Bello e buono, che in napoletano significa “all’improvviso”, per i greci antichi era un canone estetico, e per i miei studenti russofoni di italiano è un’annosa questione, un errore incallito per tutti i livelli.
Quando si dice “benissimo” e quando “bellissimo”? Perché posso dire che una pizza è buona e anche che una persona è buona? Perché poi è strano dire che la situazione è buonissima? E perché se posso dire “che bello!”, non posso dire anche “bene, ma non bellissimo”?
E vi sembrerà semplice, se la grammatica non vi è totalmente estranea, trovare una spiegazione almeno per la distinzione tra “benissimo” e “bellissimo”: “bene” è un avverbio, l’avverbio di “buono”, mentre “bello” è un aggettivo. Si può dire che una cosa è bella, e si può fare bene qualcosa. A un russo che non si ricorda la grammatica non è sempre così chiaro in cosa si distinguano un aggettivo e un avverbio, visto che molti aggettivi russi si trasformano in men che non si dica in avverbi predicativi, quindi la stessa parola che vuol dire “buono”, se usata nella forma breve del neutro, può significare anche “bene”.
E poi la grammatica non basta mai, perché una lingua è fatta tanto di semantica e di USO. E l’uso è ciò che fa impazzire gli studenti russofoni appassionati di regole, perché l’uso è l’antiregola, e l’unica sua spiegazione è davvero che “si dice così perché nelle comunità dei parlanti nativi si usa dire così”. E perché si usa dire così? Entrano in gioco la storia, la geografia, la casualità e un mare di storie dimenticate e irreperibili; resta solo il fatto che quella cosa suona bene.
E quindi, perché il bello e il buono sono oggetto di confusione per un russofono che impara l’italiano? Prendete nota.
Buono – хороший, bene – хорошо.
Bello – красивый, bello (se usato come avverbio, come in “che bello!” – e sto tanto semplificando) – красиво.
Bastasse un traduttore, adesso sareste felici e sicuri che per imparare una lingua basti imparare dei vocaboli, ma la lingua è una cosa molto seria, e quindi succede questo.
In russo una pizza buona è вкусная, gustosa. E in italiano “buonissimo!” nella stragrande maggioranza dei casi significa “gustoso”.
Una brava persona (ma una brava persona non è sempre una buona persona o una persona buona) in russo è хороший человек. Tuttavia, se questa persona, oltre a essere una brava persona, è davvero una persona buona, allora parleremo di un добрый человек.
Eppure, se ritorniamo alla pizza, una buona pizza, non nel senso che fa le buone azioni, ma nel senso che è di buona qualità oltre che di gusto, no, la pizza non può essere добрая, ma solo хорошая.
Ma se vogliamo dimostrare apprezzamento per un libro o per un film, ugualmente diremo che sono хорошие, buoni, laddove in italiano molto probabilmente, prima ancora di valutare se sono buoni o no per come sono strutturati e per i loro argomenti, diremmo innanzitutto che sono belli, in quanto ci hanno procurato una buona dose di godimento estetico. In russo, invece, un libro è bello, красивая книга, solo nel caso che abbia una bella copertina o una bella impaginazione.
E quindi, in russo:
хороший – buono nel senso di “bravo”, di buona qualità, ben fatto;
добрый – buono nel senso morale, con buone qualità d’animo;
вкусный – buono di sapore;
красивый – esteticamente esteriormente bello.
Ma in italiano:
buono – buono di sapore, con buone qualità d’animo, buono di qualità, ben fatto;
bello – esteticamente esteriormente bello, esteticamente bello perché mi piace, bello perché buono (una bella persona).
E ancora:
“che bello!” per dire che una cosa ci fa piacere, ci dà sollievo, ci fa comodo, laddove in russo si direbbe invece “как хорошо!”, “как здорово!”;
“che buono!” per dire che una cosa ci piace di sapore, ma mai per commentare che ci piacciono le sue qualità morali: al massimo diremo “che bono!” se ha un bel sedere e dei bei pettorali;
“buonissimo!” per dire che è buono di sapore, ma mai per esclamare che è super generoso e mai per dire che siamo molto contenti dell’accordo raggiunto e per accompagnare una stretta di mano.
Ci capite ancora meno che all’inizio? Benissimo (bellissimo?!). Significa che avete aggiunto un tassello alla consapevolezza che la vostra lingua madre descrive il mondo secondo una sua logica interna, ma non lo riflette nella sua pienezza. Chi studia le lingue ci convive, con questa cosa, tutti i giorni. Auguri!
