Alla marcia di Navalny io non c’ero
Alla marcia di Navalny io non c’ero. E non è che non c’ero perché “non è il mio paese”, come mi ha detto un amico ucraino di Mosca. E non è nemmeno che non c’ero perché avevo paura di stare in mezzo alla mischia, non sia mai un attentato, non sia mai ti arrestano. Ecco, a pensarci bene, l’unica cosa che mi preoccupa di essere arrestata per presunti motivi politici è che potrei perdere il visto: ma se si trattasse di farsi una notte in cella con le persone che marciano contro Putin, ne verrebbero fuori un botto di storie da raccontare (sì, mamma, sono un’incosciente, perdonami).

