“Ma cosa cavolo significa fondata sul lavoro?!”, mi chiese la mia insegnante di russo al quarto anno, quando stava studiando la costituzione italiana. E oggi, che insegno italiano per il livello B2 con Spazio Italia 4 (grazie, Loescher, è bellissimo), me l’ha chiesto di nuovo una mia studentessa: “Cosa diamine significa?”
La mia prof di russo sosteneva che questa frase non avesse alcun senso, ma fosse pura propaganda. Perché: cosa significa fondare una Repubblica sul lavoro?
Significa che la sua gente lavora?
Che il lavoro è importante?
Che chi non lavora non fa l’amore?
Che lo stato provvede a dare un lavoro ai cittadini?
Come vediamo nell’Italia contemporanea, non tutta la gente d’Italia lavora, il lavoro è importante a momenti alterni, fa l’amore anche chi non lavora, lo stato non provvede a dare un lavoro ai cittadini, perché non siamo in un regime socialista in cui è cura dello stato non solo darti un lavoro, ma obbligarti a fare un lavoro eventualmente mandandoti dove quel lavoro è necessario e non per forza dove vuoi andare tu.
Quindi che cosa significa fondata sul lavoro? Possiamo presumere che i padri costituenti si ispirassero alle lotte operaie e volessero dire che la forza lavoro, non l’autorità dall’alto, è il vero detentore del potere, ma sono d’accordo con le mie russe che il concetto non è formulato in maniera chiara e inequivocabile, come invece dovrebbe essere in un testo giuridico.
Ma lo sfizio più grande è quando, con il pensiero che la tua prof di russo ritiene che, con tutti gli scazzi, la costituzione russa sia scritta meglio e abbia più senso, tu ti vai a vedere la costituzione russa. Una volta, in gioventù, e poi da adulta, in vista dell’esame di lingua per ottenere il permesso di soggiorno.
Vi ho tradotto i primi tre articoli per praticità e perché solo i primi tre della costituzione italiana sono presenti su Spazio Italia 4. Cioè con la mia studentessa abbiamo studiato solo quei tre. Trovate le differenze.
Parte 1
Principi fondamentali
Art. 1
1. La Federazione Russa, ovvero la Russia, è uno stato di diritto democratico federativo con forma di governo repubblicana.
2. Le denominazioni Federazione Russa e Russia sono equivalenti.
Art.2 2
La persona umana, i suoi diritti e le sue libertà sono di sommo valore. Il riconoscimento, il rispetto e la difesa dei diritti e delle libertà dell’essere umano e del cittadino sono un dovere dello stato.
Art. 3
1. Il popolo plurinazionale della Federazione Russa ne è il detentore della sovranità e l’unica fonte del potere.
2. Il popolo esercita il proprio potere direttamente e anche attraverso gli organi del potere statale e gli organi di amministrazione locale.
3. Il massimo livello di espressione diretta del potere del popolo sono il referendum e le libere elezioni.
4. Nessuno può usurpare il potere nella Federazione Russa. L’occupazione del potere o l’usurpazione dell’autorità sono perseguibili secondo la legge federale.
Principi fondamentali
Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
E adesso, come sempre, facciamoci un paio di domande.
Spesso ci raccontiamo questa storia, che la Russia è una dittatura. Ebbene no, come potete leggere voi stessi, la Russia è una democrazia esattamente come l’Italia.
E dunque perché è così diversa? Basta che ci sia scritto? Ma poi è diversa diversa davvero?
I diritti indipendentemente dalle differenze in Italia li riconosciamo per davvero? Ma sempre sempre e per davvero davvero? Proprio come in Russia?
Cosa succede tra la parola pensata e scritta e la sua effettiva applicazione e cosa succede tra la sua applicazione e l’effetto su larga scala della formazione della coscienza di massa?
Oh, che domande interessanti, per le quali tre dottorati in scienze politiche, linguistica applicata e antropologia linguistica non basterebbero.
Ve le lascio lì, anche se alcune risposte ce le avrei, ma non rispondere mi fa comodo.
