Kazan'

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Kazan’ si trova circa 12 ore di treno a est di Mosca ed è la capitale della Repubblica del Tatarstan. La Russia, infatti, è una Repubblica Federale in cui la “Russia” è solo una delle tante repubbliche e regioni amministrative. In Tatarstan le lingue ufficiali sono il russo e il tataro, una lingua turca molto affascinante (ma quale lingua per me non è affascinante?). La segnaletica stradale e nella metropolitana è in due lingue, che mi fa venire in mente il viaggio a Bruxelles ai tempi della laurea. E’ che anche da studiosa della Russia, non sono comunque abituata a immaginare uno scenario così “europeo” in posti così ad oriente. Una particolarità di Kazan’ è proprio la convivenza pacifica di culture diverse. Nel 2005 è stata aperta la moschea di Kul Sharif, in onore dell’antica moschea distrutta nel 1552 durante l’assedio di Ivan il terribile, all’interno del Cremlino che ospita, contemporaneamente, la cattedrale ortodossa dell’Annunciazione.

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Moschea Kul Sharif

Piccola parentesi storica: prima di Ivan il Terribile, Kazan’ era un importante centro di scambi all’interno del Khanato dell’Orda d’Oro (quello dei famosi mongoli di Gengis Khan e famiglia, per capirci), e prima ancora sarebbe stata fondata dai Bulgari del Volga, popolazione di religione musulmana a partire dal decimo secolo e, come i mongoli, parlante una lingua del gruppo altaico. I tatari (o tartari) erano originariamente proprio i Mongoli che avevano occupato molta parte dei territori russi, ma la parola “tataro” oggi, invece, indica sia le popolazioni di origine mongola che quelle di origine bulgara, che si sono mescolate durante il periodo dell’Orda.

Per strada a Kazan’ è normale sentire parlare sia in russo che in tataro e, mentre siamo seduti nell’aera di ristoro del centro commerciale, rimango affascinata dalla conversazione animata e calorosa di una ragazza con i jeans e i capelli corti e la sua amica con l’hidjab e la gonna lunga. Non mi dovrei sorprendere? Ci ho pensato. All’università in Inghilterra mi sarei sorpresa di meno, ma la Russia non ha la reputazione di essere un paese particolarmente tollerante. E poi, se si guarda alle cose con un po’ più di onestà, non è raro in questo momento storico immaginare un’amicizia sincera e senza riserve tra religioni diverse, soprattutto quando una delle due è musulmana?

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La mia colazione da 115 rubli (poco più di un euro)

A Kazan’ si mangia bene e spendendo poco, se anziché lasciarsi guidare dalle insegne delle grandi catene, ci si intrufola nelle traverse e nelle tavole calde. La cucina tatara offre alcune specialità che ormai fanno parte anche del patrimonio russo, ma che sono molto più vicine alla tradizione culinaria mediorientale e centroasiatica: il chak-chak, dolce simile ai nostri struffoli come consistenza e sapore, è il mio preferito, e adesso ne esistono anche diverse versioni, con la cioccolata, per esempio; e la pachlavà, un pasticcino di pasta sfoglia sottilissima con miele e frutta secca. Il pasto più caro ci è costato 800 rubli (col cambio di adesso, circa 10 euro), quello più economico 100 (1 euro).

Come al solito, io e il mio cavaliere ci siamo imbarcati, con il freddo di fine febbraio, senza informarci troppo, ma solo con le impressioni degli amici e qualche informazione da Wikipedia. La verità è che, a parte la mancanza di tempo per studiare prima di viaggiare, ci piace girare senza una meta precisa.

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Tempio di tutte le Religioni

Una cosa molto interessante che avrei voluto vedere a Kazan’ è il Tempio di Tutte le Religioni, ideato dall’architetto Il’dar Chanov e ancora in fase di realizzazione, che si trova a circa 20 minuti dalla città, nel villaggio di Staroe Arachkino. Il tempio è bellissimo, ma si trova, senza recinzione, a pochissimi metri dalla ferrovia; entrare all’interno è impossibile, ci ha detto la signora del negozio di alimentari vicino, perché il tempio viene aperto solo una volta al mese in occasione di alcuni concerti. Peccato che questa informazione non fosse disponibile sul sito del tempio stesso.

Un’altra cosa interessantissima è il museo della cultura musulmana allestito all’interno della moschea Kul Sharif, che ospita una mostra di calligrafia: la calligrafia, infatti, diventa nella cultura musulmana una forma di arte in cui, essendo proibito veicolare il significato attraverso l’immagine, è il segno stesso della lingua scritta che diventa insieme portatore del significato sacro e decorazione.

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La lettera “Vav”, ventisettesima nell’arabo moderno, è contemporaneamente il numero 6 e una particella usata nell’espressione per fare giuramento ad Allah e anche per esprimere gioia, rammarico e sorpresa. Nella religione musulmana questo simbolo rappresenta l’unione del creatore con il creato; a livello visuale ricorda il feto nell’utero materno. 

La pensione che ho scelto tramite booking, invece, aveva un nome da covo di spogliarellisti, Enigma. Il prezzo sembrava buono e anche le foto, e in più avremmo avuto il bagno in camera, con la vasca da bagno. Invece non solo nel nostro bagno c’era la doccia al posto della vasca, ma lo scarico faceva un rumore assurdo per ore dopo aver scaricato, qualcuno trapanava non si capiva dove, l’illuminazione era il fastidiosissimo neon da ufficio, la cucina era sporca, e l’ostello, presentato come hotel su booking, si nascondeva in un piano interrato con l’ingresso affumicato da sigarette.

Abbiamo viaggiato di notte ed è comodissimo. Non solo il treno costa molto meno dell’aereo e offre condizioni dignitose come il posto per dormire, le coperte, la possibilità di comprare tè e biscotti, ma viaggiare di notte permette di arrivare in mattinata e di ottimizzare i tempi. L’ideale, certo, sarebbe viaggiare a primavera, ma i due fine settimana lunghi in Russia, dopo le vacanze di Capodanno e prima di quelle di maggio, sono solo a cavallo del 23 febbraio e dell’8 marzo.

Nel video io e il cavaliere vi portiamo a spasso con noi per le strade di Kazan’. E’ un video molto freddo, c’è molta neve!

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