Il mare in vendita


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I dottori (medico generico, oculista e otorino) mi hanno dato una lista con ben 12 medicinali da prendere.

Io l’ho guardata e mi sono impressionata. Non saranno troppi? Perché quando ti ammali in Russia ti danno sempre tutte queste medicine? Perché spesso non possono fare a meno di farti le radiografie?

In tre anni ho fatto radiografie ovunque e l’anno scorso degli idioti mi hanno detto che c’era la possibilità che avessi un cancro e mi hanno mandato al centro oncologico di Kashirskoe Shossé. Dopo aver perso dieci anni di vita solo per lo stress psicologico, sono andata da un altro medico e gli ho detto che qualcosa non mi tornava, non mi possono terrorizzare dopo avermi fatto soltanto un paio di ecografie e delle analisi generiche: io lavoro con i bambini… non avrò mica la mononucleosi? E infatti, avevo la mononucleosi. Quella volta me la sono cavata senza medicine. Dice, tanto la fase acuta è già passata e sei viva, riguardati e continua a campare. No, perché questi mi hanno mandato a zonzo un mese intero con la storia dei linfonodi e del linfoma… e nessuno mi ha ascoltato quando ho detto: “Yuhuuuu, io lavoro con i bambini… Yuhuuuu, magari cercare una malattia infettiva? Yuhuuuuuu, perché volete escludere un cancro prima di escludere un virus?”

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Unguento del dottor Vishnevskij

Allora questa volta mi sono tenuta il raffreddore per ben 9 giorni. Quattro giorni chiusa in casa, “Fumienti” (in italiano si chiamano “esalazioni”), limone, spicchi d’aglio ingoiati interi, bende intorno al petto con l’unguento del dottor Vishnevskij, che l’ha inventato nel 1927 a base di catrame di betulla e che guarisce qualsiasi cosa. Non sia mai gli venisse in mente di dirmi che ero diventata afona per dei noduli sulle corde vocali o mi faceva male in petto perché mi ero presa un cancro da fumo passivo. Poi, al decimo giorno, ho deciso che non ce la facevo più, che non potevo presentarmi in classe con questa tosse da untrice, che mi dicessero qualcosa.

E loro mi hanno detto: sinusite acuta e congiuntivite, possibile degenerazione in bronchite.

E mi hanno prescritto: quattro diversi tipi di gocce per gli occhi; tre diversi tipi di spray nasali; antibiotici con fermenti abbinati; compresse effervescenti contro il catarro, pasticche a base di erbe per i muchi; supposte immunomodulatrici.

Ovviamente non potevo credere ai miei occhi: si tratta di prendere una medicina ogni mezzora. Mi ha dovuto confortare la mia amica farmacista dall’Italia, che è tutto nella norma, questa è la terapia proposta dalla medicina “tradizionale”. E io che pensavo di mettermi a digiuno per purificare il corpo e lo spirito. Mi sa che digiunerò quando starò bene. Il fatto è che in Italia io non mi ricordo l’ultima volta che mi hanno dato tutte queste medicine. Forse da bambina, quando avevo le placche alla gola e un febbrone da cavallo. Per il resto, questa pellaccia ha sempre adottato strategie Kutuzoviane contro qualsiasi malattia.

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Kutuzov, sì. Quello là che adesso viene rappresentato con un occhio bendato, sebbene nella realtà, pur avendo perso la vista da un occhio, non avesse perso l’occhio e non lo portasse bendato; che sta sepolto nella cattedrale di Kazan’ a Pietroburgo e del quale Lev Tolstoj ha fatto uno dei personaggi chiave di Guerra e Pace, romanzo storico in cui si racconta pari pari anche come, senza curarsi delle critiche, il generale abbia lasciato arrivare l’esercito Napoleonico fino a Mosca senza sacrificare altre vite umane all’esercito russo, e poi, quando tutti i russi se n’erano andati in campagna e Mosca era stata incendiata a furia di tentativi maldestri di riscaldarsi e farsi da mangiare, se la sia goduta a vedere i francesi e i loro compagni tornare indietro in marcia e morire di fame e di assideramento per la strada. Un personaggio chiave, ragazzi. Per capire la Russia, bisogna conoscere Kutuzov e i fatti del 1812.

Comunque, questa volta a Kutuzov sono serviti i rinforzi, ma che rinforzi, poi!

Nell’ozio e nell’angoscia del dover prendere più medicine della buonanima di mia nonna, mi leggo cosa c’è scritto sulle scatole:

Aqua Maris. Soluzione isotonica sterile di acqua del mare Adriatico con microelementi naturali.” Questa è una delle tre cose che mi sparo nel naso. E’ una pipetta epifanica. Sta a significare: te ne sei venuta in Russia, hai voluto fare la guida turistica a tuo fratello con -25° e i valenki (scarpe di lana) non impermeabilizzati, poi sei voluta andare a scuola di danza dove questi extracomunitari tengono acceso il condizionatore e aprono la finestra perché hanno caldo, e il risultato è che ti devi comprare 30 ml di liquido contenente il 30% di acqua del mare Adriatico alla modica somma di 285 rubli, cioè circa 7,50 euro con il vecchio cambio.

Ma il medico non faceva prima a dirmi: “Signorina, questo malessere è un sintomo che le manca casa, se ne vada una settimana dai suoi e si faccia un bel bagno a mare pure se l’acqua è fredda, che le fa bene ai seni nasali?”

Immaginate quanta acqua del mare Adriatico vendiamo. Cioè vi rendete conto? Vendiamo l’acqua del mare! E se poi finisce? E se poi imbrogliano e la preparano a casa mischiando l’acqua distillata con i microelementi? 7,50 euro per spararmi un soffio di acqua di mare nel naso tre volte al giorno?

Non so nemmeno io se sentirmi affascinata dalla complessità del mondo, o sconfortata.

Sistema immunitario, non abbandonarmi. Io ti posso dare il mare vero, sulla spiaggia libera, almeno per tre settimane all’anno.

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