
Questo post lo scrivo perché me l’ha chiesto Sasha, che fa il tecnico nella scuola dove lavoro. Secondo lui racconto in modo molto avvincente le mie peripezie tra una poliklinika e l’altra e non devo pensare che il mio cabaret quotidiano non sia materia per scrivere.
Quindi, forse non sarò in grado di raccontarvi davvero come ammalarsi in Russia e uscirne vivi, ma potrò raccontarvi almeno del perché da un mese non scrivo e questa volta non solo a causa del lavoro.
E’ cominciato tutto il 9 maggio, o forse il 6, non lo so. Il 6 sera ho comprato un hachapuri col formaggio alle 19:00, prima di portare il gatto dai suoceri, in vista della nostra partenza per il Volga. Non si sa se il morbo misterioso che mi ha assalita fosse chiuso in quel hachapuri, in qualche pezzo di carne, uova o latte assunti sul Volga, nel vermetto da pesca che ho toccato e poi non mi sono lavata le mani, o se fosse già dentro di me in forma di sega mentale. Continua a leggere “Come ammalarsi in Russia e uscirne vivi”