RICORDI DAL FORUM DEI GIOVANI ITALIA-RUSSIA

Di Marta d’Arcangelo

Foto di Andrej Nikitin

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Danil è un ragazzo alto, dall’espressione seria, ma appena inizia a parlare italiano con il suo accento praticamente perfetto, si apre in un sorriso dolcissimo: è stato a Roma due settimane e ne è rimasto entusiasta. Daria invece è moldava, ma studia a Udine e lì la scambiano sempre per un’italiana, forse a causa dei suoi ricci ribelli; poi c’è Arina, che non riesce a dimenticarsi di Firenze e quando parla italiano con me sa persino azzeccare tutti gli articoli, cosa che per i russi è particolarmente difficile, visto che in russo gli articoli non esistono. Nell’immensa distesa dei paesi ex sovietici sono tantissimi a essere fan dell’Italia, mentre in Italia si sa purtroppo poco o nulla di Russia e affini. Rafforzare il legame tra i giovani dello “stivale” e quelli della Federazione, a prescindere da interessi e formazione personali, è stato proprio l’intento del quarto Forum Internazionale della Gioventù Italiana e Russa, che si è svolto a Mosca dal 14 al 17 settembre. Continua a leggere “RICORDI DAL FORUM DEI GIOVANI ITALIA-RUSSIA”

In autobus e in treno da Salerno a Mosca

Viaggiare in aereo è più veloce e in Europa è spesso anche più economico, ma vuoi mettere il romanticismo del viaggio in treno, dei paesaggi che cambiano davanti al finestrino, degli odori delle frontiere? È per questo che il cavaliere senza macchia e senza paura si è incaponito col diretto Mosca-Nizza, che si ferma anche a Milano. Questa volta però sono riuscita ad ottenere un compromesso: non mi basta guardare soltanto dal finestrino, io voglio scendere! Abbiamo organizzato un viaggio da Salerno a Mosca via terra calcolando ogni singola fermata, e nonostante l’imprevisto, che ci ha portati a Roma a ricevere per me un visto urgente (ma è un’altra storia), tutto è andato bene. Le tappe: Salerno – Roma – Firenze – Vienna – Mosca.

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Castellabate, provincia di Salerno

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Ma come si leggono i nomi russi?

Mi sorprendo addirittura di non aver mai pensato di scrivere un vademecum, al posto di lamentarmi sempre di come vengono storpiati i nomi nei film, nei teatri e ai TG. Poi, ieri, un vecchio compagno di scuola mi scrive:

Mi puoi consigliare un sito dove poter capire come si leggono i nomi russi? Ho appena finito i Fratelli Karamazov e non so nemmeno come si legge il titolo!

Quindi, ecco a voi un brevissimo corso di fonetica e trascrizione russa. Continua a leggere “Ma come si leggono i nomi russi?”

Il treno russo

Questo è un treno russo, più precisamente il vagone platzkart di un treno russo.

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Immagine da Google Images

Che cosa significa viaggiare in platzkart? Il platskart è una sana via di mezzo tra la cuccetta, che in russo si chiama kupé, e il posto a sedere. In ogni scompartimento ci sono sei letti, tre sotto e tre sopra, e due tavolini, entrambi sotto al finestrino, di cui uno resta sempre utilizzabile, e l’altro viene ribaltato per fare posto al materasso. Continua a leggere “Il treno russo”

Mamma li russi #4: parlare di politica

Un paio di settimane fa Simone e Mirella mi spingevano a parlare di una presunta aria di repressione che si respirerebbe in Russia. Ne ho scritto in tre post: Sorridere, Le città militarizzate, e Scattare una foto. Ecco il quarto.

Parlare di politica

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foto da Angiulina

In Russia non si può parlare di politica, in Italia invece sì; ma spieghiamo in che senso. Continua a leggere “Mamma li russi #4: parlare di politica”

Mamma li russi #3: Scattare una foto

Perché in Russia si sente questa cupa atmosfera di controllo dittatoriale? Dopo Sorridere e Le città militarizzate, vi racconto cosa può succedere quando fate delle foto in Russia e perché alcuni divieti non hanno nessuna connessione con il controllo del regime.

Scattare una foto

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Kostromà, veduta del Volga

A chi dice che in Russia ci si sente controllati, forse bisognerebbe fare una rinfrescatina su cosa succede davvero quando in un paese il controllo delle libertà individuali è molto forte, e soprattutto lo è quello delle libertà individuali degli stranieri. Continua a leggere “Mamma li russi #3: Scattare una foto”

Mamma li russi #2: le città militarizzate

Dopo il post Mamma li russi #1: Sorridere, continuo la serie con l’hashtag #mammalirussi, per approfondire alcune differenze culturali che scioccano gli stranieri in Russia e purtroppo spesso li fanno scappare via.

Le città militarizzate

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© Michail Dzhaparidze /ТАSS

Molte persone che sono state in Russia si sono lamentate che ci sono militari ovunque, e adesso che i militari ovunque sono anche a Roma, nemmeno a Roma a loro piace che ci siano. E’ ovvio che i plotoni militari che sfilano in metropolitana con il mento in su o le camionette parcheggiate nelle piazze dei teatri e dei cinema, a meno che non sei Salvini, non ti piacciono. E’ ovvio che la militarizzazione delle città è sintomo della paura della minaccia terroristica. E’ pur vero, però, che il militare all’angolo della strada non è il terrorista (o almeno lo speriamo). Continua a leggere “Mamma li russi #2: le città militarizzate”