Il paese è piccolo, la gente parla

Ieri ho letto un post molto divertente sul blog di una mia amica italiana che vive a Londra: http://valentinasaid.com/2013/02/15/e-stiamo-sempre-la/
Stamattina stavo ancora pensando a luoghi comuni, frasi sentite e risentite, cliché degli italiani migranti e sugli italiani migranti, e mentre prendevo nota per mandarli a lei, mi sono resa conto che la lista di frasi raccolte nella mia memoria aveva, manco a farlo apposta, uno sfondo rosa; tutte cose che mi sono rimaste impresse perché sono cose che solitamente si sente dire una ragazza e che io, che spesso mi sorprendo del mio essere femmina, registro come curiose; cose sentite dall’estetista, dal parrucchiere, dai testimoni di Geova che vengono a bussare la domenica mattina, dai colleghi, dai conoscenti, dai parenti. Ecco le prime che mi vengono in mente.
L’estetista che mi stava facendo la ceretta, quando le ho detto che ho studiato in Inghilterra: Quelli sono paesi … in cui tutto è permesso!
Vabbè ma a che ti serve studiare lingue, se vai a fare il cameriere sul posto impari prima!
Immagino che non sei fidanzata, se no non te ne andavi.
Ma se tu ti fidanzassi, tipo, poi rimarresti?
E tu quando lo fai un figlio? Ma in tutti i viaggi che hai fatto non l’hai conosciuto uno?
E il fidanzato che dice? Ah, non ce l’hai. E perché?
Ma qual è la tua priorità nella vita? Lavorare o trovare un marito?
Vabbè ma non è che tu all’estero ci vai per divertirti, ci vai per fare esperienza.
Poi vuoi mettere quando torni, puoi dire che hai lavorato all’estero. Puoi fare qualche domandina.
E quando torni per sempre?
Poi già si vede che tu sei una brava ragazza, non sei una di quelle. Nel senso, una di quelle, no? Una di quelle che escono solo perché vanno cercando… hai capito, no? Si vede che tu esci, viaggi, per studiare, per lavorare, non per altro.
Io un fidanzato ho avuto e quello mi sono tenuta. Invece guarda la sorella di XXX, che se ne fa viaggi e viaggetti, chissà come cambia e scambia.
Io sono aperto, non ho problemi con una ragazza che ha avuto esperienze. Però dipende, quando già senti che una per esempio è stata con dieci ragazzi diversi, allora lì già capisci…
Le italiane quando vanno all’estero gli viene una voglia di cazzo incredibile. Però in Italia non la danno a nessuno.
Le italiane nel cervello hanno la merda, si preoccupano sempre di quello che pensano gli altri.
E’ che all’estero le ragazze sono più libere, hanno la mentalità più aperta, capì. E’ perché all’estero non c’è la chiesa cattolica.
Tu devi essere una persona che ha un forte bisogno di comunicare, se no non si capisce questo bisogno che tieni, che te ne devi andare per forza all’estero.
Ma è indispensabile che ci vai? Qua non le puoi fare le stesse cose?
Ma poi non hai paura, solo tu? Tu sei una ragazza, se ti succede qualcosa?
Ma immagino che vai con un’amica, ovviamente, se vai con un’amica è un’altra cosa. Ah, vai da sola? E perché?
Eh vabbè però se con i soldi che guadagni ci devi pagare l’affitto, non ti conviene che ti stai a casa?
Ma tuo padre non è geloso?
Un imprenditore nella sala di aspetto di un ospedale: “E senti, il russo che tipo di lingua è?” “In che senso? E’ una lingua flessiva. Ma ha anche degli elementi tipici delle lingue isolanti” “Ho capito. E’ una lingua cavernicola.” Sua moglie: “E certo. Le senti da come parlano già, che sono delle cavernicole”
Uah, e ja, e fammi sentire come dici qualcosa. Uah, ma allora parli proprio bene. Uah, vabbè che tanto io non so nemmeno una lingua, quindi mo potevi dire quello che volevi tu, potevi pure fare finta, io mica capivo.
Ma là i ragazzi sono belli? Ma sono più belli gli italiani o i russi?
Senti, ma ti piace di più l’Inghilterra / la Russia / la Germania / lo Zimbabwe o l’Italia?
Stai attenta, che i russi sono maschilisti.
Eh, ma le russe sono donne materiali, mica come noi italiane, che siamo più spirituali.
Ma che vai a fare là? Resta qua, trovati un fidanzato, fatti una famiglia.
Però lo capisco che te ne vai. Con tutte le lauree che ti sei presa potresti fare anche il Presidente della Repubblica.
Io tengo paura di quei paesi più a est, che non si capisce come le trattano le donne.
Quelle perché sanno dare agli uomini quello che ci vuole, li imbambolano e loro sperperano tutti i loro averi e se le sposano pure. Mica come noi italiane, che siamo così rompipalle.
Ah, vai in Russia. Tolstoj, Dostoevskij. Una volta mi sono comprato un libro di Dostoevskij, non mi ricordo come si chiama.
Salutami Putin.
Senti, ma si sono aperti un poco o stanno ancora come 10 anni fa?
Vabbè, ma mica tutte le ragazze hanno la mentalità come la tua, che a 27 anni ti vuoi ancora divertire.
Sulla scia di Valentina, si accettano suggerimenti!
001 (2)

0 pensieri su “Il paese è piccolo, la gente parla

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *