Di estetiste naziste


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“Cosa ha fatto?!”

Un urlo si alza dal centro di bellezza sulla strada. Un urlo simile si alzò a 15 anni quando mi fecero le prime meche rosso fuoco.

No, vabbè, non ha urlato così forte. Questo viaggiare continuo le ha conferito cazzimma e diplomazia anche nelle situazioni che più rischiano di minare l’integrità fisica della persona, come dal medico, dal dentista, o … dall’estetista.

Lei (Giuseppina, nome di fantasia) legge che c’è l’aktsia, stappa quasi una bottiglia di champagne, entra dentro e domanda. Perché da quando vive a Mosca, con i prezzi che ci stanno, la ceretta è solo fai da te e, per migliorarne gli effetti, ha prolungato fino ad aprile la campagna invernale di ricrescita selvaggia.

L’estetista le dice: “Prego, si spogli, adesso facciamo una cosa veloce veloce”.

Giuseppina, timidamente, si sfila i pantaloni e rimane in mutande.

Allora, l’estetista, che si comincia a sentire che non è oriunda: “Si tolga pure le mutande, se no come faccio”.

Giuseppina, campagnola ingenuotta, pensa che certo, magari qui si fa in un altro modo, la signora magari non va comoda, e poi si possono sporcare le mutandine.

L’estetista, appena si gira, ha un sussulto. Giuseppina contrae i muscoli delle cosce in un impeto di verecondia.

– Da quanto cavolo di tempo non si depila?!

– Dicembre?

– Non è possibile!!! … Ma… ma lei, forse… lei non fa la depilazione bikini?!

– Io, sì… bikini, sì.

– Lei non si toglie tutti i peli!!!

– No…

– Non se li vuole togliere?

– No… io… ecco… solo un poco… quelli che si vedono col costume… e basta…

– E il suo ragazzo non le dice niente?!

– … no… lui, boh… scusi, ma che gliene frega al mio ragazzo?

– Magari si vergogna di dirglielo, ma agli uomini piace pulita pulita!

– Senta, a me non mi piace. E’ scomodo. Non è igienico. Con il mio ragazzo non ho nessun problema. E poi mi vergogno di andare in giro come una bambina di 10 anni.

– Eh, si vergogna… qua non si vergogna nessuno, è la fiera delle vanità. Anche io quando ero giovane un poco mi vergognavo, ma poi già più niente. Le ragazze qua come sono sveglie, vengono già a 13 anni, si depilano totalmente, senza nessun problema, nessuna vergogna… Lei lo sa, io non sono russa, si sente, no? Eh, io vengo dall’Ossezia, si ricorda gli attentati di Beslan?

E l’estetista comincia a raccontare a Giuseppina tutta la vita sua.

L’estetista (nome di fantasia: Fatma) ha un marito e due figli che ha piantato in asso per venire a Mosca a lavoricchiare, e abita sul divano di una sua conoscente. I figli sono grandi ormai, e il marito l’ha sempre abbuffata di corna. E’ sempre tornato da lei, poi, tranne l’ultima volta, che ha fatto le valigie e se n’è andato dall’amante.

– Insomma, suo marito non la ama, e lei è ancora giovane. Perché non si fa una vita? – si permette di interrompere Giuseppina, con una coscia per aria.

– No, lui ama anche me, lui da me torna sempre. Noi facciamo ancora sesso. E anche io lo amo… ha un carattere terribile, ma a letto io sto bene solo con lui. Solo che lui da quando ha le amanti dice che io sono cambiata, che io a letto non mi do completamente, ma come posso darmi completamente se so che lui ha le amanti?

Giuseppina affonda la testa nel tessuto non tessuto. Stavano parlando di letto? E poi Fatma incalza con domande sulle usanze italiane: che forse gli uomini italiani non hanno le amanti?

– Come se non ce le hanno. Ma per quello che io vedo, avere l’amante non è un vanto, in generale. Quando un padre di famiglia ha l’amante, gli amici o i parenti cercano di parlarci per capire qual è il problema e provano a fare in modo che, se il rapporto si può salvare, ritorni con la moglie. Almeno è quello che ho visto nella mia famiglia e nelle mie cerchie di amici. Se l’uomo preferisce l’amante, la moglie lo manda affanculo, mi scusi. A cosa mi serve a me un uomo che mi tratta come un albergo?

– Ma vede… vede un po’, com’è da lei. Nemmeno i peli vi togliete…

– Ma non è questo, io non lo so come fanno gli altri… Ma io no…

– E il suo ragazzo come mai non le dice niente?

Ancora con il suo ragazzo. Giuseppina non capisce proprio. Pure una sua conoscente russa è convinta di sapere cosa piace al suo ragazzo, e che non gli piacerebbe vederla partorire, nonostante lui abbia detto il contrario. Le donne russe (o ossete?) sono delle grandi esperte. Gli uomini li sanno leggere nel pensiero.

– No… al mio ragazzo piace pelosa.

Va bene?

– Ah, perché io poi mi sono distratta, mi sono spinta un po’ più in là…

– Più in là dove? – anche Giuseppina si era distratta, a parlare delle amanti del Don Giovanni osseto. Giuseppina quando ascolta le storie ha la soglia del dolore alta. Anche quando le fanno i prelievi del sangue si mette a parlare del telegiornale con l’infermiera, apposta.

Si rotola sul coccige, guarda in basso,  arrossisce: un ritratto di Hitler capovolto. Guarda in faccia a Fatma.

– Cosa ha…? Cioè, ecco, grazie, ma è un po’ troppo, la prossima volta si fermi un po’ prima.

– Ma io l’ho fatto per farla più bella! – dice Fatma con un sorriso stronzo sulla faccia.

– Grazie mille, ma io mi vergogno proprio di vedermi così, mi va bene come sono, la prossima volta non lo faccia.

Giuseppina esce dallo studio, va a fare la spesa, e nonostante sia ancora quasi tutto al suo posto si sente come se l’avessero amputata. Manco allo specchio si può guardare. Se ci disegni gli occhi e i capelli, è Adolph.

La volta successiva si presenta, le mutandine non se le sfila nemmeno morta.

– E lì? Non le sono ricresciuti i peli?

– Sì, ma mi servono.

– E il suo ragazzo che ha detto?

– Niente.

A Giuseppina Fatma fa molta tristezza. Fatma ha una figlia di 20 anni e non lo sa, che i peli non c’entrano proprio niente.

Chissà quante Fatme ci sono nel mondo.

Quelle che vogliono togliere tutti i veli, tutti i peli, anche alle Giuseppine alle quali i peli e i veli stanno comodi.

 

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Una risposta a “Di estetiste naziste

  1. ahahahah sto morendo dalle risate!!!! a prescindere dai peli, che io odio con tutto il cuore e mi faccio fare liscia come una bimba, ho notato delle similitudini culturali tra le russe e le bulgare, magre fino allo sfinimento, che si ammazzano con tacchi alti sin dalla mattina perfino per portare al parco i loro figli, a mio parere , solo ed esclusivamente per apparire , per gli uomini insomma, come se le avessero inculcato nella mente che per trovare e tenersi uomo conta solo essere magre e svestite… è incredibile… o perlomeno questo è quello che in un anno di vita qui sto cogliendo !!!!

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