Italiana vera


frutti rossi

Io non sono per niente patriota.

Oggi la Russia, per rispondere alle sanzioni di UE, USA, Canada e Australia, ha pubblicato la lista degli alimenti la cui importazione sarà vietata. La lista comprende quasi tutti gli alimenti e fa particolare eccezione solo per i prodotti per bambini.

Subito qualcuno su Live Journal ha commentato che, cavolo, non appena si era deciso di far sparire le mele della Polonia, erano apparse sugli scaffali delle profumatissime mele russe: dov’erano state fino ad ora?

La Russia copre un territorio estesissimo e ha rapporti economici amichevoli con le ex repubbliche sovietiche ed alcuni paesi dell’estremo oriente. Anche se da un lato credo che la situazione stia diventando veramente critica, e questa cosa di non condannare i ribelli ucraini, ma cullarsi sugli allori del patriottismo russo, sia veramente sfuggita di mano ai potenti di qua, dall’altro credo che qualcosa deve essere sfuggito di mano anche ai potenti di là, e che forse non è proprio sbagliato un gesto che significa: “Cosa credete? Che solo voi potete imporre le sanzioni? Che qui ci stanno i morti di fame?”

La Russia non è l’”Africa”, anzi. E visto che io non sono per niente patriota, vi faccio una lista di cose buonissime che si possono mangiare in Russia senza fare ricorso a prodotti importati dai paesi di cui sopra.

kasha.480

qualcuno deve essersi già inventato la pasta con la kasha…

kasha

Kasha

La kasha (in inglese traducono porridge) è un piatto antichissimo ed esisteva in Russia probabilmente già al tempo degli zar. E’ una zuppa o pappocchia di cereali; la si può fare col grano duro, con il grano saraceno, con il semolino, con il riso, con l’avena, con l’orzo perlato, con qualsiasi cereale. Anzi io, che non sono una patriota e quindi sono una mascalzona latino-slava, faccio la kasha-bomba mischiando riso, grano saraceno e avena. Come si fa la kasha? Semplice: si bollisce come un risotto nell’acqua, o nel latte, se è per la colazione. Se è kasha bollita in acqua, si può soffriggere con cipolle, con funghi, o addirittura, secondo i miei malati costumi, con pomodori e melanzane. Se è kasha bollita nel latte, si può condire con uva passa, miele, marmellata, burro, uovo, secondo la tradizione; oppure, secondo me, anche con le pepite di cioccolato del Ghana comprate al bazar africano. La kasha è un alimento nutriente!

Syrniki

Medaglioni fritti fatti con un impasto di ricotta, burro, farina, uova. Conditi con miele o con marmellata.

Bliny

Le crepes francesi, ma con diverse proporzioni di latte e uova. I bliny si possono fare anche a base di kefir: vengono più spessi. Si possono condire con la marmellata, con il miele, con il caviale, o con il formaggio e il prosciutto. E se non è il prosciutto San Daniele, che tanto qui non compro nemmeno se mi sparano, va bene una comunissima vetchinà locale.

Kurinyj Buljon

Brodo di pollo. Pensate: in Italia non è stato nominato piatto tipico. Eppure qua si mangia lo stesso.

Kroshka Kartoshka

In inglese si chiama jacket potato. Invece in italiano è solo una patata cotta nel forno dentro alla carta argentata, poi spaccata in due e farcita con leccornie tipo: fagioli tipo Heinz (ma non solo la Heinz fa i fagioli Heinz!), piselli, cipolle, prosciutto, burro, formaggio, insalata, anche tua nonna ci puoi mettere nella patata farcita. Kroshka Kartoshka è anche una catena di fast food. E sapevate che la patata è stata importata per la prima volta in Russia da Pietro il Grande e che all’inizio era considerato un alimento velenoso, e le dame ne usavano il fiore per adornare le pettinature?

kartoshka

Farshirovannyj Perets

Tradotto: peperone imbottito, con varianti. In pratica: peperone imbottito. A proposito, sapevate che in russo il peperone si chiama “peperone bulgaro”? Si dice bolgarskij perets.

Zuppe

I russi hanno tante zuppe: il borsh (ucraino) a base di bietola rossa; lo shi a base di cavolo; l’uhà a base di pesce. Se poi proprio sei affezionato alle tradizioni italiane, nessuno ti impedisce di comprare la pastina della marca Makfa e infilarla nel brodo.

makfa_italy

Queste sono solo alcune cose che si possono fare.

Per esempio, se come me non sei un patriota, puoi comprare del formaggio giorgiano, il suluguni, e usarlo al posto della provola: si assomigliano tantissimo. Se ti manca la parmigiana di melanzane, puoi trovare un piatto molto simile proprio tra le pietanze giorgiane: al posto dei pomodori ci sono le noci. Se come me non sei un patriota, puoi fare come se non esistesse una sola linea guida in cucina, prendere quello che hai imparato qua e là per il mondo e inventare una ricetta completamente nuova con quello che c’è in frigo.

suluguni

suluguni

Chi ha detto che le noci non vanno nella pasta? L’abbiamo imparato anche noi italiani. E se vanno nella pasta, perché non nella carne o nel pesce? Chi ha detto che le melanzane non si mangiano con il cioccolato? Sempre noi italiani ce la siamo inventata (almeno credo). E allora il cioccolato lo posso mettere dove mi pare, e pure le melanzane.

Io non sono per niente patriota.

Qua ci stanno già chef italiani allarmati che annunciano la morte della ristorazione italiana in Russia. Io li farei capa e muro. Perché? Perché è pure colpa della gente che ragiona così se il nostro paese è allo sfascio. E quando dico il nostro paese, non so più se parlo dell’Italia o della Russia. Basta che ci sia un intoppo, ma anche due, ma anche tre, e il mondo si ferma. Come se la cucina italiana non si potesse fare se la mozzarella non viene dal Cilento, se il vino non viene dalla Toscana, se la pasta non è Barilla, che dove c’è Barilla, c’è casa. Il giornale on-line Russia Oggi presentava alcuni mesi fa la storia di un imprenditore pugliese che si è trasferito con la moglie russa a Rostov sul Don e lì ha cominciato a produrre provole e caciotte. Un tipo sul forum “Italiani a Mosca” di Facebook raccontava di farsi portare salumi italiani prodotti fuori Mosca da un conoscente. Ad una fiera lo scorso novembre mi sono imbattuta in un’impresa che ha portato le macchine adeguate in Russia e ha aperto un agriturismo-caseificio nella regione di Tver’: gli assaggini di mozzarella erano buonissimi. La pasta, se poi vogliamo dirla tutta, non l’hanno inventata gli italiani; esisteva già presso gli antichi greci e romani e contemporaneamente in Cina, nel mondo arabo e in tutto il bacino del Mediterraneo. Quindi, per amore della pluralità, non è mica un sacrilegio se cucino con la pasta kazaka.

Ma io sono così poco patriota che non vado nemmeno mettendo quei post disperati della serie “O mio dio, non bevo un espresso da due settimane, penso che morirò, dove posso trovare il caffè Lavazza?” E il caffè, per la cronica, lo siamo andati a prendere in Brasile. Anzi, sinceramente, a me piace il caffè americano, per quanto gli USA a livello di politica internazionale e di sfruttamento dei diritti umani non mi stiano per niente simpatici. Di fatto, però, a me quella che gli italiani chiamano con disinvoltura “sciacquatura” come se fosse ovvio che chi sta seduto a tavola con loro concordi, a me mi piace. Io non bevo molto caffè, ma quando scelgo di berlo, normalmente non è espresso. L’espresso è una droga. Ti manda subito al bagno e dopo mezzora hai già la tachicardia. No, io sono decisamente un tipo da tè. Il tè verde, in particolare, ha proprietà antiossidanti, e se sei un’italiana non patriota che vive in Russia, puoi dolcificarlo usando, al posto dello zucchero, la marmellata di lamponi della dacia.

caffè

caffè Zhokej

La dacia è un pezzo di terra dove i russi vanno a riposare in estate, e non sempre nel pezzo di terra c’è una casa, una casina, una casupola, o una baracca; e non sempre nella casa, nella casina, nella casupola o nella baracca c’è il bagno, o l’elettricità. Anzi, molto spesso non ci sono: la dacia è un campeggio organizzato. Alla dacia non crescono peschi e albicocchi, ma meli, melocotogni, fragole, ciliegi, frutti rossi di ogni genere e, se fai in tempo a seminarli, pomodori, cetrioli e altre verdure con le quali puoi fare le conserve prima che cominci l’inverno.

Figurarsi, io sono così poco patriota che adoro questo modo di vivere. Quando sono tornata dall’Inghilterra nel 2005, mi sono portata l’abitudine di mangiare primo, secondo e contorno nello stesso piatto. Da quando sono arrivata in Russia ho perso l’abitudine di mangiare la pasta tutti i giorni, e anche se mia madre dice che questo non fa bene, io faccio di testa mia: c’è una spiegazione alla minore presenza della cellulite sulle cosce delle russe, ed è probabilmente che sono meno avvelenate dal glutine.

Io non sono per niente patriota, perché credo che madre natura ci abbia dato molte più cose di quelle che con il marchio italiano abbiamo reso superchic.

Io non sono per niente patriota, perché allo chef italiano che questa sera scriveva su Facebook che è la fine, gli vorrei dire che se lui fosse veramente un patriota, non si permetterebbe di usare la parola fine così presto. Perché la cucina italiana non si fa con le marche e con i bollini, ma con la tradizione e l’innovazione. Perché fin quando ci sono delle difficoltà a mettere in moto il cervello, nascono nuove idee e nuovi prodotti, ed è quando siamo abituati a non pensare e ad essere dalla nascita i più bravi e i più belli del mondo, che finiamo per diventare degli ebeti gradassi che stanno nel mondo delle favole e credono di decidere qualcosa nel panorama internazionale, mentre il loro paese si è ridotto ad una specie di parco giochi per turisti ricchi e, molte volte, ignoranti. Gli vorrei dire che io preferisco non essere patriota e tradire la pasta al forno mettendoci il suluguni, e comprare l’olio d’oliva prodotto dalla spagna per i supermercati russi perché costa di meno, ma essere cittadina del mondo, e andare fiera delle patrie di tutti e di come conoscerle e amarle fa diventare la mia alimentazione più ricca e la mia cucina più fantasiosa.

No, io non sono patriota. Io resisto. Io voglio che non solo la cucina mediterranea sia conosciuta in tutto il mondo, ma che gli italiani, e tra questi mio padre, imparino a non storcere il naso quando vedono una ciotola di kasha o di borsh.

 

 

 

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2 risposte a “Italiana vera

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