Mamma li russi #2: le città militarizzate

Dopo il post Mamma li russi #1: Sorridere, continuo la serie con l’hashtag #mammalirussi, per approfondire alcune differenze culturali che scioccano gli stranieri in Russia e purtroppo spesso li fanno scappare via.

Le città militarizzate

polizia
© Michail Dzhaparidze /ТАSS

Molte persone che sono state in Russia si sono lamentate che ci sono militari ovunque, e adesso che i militari ovunque sono anche a Roma, nemmeno a Roma a loro piace che ci siano. E’ ovvio che i plotoni militari che sfilano in metropolitana con il mento in su o le camionette parcheggiate nelle piazze dei teatri e dei cinema, a meno che non sei Salvini, non ti piacciono. E’ ovvio che la militarizzazione delle città è sintomo della paura della minaccia terroristica. E’ pur vero, però, che il militare all’angolo della strada non è il terrorista (o almeno lo speriamo). Continua a leggere “Mamma li russi #2: le città militarizzate”

Mamma li russi #1: Sorridere

L’altro giorno Mirella mi ha presentato Simone, che mi ha chiesto di parlargli della Russia. Sia Mirella che Simone affermano di essersi sentiti controllati durante i loro soggiorni in Russia, rispettivamente di un mese e di una settimana. Dicono che si avverte che c’è una dittatura e che la libertà delle persone è molto limitata.

Mirella, soprattutto, pone l’accento sull’atteggiamento diffidente e altezzoso dei russi, sulla loro aria di sospetto. Simone racconta di essersi avvicinato a un poster del McDonald’s per fotografarlo e di essere stato fermato da un poliziotto.

A Simone ho spiegato che, sebbene sì, a Mosca si vedano poliziotti e militari ovunque, quello che è successo a lui non è quello che succede tutti i giorni ed è solo sintomo della guappaggine di alcuni membri delle forze dell’ordine. A Mirella ho spiegato che quella che a noi spesso sembra diffidenza e altezzosità, magari è soltanto indifferenza.

Sono troppo ottimista? Quattro anni di Russia mi hanno lavato il cervello? E’ possibile, certo, che io non senta la pressione della dittatura, perché mi ci sono abituata (o perché sono una semplice insegnante e non la leader di un partito di opposizione non rappresentato in parlamento). Sono anche possibili e probabili un mare di altre cose delle quali è urgente e necessario parlare, se vogliamo veramente essere i rappresentanti di quell’Europa tollerante e cosmopolita dalla quale diciamo di provenire.

Questo è il primo di una serie di post sul modo in cui si manifestano le differenze più inaspettate tra due culture, ed è per Simone, Mirella, e tutti quelli che, inconsapevolmente e nonostante la buona volontà di essere aperti al diverso, si irrigidiscono davanti allo straniero.

Ne ho programmati quattro, per ora:

Sorridere

Città militarizzate

Scattare una foto

Parlare di politica

Ecco il primo.

Sorridere

sorriso
foto da Google Images

Siamo abituati a pensare che sorridere sia normale, no? Non ci facciamo nemmeno caso, ormai: entriamo in un negozio e sorridiamo, ci presentano qualcuno, gli stringiamo la mano e sorridiamo, ci fanno un rimprovero e anche lì, senza accorgercene, mostriamo i denti. Al liceo il mio prof di filosofia mi fece notare che tra gli animali mostrare i denti è segno di una minaccia, e che solo gli umani mostrano i denti per stabilire rapporti pacifici. Io non sono per niente competente nella materia antropologica, ma la mia esperienza di viaggiatrice e conoscitrice degli umani mi suggerisce che la generalizzazione del mio prof di filosofia andrebbe invece diversificata, perché non tutti gli umani mostrano i denti allo stesso modo e nelle stesse occasioni. Continua a leggere “Mamma li russi #1: Sorridere”

Scrivere per la propaganda

A metà giugno ho cominciato un breve tirocinio a Russia Beyond the Headlines, progetto internazionale della Rossijskaja Gazeta, che è un giornale ed editore alle dipendenze del dipartimento di comunicazione dello Stato. Qui cerco di mettere insieme un po’ di riflessioni e impressioni su quello che succede in un “organo della propaganda”. Lo faccio per punti.

Nell’ordine:

  • “Organo della propaganda”
  • Giornalisti che sembrano impiegati
  • Direttore, ti prego, credi nel tuo personale
  • Scrivere per la propaganda?
  • Essere femmina e fare la corrispondente

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L’ingresso
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Italiani di Russia

La mia avventura a Russia Beyond the Headlines, progetto internazionale della Rossijskaja Gazeta, volge al termine. Ho mostrato molte foto e video sulla pagina facebook, ma presto mi dilunghero’ in aneddoti e impressioni. Dei tanti lavori gia’ condivisi su facebook e senza contare quelli che saranno pubblicati dopo la fine del mio tirocinio, ci tengo a condividere il mio primo video professionale, in cui intervisto … Continua a leggere Italiani di Russia