L'orologio della torre Spasskaja

Ivan lavora alla Elka del Cremlino. La Elka è uno spettacolo per bambini su tema natalizio (in questo caso sarebbe meglio dire “capodannico”), e quello del Cremlino è frequentato sia dalla crema della Mosca bene, sia da bambini premiati nei luoghi più sperduti della Russia e spediti fino al centro del mondo a vedere in che modo, quest’anno, Nonno Gelo vincerà la sua battaglia accanto alle forze del bene.

Ogni anno, dopo lo spettacolo, riservano per quelli che hanno sacrificato le due settimane di vacanza per fare gli extra nello staff, delle piccole sorprese. L’anno scorso erano i gufi che difendono dai corvi il Giardino del Cremlino, quest’anno l’orologio della torre Spasskaja, quello famoso, quello che le cui lancette annunciano la mezzanotte su tutte le televisioni la notte di Capodanno, appena si conclude il discorso di auguri del Presidente, e che l’anno scorso era coperto da un velo verde, perché in fase di restauro.

Salire dentro la torre è un privilegio e questa volta, circa in 20, gli impiegati dell’organizzazione della Elka si sono imbarcati su per la torre, accompagnati da uno dei guardiani, per andare a vedere l’orologio dall’interno, sorvegliato a sua volta da un guardiano mezzo sbronzo, e il panorama della Piazza Rossa come non l’avevano mai visto.

Tra loro si nascondono dei personaggi degni di ulteriori articoli che purtroppo non posso scrivere, perché non ero presente. Per esempio, una donna di cinquant’anni circa che si vanta di essere la moglie di un cechista. Un cechista, in russo cekistè un membro della CeKa, ovvero della Commissione Straordinaria, organo di polizia in funzione dal 1917 al 1922, e in senso lato è anche un membro di qualsiasi organo di polizia sia esistito successivamente in una qualsiasi delle repubbliche sovietiche: il cechista di questa signora, quindi, è probabile che lavorasse nel KGB, e io mi mangio le mani che non ho potuto essere lì a farle un paio di domande così, buttate là, sulla vita quotidiana dei Vladimiro dei nostri giorni.

Cosa rimane di questa breve escursione in un punto vicinissimo alla massima concentrazione di fili che tessono le trame della storia con la S maiuscola? Un video, fatto col cellulare scarico, che si interrompe pochi secondi prima che l’orologio, scoccando, cominci a traballare come una macchina del tempo, e una foto con la vista della Piazza Rossa da lassù.

Nella foto non si vedono le persone che, vedendosi fare ciao con la manina da questi ingenui turisti comparsi sui piani alti più inaccessibili, gli hanno mostrato un liberatorio dito medio, ché magari hanno pensato che si trattasse di gente tipo quelli del profilo Instagram @richrussiankids.


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