Gesù secondo Esenin?

Note di una slavista sciatta. Sciatta nel senso che non ha approfondito, ha conoscenze disperse, passioni sporadiche, intuizioni parziali, momenti di identificazione forse ingiustificati.

Sergey Esenin io all’università non l’ho letto, come molti altri poeti che ho conosciuto dopo. Nei miei programmi di studio, come in una lotteria, è capitata tantissima prosa ma comunque non abbastanza e, all’ultimo anno, alcuni poeti che hanno scritto anche dall’estero: Chodasevich, Baratinskij, Tjutchev. Continua a leggere Gesù secondo Esenin?

La conferenza di Yalta. 3- Obruset’, diventare russi

Il secondo e il terzo giorno dell’avventura in Crimea i peripatetici eravamo tre: una donna in cerca di se stessa perché sospettava di essersi spezzettata durante i suoi viaggi (io), un giovane folle e avventuroso con un solo zainetto che si era fatto 24 ore di autobus per arrivare in Crimea senza nessun programma (Boris), una donna altrettanto entusiasta e spregiudicata che si era trasferita in Crimea appena dopo il referendum e si era sposata con il suo couchsurfer (Rada).

Gli argomenti del simposio sono tanti, ma uno fa da filo rosso: come si fa a essere sé stessi, se si cambia? Si può non cambiare e rimanere sé stessi? Si può smettere di essere sé stessi, cambiando?

Una sega mentale assurda.

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