A piccoli pezzettini


insalata-russa1

Ai russi l’insalata piace tagliata melko, cioè a piccoli pezzettini. Pensate all’olivier, insalata inventata da un cuoco francese alla corte di Pietro I, che noi chiamiamo “insalata russa”: piselli, “prosciutto cotto”, patate, carote, uova, cipolla, cetrioli sottaceto, mela, pepe, maionese; tutto piccolo e compatto.

“Come le lasci larghe le foglie di lattuga nella tua insalata”, mi dice Nina, la padrona di casa mia. “Lo vedo alla TV, come cucinate voi, in Europa. Tutto grande, come se uno non avesse voglia di preparare.”

Il mio ragazzo le fa eco: “A vedere le insalate che fai tu, si direbbe che sono preparate senza amore.” Gli rispondo: “Io ci metto tanto amore, ma mi piace distinguere nel piatto cosa sto mangiando; da noi si usa così.”

Gli descrivo la caprese: dischi di mozzarella di bufala con sopra pomodori tagliati a rondelle, sale, origano, basilico fresco, olio d’oliva.

E lui: “Insomma, metti solo le cose nel piatto. Non prepari niente.”

“Preparo la caprese.”

“Da noi, invece, si usa tagliare a piccoli pezzettini, i bocconi devo essere piccoli, devono essere preparati.”

E’ una lotta impari, come con l’ukrop, l’aneto: il russo lo metterebbe anche nel caffè. Giuro di essere stata a cena da una signora e di aver mangiato un pesce svuotato dalle interiora e riempito solo ed esclusivamente di aneto. Il mio ragazzo mette l’aneto nell’insalata, nel brodo, ovunque. Gli dico che io preferisco il prezzemolo e che lo uso solo nel brodo. Sapendo quanto sono salutista e che mangio tanta frutta per idratare la pelle e i capelli, si inventa questa storia che l’aneto è un potente antirughe e bisogna mangiarlo tutti i giorni. Davanti allo scaffale del supermercato mi guarda con quell’aria da birbante e mi domanda come ho mai intenzione di invecchiare bella e tosta senza mangiare l’aneto. Cosa fare davanti alla minaccia delle rughe e il desiderio di mangiare insieme? Adesso uso l’aneto nell’insalata, qualche volta. Giuro, però, che non lo userò mai per fare il ripieno a un animale.

E così con l’insalata: al russo la verdura tagliata grande dà proprio l’impressione che la massaia avesse fretta. Provo ad argomentare che masticare bene e con gusto il cibo allena i muscoli del viso che noi italiani usiamo per sorridere e articolare pienamente tutti i suoni, ma mi rendo conto io stessa di starmi arrampicando sugli specchi. Non capisco, però, perché su di me la tattica del potente antirughe funziona così bene, mentre è così evidente, quando parlo di muscoli del viso, che sto inventando una bufala. Forse non so mentire.

La verità è che, con o senza fretta, gli italiani amano insalate grossolane, fatte con amore, ma grossolanamente.

La cucina russa predilige le cose “preparate”: forse perché la natura non gli ha dato la possibilità di mettere a tavola cose crude che siano commestibili, chissà.

 

Esistono altre insalate russe tagliate piccole, per la cronaca. La mia preferita è la vinegret, non si è ancora capito se perché è fucsia o perché ho scoperto di adorare la bietola rossa:

941_2

Annunci

Una risposta a “A piccoli pezzettini

  1. Pingback: Russaliano ep. 3 – Lezioni di cucina fusion italo-russa | Russaliana·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...