Tu, ragazza che hai paura del freddo


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Veduta da un angolo di Jasnaja Poljana, a Tula.

Tu, ragazza italiana che ha conosciuto il mio amico russo in vacanza in Italia, tu, che hai paura del freddo, ascoltami.

Oggi, qui a Mosca, hanno acceso i termosifoni, e siamo fortunati, perché questo Natale di settembre è bello caldo, mentre al Santo Stefano di settembre dell’anno scorso nevicava addirittura. Per l’occasione, prima di sedermi al computer, mi sono messa in testa un cappello di lana che mi ha regalato una mia amica di Rostov sul Don. Così, per abituarmi all’idea.

Nel senso, per abituarmi all’idea che sta arrivando l’inverno. No, perché l’inverno non è arrivato. Dopo un solo mese d’autunno l’estate ci saluta senza possibilità di ritorno fino all’inizio di maggio, ma l’inverno vero sarà dichiarato solo dopo alcune settimane con lo zero costante. Mettere la pelliccia, adesso, è ridicolo. Bisogna aspettare.

Ma tu, ragazza che hai paura del freddo e, mi dice il mio amico, per questo non ti convinci a venire a trovarlo qui un po’ più in là, quando ti sentirai pronta, non ti devi preoccupare.

Il mio amico, come avrai visto, è biondo, alto, atletico, siberiano, con gli occhi verdi, ha delle belle spalle e gioca a hockey. Pensa: se non vieni in Russia d’inverno, non puoi assistere ad una genuina partita di hockey. Poi, il mio amico è un ottimo partito. E’ cofondatore di una compagnia che fa ricerche nei mass media e, per quel che ne so, ha anche un appartamento di proprietà. Diciamo, è un fico. Magari sì, un poco con la capa al vento, un poco magari non il massimo del romanticismo, ma chi lo sa, che non voglia mettere la testa a posto.

E la Russia è bella. Voglio dire, non è che -20 non sia freddo; ma con delle precauzioni si può stare bene.

Se poi sei una persona che non può assolutamente fare a meno di parlare al cellulare mentre cammina per strada, o di andare in giro con i capelli al vento, o di mettersi le decolleté, o di passeggiare per ore all’aperto, allora non potrai mai stare bene. Ma se ci pensi, nessuna di queste cose è necessaria alla felicità. Certo, che in inverno fa giorno alle otto del mattino e fa buio alle tre del pomeriggio, influisce molto sull’umore; eppure, se accanto hai una tazza di cioccolata calda, addosso un bel piumino, nell’armadio dei pattini affilati e accanto la persona giusta, il ghiaccio e la neve diventano la decorazione più bella delle giornate in attesa che si svegli ancora la primavera.

Tu, ragazza che hai paura del freddo, non avrai nulla da temere se starai al chiuso. A Mosca ci sono tante cose da vedere all’aperto, ma anche tante cose da fare al chiuso. Immaginati lunghe partite di scacchi in un anticaffé, stare seduta a studiare nella Biblioteca Lenin, passeggiare per le sale del museo Pushkin e della Galleria Tretyakovsky, andare a teatro a vedere il balletto, o in uno dei tanti cinema che propongono film stranieri non doppiati. Oppure, passeggiare con il mio amico per la Casa del Libro sull’Arbat, dove c’è qualsiasi cosa e pure il bar per fare pausa mentre fai shopping di libri.

Tu, ragazza che hai paura del freddo, valuta la possibilità che un blin con la marmellata e una tazza di tè presi mentre ti si scongela la punta del naso, abbiano tutto un altro sapore. Che un bacio sotto i teneri fiocchi di neve possa tenere molto caldi, che due braccia forti che ti afferrano per la collottola del giubbotto di piume d’oca mentre stai scivolando col sedere per terra su una lastra di ghiaccio coperta a tradimento dal fango possano essere molto utili e piacevoli.

Considera che un fiore visto sbocciare in Russia non ha lo stesso valore di un fiore visto sbocciare in Italia. Quando un fiore sboccia in Russia, sboccia il mondo intero: la gente con la faccia inespressiva che ti incrociava per strada e si incazzava se per sbaglio gli intralciavi il cammino adesso ti sorride con tutti i denti e ti domanda, senza che tu lo chieda, se non hai mica bisogno di un’informazione, se può aiutarti ad aggiustarti il colletto della camicia, se per caso sei fidanzata – o se sei ebrea; quando c’è ancora la neve si festeggia la Maslenitsa per chiamare l’arrivo della primavera, l’8 marzo si festeggiano le donne e il prossimo arrivo della primavera, il primo maggio ci si dà alla pazza gioia per le strade, compaiono improvvisamente ragazze con gli shorts anche se ci sono solo 20 gradi, banchi dei gelati anche con solo 15, e la gente posta su facebook le foto dei primi germogli verdi apparsi sull’albero fuori casa dopo che la neve si è sciolta; gli dvorniki pitturano giostre del parco giochi, panchine, ringhiere, margini dei marciapiedi, compaiono ovunque uomini in tuta arancioni che ridisegnano strisce pedonali, e ovunque ti siedi, felice, sotto il cielo limpido e il tiepido sole, corri il rischio di alzarti con i pantaloni colorati. Tutto questo, in nome della primavera.

Insomma, cosa ti perdi con la paura del freddo? Qui ci sono i termosifoni accesi a palla dal 25 settembre a fine aprile, i tappeti appesi ai muri, le zuppe calde. I ragazzi che non aspettano di avere 35 anni, e quindi non essere più ragazzi, per pensare di ammogliarsi.

Ma tu, ragazza che hai paura dei freddo, non è che forse hai paura del caldo?

Parlo per me: io in Russia ho trovato un termosifone, un sole, un piumone. Ed è capitato, inaspettatamente, quando credevo di aver già visto abbastanza delirio di primavera, rigido inverno e russitudini varie.

Non avere paura. Tutto il mondo è paese.

Ah, e buon Natale!

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