DOVE LA TERRA FINISCE – TERIBERKA

Alla fine del mondo ci si arriva percorrendo una strada di merda. Non che io voglia fare la disfattista a tutti i costi e lamentarmi di qualsiasi cosa, che sia chiaro, che penso come spirito di adattamento di poter dare dei punti a tanta gente, ma voi come chiamereste 120 km di strada di cui 80 di asfalto a buche e 40 di sterrato? Strada di merda. Appunto.

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A Kirov con il Servizio Volontario Europeo

Di Vincenzo Paradiso

La prima volta che misi piede a Kirov fu alla stazione, naturalmente, dopo ben sedici ore di platzkart. L’aeroporto esiste in città ma è davvero poca cosa. Trovai subito dell’ottimo umorismo nel nome del centro commerciale Leto (estate), situato negli immediati pressi della stazione locale. Divertente perché era dicembre, c’erano -20°, era in corso una nevicata battente e la neve, dove era stata spalata, arrivava alle caviglie. Sembrava di camminare sulla sabbia al mare: “Ecco spiegato il nome”, pensai. Continue reading “A Kirov con il Servizio Volontario Europeo”

Le città sul Volga – Togliatti

Tol’jatti, Togliattigrad per noi italiani (prima Stavropol na Volghie) è la città che sin dall’inizio di questo viaggio mi interessa più di tutte. Vuoi per il nome vuoi per il suo passato che poi è legato a noi italiani, e in particolare agli ingegneri della Fiat che negli anni 60’ ci costruirono le catene di montaggio della AvtoVaz (Volžskij Avtomobil’nyj Zavod) , grazie alle quali poi la città conobbe un forte sviluppo. Negli anni in cui il nostro partito comunista era il più forte in Europa, l’autorità sotto il mandato Chruščëv decise di rinominare la città in onore del segretario PCI Palmiro Togliatti appena dopo la sua morte avvenuta in Crimea nel 1964 durante una vacanza.

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Sulla Tverskaja (nel 2012)

Primo giorno di lavoro, terzo a Mosca. Esco e decido: oggi vado in un posto. Chiedo a una collega: “Dove posso andare?” Lei mi dice: “Esci, gira a destra, trovi una strada grande. Si chiama Tverskaja. Vai sempre dritto e arrivi alla Piazza Rossa.” “E’ vicino?” le chiedo. “Sì,” mi risponde, “un’oretta, tipo.”

Lavoro a Belorusskaja e sulla linea verde da qui alla Piazza Rossa sono tre fermate, ma io non lo so ancora. Mi metto e vado.
Cammino, cammino, tutto intorno a me è grande e rumoroso, non si può attraversare la strada senza sottopassaggio perché la strada in realtà è una specie di autostrada che passa tra i negozi con le insegne ammucchiate le une sulle altre, le macchine sfrecciano tanto veloce che il mio obiettivo cattura solo delle strisce luminose di colore sul grigio antracite dell’asfalto.

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Le città sul Volga – Samara

Dopo una notte in cuccetta sul treno Anapa – Krasnoyarsk sono a Samara. Appena fuori dalla stazione prendo un taxi al volo, il ragazzo chissà perché guida a piedi nudi. Non faccio domande.

L’albergo prenotato si rivela un cottage peraltro lontanissimo dal centro. La proprietaria Irina, sposata ben 3 volte e prossima trasferirsi a Sochi, però non fa mancare nulla.

L’indomani Samara si rivela una città sorprendentemente bella e a detta dei tassisti che mi scarrozzano in lungo e in largo, completamente cambiata in vista dei mondiali. Ci tengono a dire che prima le strade erano impraticabili, ora invece sono lisce come un tavolo da biliardo: “Vot takie vot jami byli.. a sičas rovno kak bilijard!” Continue reading “Le città sul Volga – Samara”

Viaggio al termine della notte – guida a una Siberia mordi e fuggi

Dopo il giorno viene la notte. Giusto? E poi di nuovo il giorno. E così via.

Sbagliato.

Almeno, se state volando da Milano a Irkutsk, Siberia meridionale, su un volo notturno che di notturno non ha niente. Dai finestrini appannati di fiato e ditate si vede un sole che non tramonta. È giugno, è sera, e voi avete tanto sonno. Ma al sole non importa niente: lui finge di tramontare, ma proprio quando sta per scomparire, disco di sangue dietro alle nuvole chiare, ecco che ritorna su pimpantissimo. Siete tutti svegli?, sembra dire.

Ovviamente sì.

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Il Baikal di Boris

“Ai miei vecchietti diabetici io i dolci li compro qui,” Olga mi indica un banco al centro commerciale a Irkutsk. Prendiamo i pasticcini che servono sempre con il tè a casa loro, ripieni di frutti di caprifoglio… Avete mai mangiato i frutti del caprifoglio? Non lo fate, è pericoloso! La verità è che ho appena controllato come si traduce in italiano zhimolost’, quel frutto delizioso, blu uva, che mettono nella pasticceria da tè: ho scoperto che il caprifoglio è il nome comune di un genere di arbusti chiamato lonicera, che comprende ben 200 specie, di cui solo alcune commestibili. Zhimolost’ deve essere una di quelle. Insomma, non fatemi passare un guaio… Io non vi ho detto che potete mangiare i frutti del caprifoglio. Se andate a Irkutsk, però, fate pure. Quanto a frutta, fanno concorrenza ai paesi tropicali. Continue reading “Il Baikal di Boris”

Un bagno a Novosibirsk

di Alessandra Schirò

Chi ha voglia di farsi un bel bagno a Novosibirsk?
A Milano c’è un’afa pazzesca, i termometri fanno 30°C. Quanto mi manca la città dove abitano i miei nonni russi! Quanto mi manca il freddo, la neve, l’immensità delle distanze!
Oggi vi porto nel centro geografico della Siberia, nella terza città più grande di tutta la Russia, Novosibirsk. Non sarà il solito viaggio alla scoperta di musei, monumenti e luoghi di cultura. Oggi vi mostro l’estate siberiana. Continue reading “Un bagno a Novosibirsk”