Il Baikal di Boris

 

“Ai miei vecchietti diabetici io i dolci li compro qui,” Olga mi indica un banco al centro commerciale a Irkutsk. Prendiamo i pasticcini che servono sempre con il tè a casa loro, ripieni di frutti di caprifoglio… Avete mai mangiato i frutti del caprifoglio? Non lo fate, è pericoloso! La verità è che ho appena controllato come si traduce in italiano zhimolost’, quel frutto delizioso, blu uva, che mettono nella pasticceria da tè: ho scoperto che il caprifoglio è il nome comune di un genere di arbusti chiamato lonicera, che comprende ben 200 specie, di cui solo alcune commestibili. Zhimolost’ deve essere una di quelle. Insomma, non fatemi passare un guaio… Io non vi ho detto che potete mangiare i frutti del caprifoglio. Se andate a Irkutsk, però, fate pure. Quanto a frutta, fanno concorrenza ai paesi tropicali. Continua a leggere “Il Baikal di Boris”

Omsk. Transiberiana #7×3 – 2

During our train trip to our second city, Omsk, we met people: a woman who was knitting and asked us not to show her face, and a man and a woman from Perm, who both met in the train: the man was going to see his cousin for a job in Novosibirsk, the woman was going to meet some friends in Irkutsk and then spend four days in the Olkhon island on Lake Baikal.

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Il torneo di San Giorgio

Il Torneo di San Giorgio (Turnir Svjatogo Georgija) si svolge a Mosca dal 2015 ed è organizzato dall’agenzia di ricostruzioni storiche Ratobortsy.

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L’evento si tiene ogni anno nel parco riserva Kolomenskoe, una delle residenze degli zar, e propone un intenso programma con tre giorni di mercato, workshop, attività medievali, gare e duelli tra cavalieri arrivati da tutta Europa che, oltre al premio della giuria, ricevono infine un fiore dalla dama in segno di benevolenza.  Continua a leggere “Il torneo di San Giorgio”

I loculi più su – Moscow City

Preambolo: se arrivate alla fine di questo scritto intimistico, trovate qualcosa di utile se venite in viaggio a Mosca.

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La verità è che questa megalopoli ha fascino quando sei appena arrivata, ma quando diventi (quasi) una del posto, cominci ad apprezzare la lentezza, il calore, addirittura la banalità del paesino di provincia. Cominci a capire che è una fortuna poter vivere come alla dacia tutto l’anno, ma senza rinunciare a una specie di città che sta ad appena dieci minuti di macchina. Se hai la macchina.

Nel senso che a me Mosca mi ha cominciato a fare schifo. Dice il cavaliere senza macchia e senza paura che non è Mosca, ma la vita adulta: quel momento in cui ti svegli e ti accorgi che convivi con una persona che si fa chiamare “tuo marito”, in un paese che hai scelto, sorprendentemente, da sobria, hai un lavoro abbastanza fisso che una volta quasi non credevi più che potesse esistere e delle responsabilità che ammazzano il battito di ali della farfalla… ammazzano?! Ma che?! Continua a leggere “I loculi più su – Moscow City”

Fine settimana a Uglič

Era la festa del 4 novembre, quando siamo partiti per Uglič.

Uglič è una città dell’Anello d’oro (in questo blog vi ho parlato di Suzdal’ e Vladimir, di Kostromà, di Kolomna) e si trova 200 chilometri a nord-est di Mosca.

Arrivare in treno non è semplice. Bisogna fare almeno un cambio e i biglietti sono reperibili su compagnie diverse, per questo abbiamo preferito andare con un minibus della compagnia Express Car diretto a Rybinsk. Il minibus costa più del treno, 750 rubli a persona, cioè circa 12 euro con il cambio corrente, ma è una comodità. In più, quello che mi piace dei viaggi in pullman sono le soste agli autogrill, che in Russia sono spesso diversi dai nostri e nei quali puoi trovare sempre prodotti interessanti che non avresti immaginato. Per esempio, l’autogrill a metà strada tra Mosca e Uglič vendeva, tra le altre cose, attrezzatura da giardino molto ingombrante. Ci vogliono circa 5 ore di macchina per arrivare a destinazione: il minibus ferma davanti a un negozio di alimentari ai margini della città; da lì siamo andati a piedi fino al centro.

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Gita all’ippodromo

ippodromo_mosca_facciataEsiste un posto, tra le metropolitane Dinamo e Begovaja, dove ci si può iniziare al gioco d’azzardo. Tutto quello che serve è un opuscolo che si può comprare da una finestrella all’estero, che illustra i cavalli del giorno, le loro ultime vincite, e un mare di tabelle con numeretti incomprensibili; dei soldi; uno smartphone o una macchina fotografica, se il vostro obiettivo non è semplicemente cadere nel vizio, ma documentare l’esistenza di un luogo di perdizione: l’ippodromo, ovvero quel posto in cui, nei romanzi, la gente va a “giocare ai cavalli”. Quello di Mosca è stato costruito tra il 1889 e il 1894 dagli architetti Barjutin, KulaginŽarov; ma la corsa che ne ha inaugurato la storia si tenne nel più lontano 1834. Continua a leggere “Gita all’ippodromo”