Propaganda per tutti (for dummies)

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Questa è la storia di come una mia collega, Adrienne, insegnante di inglese statunitense, sia stata assoldata dalla propaganda russa (quasi) senza saperlo.

Le cose sono andate così: Pavel (nome di fantasia), responsabile del marketing digitale della scuola di lingue in cui lavoriamo, si è presentato un giorno dicendo che aveva trovato un contatto con una TV federale, TVC, che sarebbe venuta a filmare un reportage di ventisei minuti sulla vita di un’americana a Mosca e le sue opinioni su Trump, e che la protagonista sarebbe stata Adrienne.

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Nadya, Agitator, e le elezioni del 2016

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Come funziona l’opposizione e come funziona la politica in Russia, vista dal basso, dalla prospettiva di una vita “piccola”, lontana dai riflettori della macchina mediatica internazionale? La domanda è sorta quando questa estate uno dei lettori di questo blog ha commentato il post Parlare di politica; una delle domande era: “Ma bisogna avere paura o no di esprimere la propria opinione in Russia?”

Per provare a rispondere a questa domanda ho intervistato Nadya, attivista politica e agitator (leggete: aghitator) del deputato Dmitrij Gudkov. La parola agitator non è stata tradotta perché definisce un tipo di attivismo retribuito e porta a porta che non ho mai visto in Italia, salvo quando il candidato in questione organizza un incontro presso una famiglia tramite conoscenze. Continua a leggere “Nadya, Agitator, e le elezioni del 2016”

Mamma li russi #4: parlare di politica

Un paio di settimane fa Simone e Mirella mi spingevano a parlare di una presunta aria di repressione che si respirerebbe in Russia. Ne ho scritto in tre post: Sorridere, Le città militarizzate, e Scattare una foto. Ecco il quarto.

Parlare di politica

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foto da Angiulina

In Russia non si può parlare di politica, in Italia invece sì; ma spieghiamo in che senso. Continua a leggere “Mamma li russi #4: parlare di politica”

Uova, storie alcoliche e litanie putiniane

E si ha l’opportunità di entrare in contatto con campioni di umanità diversi tra loro. C’è la mamma con i bambini che, siccome è anche Pasqua, hanno portato le uova colorate. Poi ci sono quelli che si ricordano bene l’Unione Sovietica: il nostalgico del partito comunista e la vecchia komsomol’ka; lui le racconta una ordinaria storia di sbronze, lei vorrebbe sentire la gloria delle marce che furono, forse. Continua a leggere Uova, storie alcoliche e litanie putiniane