La conferenza di Yalta. 3- Obruset’, diventare russi


Il secondo e il terzo giorno dell’avventura in Crimea i peripatetici eravamo tre: una donna in cerca di se stessa perché sospettava di essersi spezzettata durante i suoi viaggi (io), un giovane folle e avventuroso con un solo zainetto che si era fatto 24 ore di autobus per arrivare in Crimea senza nessun programma (Boris), una donna altrettanto entusiasta e spregiudicata che si era trasferita in Crimea appena dopo il referendum e si era sposata con il suo couchsurfer (Rada).

Gli argomenti del simposio sono tanti, ma uno fa da filo rosso: come si fa a essere sé stessi, se si cambia? Si può non cambiare e rimanere sé stessi? Si può smettere di essere sé stessi, cambiando?

Una sega mentale assurda.

img_20180430_2227441173245645.jpg

Stiamo seduti in un pub dove suona un tipo che si chiama Akustičeskij Samuraj, che canta in russo, in inglese e in ucraino e ogni tanto li mischia tutti e tre: tipo mentre sta cantando qualcosa di Bon Jovi, non chiedetemi come, ci infila dentro un paio di strofe di Oj, to ne večer, canzone popolare russa. Rada e Boris sono fuori come un balcone perché ne conosco un pezzettino a memoria e la canto a squarciagola insieme al Samuraj. Deve essere per questo che, fuori da ogni contesto, decidono di domandarmi se so che cos’è un vypendrёž. “Come che cos’è?” dico io, “è uno che vypendrivaetsja!” (uno che se la tira). Boris è scioccato, Rada non si scompone: “E tu ci vorresti dire che non sei russa?”

Io non lo so. So solo una cosa: sono a Yalta e l’unica cosa che mi ricorda Yalta è la Donna col cagnolino di Čechov. Così dopo il pub Rada ci fa fare un giro del centro, nei vicoli con i fiori appesi ai balconi delle case con lo stucco macchiato, tra la movida di gente che fa lo struscio e i musicisti invasati sul bordo del molo, sotto la luna piena. E ci porta a vedere il monumento alla Donna col Cagnolino.

la_donna_col_cagnolino_Cechov.jpg

Boris non se lo ricordava, che la storia era ambientata a Yalta, per questo non posso fare a meno di cominciare a fare lezione:

“È la storia di una signora borghese, infelice perché sposata per convenienza, che viene a Yalta in vacanza senza il marito e si trova l’amante, anche lui in viaggio senza la moglie, anche lui sposato per conformarsi alle norme della società. Poi Tolstoj ha criticato Čechov, perché riteneva che la letteratura non dovesse trattare con tanta nonchalance soggetti immorali…”

“Immorali?” incalza Rada. “Glielo ha detto Čechov a Tolstoy che si deve stare zitto, perché lui aveva un mare di amanti e andava pure dalle prostitute?”

“Ma non so se gliel’avrà detto, ma mi sembra chiaro che se Tolstoy lo faceva andava bene, perché è maschio e in “Anna Karenina” Kitty lo perdona, ma se lo faceva una donna no… Doveva prima soffrire per circa cinquecento pagine e poi buttarsi sotto un treno.”

Boris ride.

Siamo davanti al teatro con la facciata illuminata e Rada mi fissa con stupore. “La conosci questa parola? Obruset’. Significa “diventare russo”. Tu sei una obrusevšaja ital’janka.” Finora mi avevano detto che sembravo una spia, ma in quel momento mi è sembrato di passare al livello successivo.

img_20180430_222406840351568.jpg

Yalta è un posto distopico, perché sembra di stare in un sogno in cui si sono mescolati la Costiera Amalfitana e i paesini del salernitano con il periodo sovietico e la gente che parla in russo con la “g” moscia. In questo sogno сhe sembrerebbe costruito dagli impulsi elettrici nella mia testa, ma che potete vedere voi stessi se comprate un biglietto per Simferopoli, io è come se avessi ricevuto la cittadinanza onorifica.

Puoi essere italiana e anche un po’ russa, puoi rimanere in parte russa senza smettere di essere italiana, in questo posto. Puoi essere tutto quello che hai bisogno di essere (finché sei in vacanza, ovviamente, perché a viverci ogni giorno non ci abbiamo ancora provato).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.