Il mare di Mosca

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Per queste feste di maggio, siamo andati in un posto che si chiama “Bazy otdyha Volga”: volendo tradurre, “Villaggi Vacanze sul Volga”, anche se non si tratta di villaggi come li intendiamo noi, ma di posti dove puoi campeggiare, affittare una casetta di legno o una camera, mangiare a mensa e usufruire liberamente del campo di pallavolo e pallacanestro, nel campo di calcio, delle barche e delle aree barbecue, ma a cifre molto basse e senza l’animazione che ti assilla. Al massimo, con qualche studente dei gruppi giovanili organizzati che si frega il tuo pranzo se arrivi a mensa cinque minuti dopo.
Redkino
Il posto si trova a sud di Tver, vicino alla piccola città di Redkino. Per arrivarci, bisogna partire dalla stazione Leningradskij di Mosca, vicino alla stazione della metropolitana Komsomolskaja, e prendere un treno per Tver che fermi a Redkino. Da Redkino, dopo essere scesi dall’ultimo vagone ed aver girato a sinistra, bisogna chiamare un taxi o prendere una marshrutka che porti al molo di Mifì per le “Bazy otdyha Volga”. Una macchina che porta al molo costa sui 250 rubli, salire in marshrutka costa un po’ di meno, ma tutti se ne approfittano e sparano cifre esagerate. Le bazy otdyha “Njiau Mifì” (non abbiamo capito cosa significa l’acronimo Nijau) si trovano su una penisola che si estende sul fiume Volga. Dal molo, bisogna prendere una piccola barca a motore che porta lì nel giro di 10 minuti, per la somma trattabile di 300 rubli (circa 7 euro) a persona. I nostri amici hanno detto che l’anno scorso costava 200 rubli, quindi il prezzo aumenta così come aumenta la popolarità del posto.
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Non sono riuscita a trovare Mifì su Google Maps; comunque, a giudicare dal giro che abbiamo fatto con la barca a motore, dovrebbe essere nel punto che ho indicato nella mappa. La cosa più interessante è che questa penisola si trova pochi chilometri a nord di un posto che non conoscevo fino ad ora e che si chiama Moskovskoje More, cioè “Il mare di Mosca” (vedi mappa). Insomma, a nord-ovest di Mosca esiste una zona balneare.
A Nijau Mefì un posto letto costa 1200 rubli a notte (20 euro circa) e incude colazione, pranzo, cena, e utilizzo di tutto il resto: campo sportivo al’aperto, aree barbecue, campo di basket al chiuso, barche, pedalò. Per chi non si sa adattare alla cucina russa non è un granché: abbiamo mangiato carne per 6 volte in due giorni e solo una volta hanno servito della frutta fresca, ma volendo si può comprare qualcosa al negozio di alimentari della derevnja vicina.
Il paesaggio è bellissimo: l’acqua è pulita e ci sono spiagge di sabbia circondate da enormi pinete e zone paludose. I lati negativi sono che a maggio, in un posto senza smog, fa ovviamente più freddo di quanto mi aspettassi io, che mi sono portata perfino il costume nella speranza di stendermi sulla spiaggia; e che bisogna stare molto attenti alle zecche e a vari altri animali che vivono in assoluta libertà. Non so se sia un lato veramente negativo. Mi piace che gli animali siano liberi.

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Una vipera (godjuka) prova ad inghiottire un rospo (zhaba) vicino all’attracco del molo della base Nijau Mifì

I lati positivi sono che, se sei un’italiana in Russia, impari un sacco di cose, innanzitutto parole. Che sì, dopo le prime 24 ore di assorbimento diventa stressante, specie se il tuo compagno di avventure si dimentica di non dare per scontato che capisci qualsiasi cosa dica, ma dà soddisfazione: conosco i nomi dei serpenti, so come si dice remare, approdare, attracco, molo, come si fa un barbecue in russo, come si chiamano le zecche e i fossati antincendio intorno ai boschi. In più, se sei un’italiana in Russia, stare lontana da Mosca per qualche giorno, anche se hai portato con te solo le scarpe da tennis e la sera del barbecue la temperatura percepita è sotto lo zero, fa bene. La wi-fi non c’è e non c’è assolutamente niente da fare a parte giochi di società, passeggiate, pescare, leggere, mangiare e dormire. E pure se non ti sai rilassare, forse fa bene che qualcuno ti ci costringa ogni tanto.
Ecco alcune foto. E’ bello, ed è importante, (per me) sapere che qui c’è anche il mare. Perché a me mi manca tanto il mare.
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