La conferenza di Yalta. 1- Lo strapiombo.

In un mondo in cui si rimane intrappolati nelle convenzioni e nella routine, i pazzi si ritrovano sempre.

Io, per esempio, ordino il cappuccino dopo la pizza, se non addirittura durante, e quando torno a casa la sera metto gli avanzi tutti nello stesso piatto: in un angolo la pasta, in un angolo la carne, in un angolo l’insalata. Mia zia mi guarda esterrefatta ed esclama a mia madre: “Ma sta criatura s’è scurdata tutt cos! Magn comm’e’stranier!” (“Questa bambina ha dimenticato tutto! Mangia come gli stranieri!”). La mia fedeltà alla patria si nota ancora, certo, in piccole cose, come il mio rifiuto di lasciare che gli ospiti spremano maionese e ketchup sulla pasta e fagioli.

Sebastopoli

Quindi io ero sulle montagne russe dei miei ormoni scioccati dall’apparente instabilità della mia vita, e dovevo fare qualcosa per non rimanere a fissare il soffitto durante le vacanze di maggio: ho prenotato senza badare a spese un biglietto per la Crimea, ho cercato altri couchsurfer che mi ospitassero. Il mio piano era: arrivare a Simferopoli, da Simferopoli prendere la filovia fino a Yalta, rimanere a Yalta per tre giorni in grazia di Dio facendo l’eremita sulla spiaggia per ritrovare me stessa. Nelle conchiglie, sul fondo del tubetto di protezione solare vuoto, insieme ai sassolini che ti si infilano nelle mutande, non lo so.

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Omsk. Transiberiana #7×3 – 2

During our train trip to our second city, Omsk, we met people: a woman who was knitting and asked us not to show her face, and a man and a woman from Perm, who both met in the train: the man was going to see his cousin for a job in Novosibirsk, the woman was going to meet some friends in Irkutsk and then spend four days in the Olkhon island on Lake Baikal.

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La questione “Matilda” (e il culto dello zar in Russia)

È il film del momento in Russia, tutti ne parlano, alcuni volevano proibirne l’uscita nelle sale, altri si sono rifiutati di mostrarlo; ortodossi ferventi indignati si sono lanciati sui loro rappresentati alla Duma con lettere disperate in cui si chiedeva di fermare questa villanata, fanatici dello zar hanno minacciato regista, produttori e attori. Matilda è stato il pomo della discordia tra nostalgici dell’Unione Sovietica e nostalgici dell’Impero negli ultimi mesi, e adesso che è uscito finalmente nelle sale, si corre a guardarlo domandandosi: sarà poi tutto questo capolavoro?

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5 cose che accomunano russi e napoletani

Appena arrivata a Mosca, vedendo il tassista rischiare la sua vita e la mia in azzardati zig-zag ad alta velocità nel traffico di Leningradskoe Shossé e fare tranquillamente conversazione sulle lingue parlate da sua moglie, mi sono sentita molto vicina a casa. E più vivo la Russia, più mi sembra di trovare delle somiglianze tra russi e napoletani. Ecco quali. Continua a leggere “5 cose che accomunano russi e napoletani”

Yekaterinburg. Transiberiana #7×3 – 1

So it was me and the knight without fear nor fault along the Trans-Siberian railway, for three weeks, with seven stops.

The reason I had chosen Yekaterinburg as the first stop was that it is the city where the Tsars were finished: I was fascinated by the idea that geographical Europe finishes where Imperial Russia, from a symbolic point of view, gave way to Soviet Socialism. However, as it’s happend with all of the 7 stops (and as I have explained in Italian in this post), I am not actually going to tell about what I had expected to find in each city, but about what I have actually found. Even if to some extent it might deprive the travel of some interesting insights, the real fun was to tack each place with just minimum preparation and then just go with the flow, let things and people happen. So, what happened? Continua a leggere “Yekaterinburg. Transiberiana #7×3 – 1”