare il ghiaccio.

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I bambini si divertivano a fare tubing: questo gioco adesso ha rimpiazzato gli slittini, perché i gommoni del tubing sono morbidi e quindi meno pericolosi.

A un certo punto siamo stati distratti da un astronauta che, con la sua assistente, distribuiva buste con prodotti igienici in omaggio. Così ho ricevuto, per caso, un completo kit da uomo: cera modellante Axe, docciaschiuma e saponetta Timotei, Cif e soluzione per lavare i pavimenti Glorix. Non credevo ai miei occhi.

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Quando la temperatura è scesa e le dita dei piedi nei pattini hanno completamente perso sensibilità, ho imparato dei giochi ai quali non avevo nemmeno mai pensato. Sul muro di ghiaccio della battaglia di palle di neve di qualche ora prima, erano incollate delle monetine. Così il cavaliere misterioso ha tirato fuori dalle tasche due rubli, li abbiamo riscaldati per bene tenendoli fermi tra le mani e la bocca e alitandoci sopra, e poi li abbiamo pressati su un punto del muro. Si sono incollati subito per effetto del congelamento delle goccioline di saliva e del momentaneo scioglimento della superficie ghiacciata a contatto con la superficie ruvida e calda delle monete. Il fatto è che, per quanto affascinata dall’improvvisato esperimento scientifico, al punto che spiego nel dettaglio cose abbastanza scontate al resto dell’umanità, avevo dimenticato che, in presenza di una reazione di questo tipo, anche una parte del corpo si può incollare. Il mio dito è rimasto incollato sul ghiaccio e sulla moneta nel punto di confine tra i due. Per fortuna avevo il guanto, che se l’è cavata venendo via un po’ spelacchiato; non oso pensare al mio dito nudo.

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In giro c’erano studenti allegri che urlavano, ballavano, si inventavano giochi sul ghiaccio, bancarelle che vendevano calze, guanti e scaldamuscoli di lana, capannoni dove si distribuiva il vino caldo o il tè, rappresentanti pubblicitari che, in cambio della partecipazione ai loro giochi, regalavano campioni di caffè.

Alla fine abbiamo deciso di rassegnarci: sono coraggiosa, ma al freddo russo in due anni non mi posso abituare come chi in Russia ci ha vissuto per 30. Siamo tornati al capannone, mi sono sfilata i pattini, riuscivo a muovere pochissimo le dita, forse non solo per il freddo, ma perché erano costrette. Dopo un massaggio hanno ripreso a muoversi, e nel frattempo, un bambino seduto accanto a noi ha cominciato a raccontarci tutti i segreti del pattinaggio. Allora mi sono sentita proprio straniera, come si sentirebbe uno che il mare lo conosce solo da un paio d’anni.

Memorabile giorno di Santa Tatjana. I russi hanno un mare di feste laiche, e questo è bellissimo. Per quanto, proprio la Santa, non sia un fatto laico; ma non credo che a questo loro ci pensino.

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