Russomania o comprensione?


Qualcuno ha detto, in questi giorni, che io sono cambiata e mi comporto sempre come se ogni cosa fosse un attacco alla Russia.

Voglio allora dire una cosa. Non è che io non sia in grado di vedere il nero, il bianco, e le diverse sfumature del mondo.
Ma non mi spiego perché abbastanza spesso si commenta tirando in ballo Putin quando io sto parlando di manicure, o ricevo link con facce così :-O in cui mi si informa dell’ultima disgrazia in Ucraina, dell’omofobia russa (questione da analizzare per bene, secondo me), o di come Zhirinovsky fa il porco con una giornalista. Come se io, poi, non leggessi le notizie.

Forse sono prevenuta io, è vero. Forse il vostro intento è quello di informarmi.
Eppure a volte ho la sensazione che è come se mi voleste dire: “Oh cazzo, questo succede dove stai tu!”
E forse sì, ho la coda di paglia, e il riflusso gastroesofageo delle conclusioni affrettate e dei pregiudizi mediatici.
Ma forse io vi mando i link delle porcate che succedono in Italia in messaggio privato con la faccina così :-O e poi vi domando se vi rendete conto dell’assurdità della cosa? (Come se non sapessi che ve ne rendete conto, o come se fosse importante per me che ve ne rendiate conto, o come se non avessi altro da fare).
Se io ho un’amica che abita a Londra, o in Germania, o a Mauritius, mando loro messaggi in cui faccio loro sapere che nel loro paese succedono cose controverse, come se non ne fossero già al corrente, e ancor di più facendo domande come se loro potessero poi farci qualcosa se, per esempio, il giornalista giapponese è stato decapitato, l’aereo malese è stato abbattuto e non è ancora sicuro da chi, o il bambino di tre anni ha sparato ai genitori con la pistola della mamma in New Mexico?

Vi piacerebbe essere stranieri in Italia e ricevere di continuo dai vostri amici commenti in cui si fanno battute sulla mafia e link in cui si parla dell’ultima cazzata del Parlamento o ci si indigna per i crocifissi nelle scuole o la Terra dei Fuochi?

Non è proprio nel mio stile.
Forse è per questo che divento isterica.
Non sopporto i luoghi comuni sul paese in cui vivo. Non li sopportavo quando mi subissavano di luoghi comuni sull’Italia, in Germania, e non li sopporto adesso.
Di ogni argomento sul quale ci affrettiamo ad esprimere opinioni su Facebook conosciamo un quarto della verità, se non di meno. Perché allora non domandarmi di cucina, di musica, di letteratura, di sport?
Perché confermare che siamo zombizzati dai media, concentrandovi tanto su quello che i media dicono e basando le vostre opinioni su quello che dicono i media?

Perché, visto che vi ho invitati tante volte, non lo fate un biglietto e venite in Russia? Avete paura di trovare davanti a voi le cose che leggete sui giornali? Vi posso anche capire, perché c’è stato un momento della mia vita in cui allo stress e allo stato di depressione si è aggiunta la paura inculcatami dai media, e quella volta io ho rimandato il viaggio in Russia. Avevo paura di fare la fine della Politkovskaja.

Poi però il richiamo è stato più forte, forse perché ho la fortuna di aver conosciuto questo paese non solo dai giornali. E perché nulla esclude che un giorno io possa fare la fine della Politkovskaja, ma non ho nessuna intenzione di andarmela a cercare. E questo non significa che mi autocensuri o faccia la vigliacca: anche sulla Politkovskaja non sappiamo ancora tutto; e il coraggio si può esprimere anche senza presentarsi in terre straniere con la bandiera LGBT o per fare missioni umanitarie senza supporto. Il mio coraggio sta già nel fatto che sto qua, e che provo a raccontare le cose belle dell’Italia qui e le cose belle della Russia in Italia. Ci vuole coraggio, per me, perché raccontare sempre il male e giocare a indignarsi di continuo e ad essere sempre moralmente al di sopra, è troppo facile.
Sinceramente? Io non vedo nessuna differenza tra Zhirinovsky che fa il porco con la giornalista e certe uscite di Berlusconi. Mi scandalizzo quel tanto che basta, e dopo aver guardato, passo. Quando fanno una legge che impedisce alla gente con disturbi della personalità di prendere la patente, senza fare caso al fatto che tra i disturbi della personalità il transessualismo non è un disturbo che rende pericolosi alla guida (e infatti di questa legge si sta occupando una commissione dei diritti umani), io non comincio la caccia al paese omofobo, e non perché non veda che in Russia non fanno la raccolta differenziata, hanno un’economia ancora troppo basata sul petrolio e sul gas, hanno seri problemi con l’alcolismo e ancora troppe barriere architettoniche. Io le vedo queste cose, e me ne dispiaccio.

Però non mi metto a farne propaganda e a dire che stanno inguaiati.

Per esempio, quando mi trasferisco nella casa nuova, ho intenzione di associarmi a sobirator.org, un’organizzazione di attivisti che sta provando a portare in Russia la raccolta differenziata: si tratta di trovare il punto di raccolta più vicino a casa e contemporaneamente cominciare una campagna di informazione nel proprio palazzo. Per esempio, sto pensando a come fare a trovare una macchina prodotta in Russia, ma che abbia o che supporti un motore a GPL. Sto pensando che se tutto andasse bene, vorrei che uno dei nostri bambini fosse adottato. Che se dopo il matrimonio riuscissi ad avere la doppia cittadinanza, mi piacerebbe capire se qui posso votare o dire in qualche modo la mia.

Dunque, non capisco.

Cambiata, sono cambiata. Come direbbe mia madre: sei sicuramente diversa da quando eri una bambina e da quando eri una ragazza, adesso sei una donna e sarebbe grave se fossi rimasta uguale; l’importante è che tu sia uguale a te stessa. In che cosa il mio cambiamento sia diventato parente del fanatismo politico, non mi torna.

Mi piacerebbe semplicemente che la gente facesse meno blabla e si rendesse conto che tutto il mondo è paese e che no, in Russia non stanno inguaiati, stanno solo messi diversamente. Altrimenti, quando un russo verrà da voi a dirvi che state inguaiati perché a 30 anni ancora vi dovete laureare e i genitori non vi cacciano di casa, ve la dovete tenere. Ognuno sta inguaiato o messo bene in cose diverse. E allora?

Non lo so.

Forse difendo la Russia forsennatamente.

Forse se mi fossi trasferita in Arabia Saudita farei lo stesso ragionamento che ho appena fatto. Non riesco ad immaginarmelo, ma conoscendomi e sapendo che sono flessibile, comprensiva, e disposta a capire, è possibile che allora mi direste che prendo tutto come un attacco all’Arabia Saudita.

No, in questo non sono cambiata, sono uguale a me stessa: tengo gli occhi e le orecchie bene aperte e sono eccitatissima da tutto quello che è diverso, ma in fondo è anche uguale.

Se poi la pensate diversamente, fate voi. A me che me ne frega. Certo è che commenti idioti e off topic saranno cancellati e messaggi in cui mi si linka inorriditi cose sulle quali non sappiamo nemmeno ancora niente di concreto, non riceveranno risposta.
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