Sei sposata con un russo? inchiesta semi-seria sui mariti russi

Sono italiana e sono sposata con un ragazzo russo: siamo una delle rare (mica tanto eh, io ne conosco almeno altre quattro) coppie italo-russe al contrario, dove la moglie è italiana ed il marito è russo. Questo fatto genera, insieme al fatto che secondo molti io mi sia sposata presto (a 25 anni, non a 16, per la cronaca) genera sempre una grandissima curiosità, che scaturisce in domande più o meno private, che variano dal “Come vi siete conosciuti?” al “Ma vi siete sposati per il visto?”.
Visto che non mi sento un’antropologa e che non amo le generalizzazioni, mi risulta sempre molto difficile rispondere al quesito “Ma com’è essere sposata con un russo?” perché mi verrebbe da rispondere che fondamentalmente non lo so, so come è essere sposata con Sasha; ma non è detto che un Misha, un Nikita o un Borya siano esattamente identici e che essere sposata con uno a caso di loro sia la stessa identica cosa. Inoltre, la Russia è enorme e non credo sia la stessa cosa avere una relazione con un ragazzo di San Pietroburgo e con uno di Irkutsk o di Krasnodar.

Per questo motivo, ho pensato di condurre un’inchiesta su quattro coppie formate da moglie italiana e marito russo. A rispondere saranno le mogli e le coppie sono così assortite

– Alice – la sottoscritta – e Sasha: viviamo a Como e siamo sposati da quasi tre anni
– Claudia e Daniil (che è un bravissimo fotografo di matrimoni), che vivono a Vittorio Veneto e sono sposati da quasi due anni.
– Valentina (di Visite Guidate a San Pietroburgo) e Aleksej, che vivono a San Pietroburgo e sono sposati da un anno.
– Elena e Boris, che vivono a Milano e sono sposati da otto anni.

“Come e dove vi siete conosciuti?”
Alice: all’università a San Pietroburgo, io ero lì per una conferenza e lui studiava lì.
Claudia: In un locale italiano a San Pietroburgo. Lui faceva il fotografo, io ci andavo spesso. Mi ha fermato una sera e mi ha detto che ero molto bella. Da lí è nato tutto…
Valentina: Ci siamo conosciuti in Russia. Era il mio secondo viaggio a S.Pietroburgo e una mia amica del posto mi aveva portato ad un concertino in un rock club. Ci siamo trovati allo stesso tavolo, invitati dal proprietario del locale a trattenerci dopo il concerto, ma i suoi tentativi di parlare con me erano pressoché inutili, visto il mio penoso livello di russo dell’epoca. Comunque, al ritorno a casa ho visto che mi aveva già trovata sul social russo VK, e scrivendoci è stato più facile comunicare all’inizio.
Elena: Avevo deciso di fare un corso di lingua in Russia, ma volevo evitare Mosca e San Pietroburgo, troppo costose e rigide nell’offerta. Una studentessa che studiava a Kaliningrad conosceva il mio attuale marito e così mi sono fidata nel chiedergli una mano per il mio soggiorno auto-organizzato. Quindi ci siamo conosciuti prima a distanza, poi di persona quando sono arrivata in Russia.

“Dopo quanto tempo insieme avete deciso di sposarvi?”
Alice: dopo tre anni, di cui uno a distanza, uno a San Pietroburgo e uno a distanza.
Claudia: dopo tre anni, i primi due passati a San Pietroburgo insieme, l’ultimo a distanza, io in Italia, Daniil in Russia
Valentina: difficile da dire. Dopo 10 giorni di conoscenza già scrivevo ad una mia amica di come sarebbe stato bello sposarsi e di come sarebbero stati belli i nostri bambini! Cosa mai successa con i miei ex, tra l’altro. Ma in realtà, nonostante già dopo i primi mesi di convivenza lui mi facesse la proposta di tanto in tanto, io non ho ceduto fino al quinto anno!
Elena: ci siamo sposati dopo circa un anno. Lavoravamo entrambi e barcamenarsi continuamente tra ferie, voli e visti non era molto pratico. In realtà tra la decisione e il matrimonio è passato più o meno un mese… forse un po’ folle, ma fino ad ora continua a funzionare!

“Quali sono gli aspetti del carattere che apprezzi maggiormente in tuo marito?”
Alice: Sasha mi dà sicurezza: è una persona molto responsabile, decisa e sicura di sé; ammiro la sua calma in ogni situazione ed il suo pragmatismo. Allo stesso tempo però è anche molto empatico, attento e creativo.
Claudia: l’allegria, il vivere la vita con entusiasmo, la semplicità, grazie a Daniil riesco a vedere il bello in ogni cosa
Valentina: di sicuro la lealtà, la sincerità e il suo essere sempre pronto ad aiutare il prossimo.
Elena: la capacità di prendersi cura dell’altro, capire quando una giornata è stata pesante e toglierti tutte le piccole incombenze per farti riprendere, la calma rispetto all’imprevisto da affrontare, il coraggio di  lasciare il noto per l’ignoto trasferendosi in un Paese che non era il suo.

“Che rapporto hai con i tuoi suoceri russi? e con il resto della sua famiglia?”
Alice: direi un rapporto molto buono, dato soprattutto dal fatto che loro sono molto rispettosi della nostra privacy e non si intromettono mai. Anche con il resto della famiglia (formata principalmente dai nonni) ho un buon rapporto: credo che se Sasha sia un uomo così speciale sia merito di tutti loro e del loro esempio.
Claudia: molto buoni. Loro mi hanno accolto subito molto bene. Li vedo poco perché loro sono in Russia, mia suocera e mia cognata ci vengono a trovare una/due volte all’anno.
Valentina: noi viviamo molto lontani dalla sua famiglia: a separarci sono 6 fusi orari e diverse migliaia di rubli di aereo di distanza. Di conseguenza ci vediamo davvero raramente. Sarà un po’ la differenza di mentalità tra periferia siberiana e Sardegna, sarà la tradizionale ostilità tra nuora e suocera e sarà, soprattutto, che nessuno di noi ha un carattere semplice, ma, onestamente, la situazione logistica mi va benissimo così!
Elena: il rapporto è più che buono con tutti, sono sempre carini e gentili con me. Forse con la famiglia ristretta le relazioni sono un po’ più formali rispetto a quelle a cui siamo abituati noi Italiani, complice anche la distanza e la differenza linguistica. Ho l’impressione che si tenda di più a tenere distinti i ruoli tra famiglia di lui/famiglia di lei in generale, forse anche perché in Russia spesso ci si sposa 2 o 3 volte ed immagino sarebbe difficile tenere insieme tutti. Nel nostro caso in particolare mi piacerebbe fosse più facile vedersi tutti insieme più spesso.

“Chi si occupa delle faccende domestiche e della gestione della casa?”
Alice: ce ne occupiamo entrambi. Avendo anche il giardino, di solito Sasha si occupa di quello ed io della casa, ma in caso di necessità lui è perfettamente in grado di fare qualsiasi faccenda domestica.
Claudia: entrambi. Daniil ha vissuto solo da quando aveva 18 anni e quindi è sempre stato molto indipendente e autonomo. Lava, stira, cucina… a volte meglio di me!
Valentina: in linea di massima io, innanzitutto perché ho degli orari di lavoro più flessibili, ma anche perché, se facessi cucinare mio marito, sarei uno scaccia-vampiri ambulante, visto il suo uso smodato dell’aglio. A lui lascio il lavaggio dei piatti, in cui ritiene di essere il migliore.
Elena: entrambi. Non stabiliamo esattamente chi deve fare cosa o quando, semplicemente ci organizziamo. Se uno di noi nota una cosa da fare  e ne ha il tempo la fa. Direi che collaboriamo equamente.

Stereotipi sugli uomini russi: quale non si adatta minimamente a tuo marito?”
Alice: ho sentito spesso che gli uomini russi sono poco presenti, per Sasha proprio questa caratteristica non si adatta perché ci tiene a starmi vicino in ogni occasione, dalle più banali alle più importanti. Inoltre, è quasi astemio e non ha nemmeno un orso come animale domestico!
Claudia: in Russia si pensa che l’uomo sia l’unico responsabile per il sostentamento economico della famiglia: non nel nostro caso! Io amo lavorare e Daniil apprezza la mia indipendenza economica.
Valentina: non beve vodka! Preferisce la grappa. E non ha mai corrotto nessuno, né si è mai fatto corrompere.
Elena: all’inizio quando dicevo che stavo con un russo mi facevano sempre le stesse domande “ma come fai a stare con uno che si ubriaca? non hai paura? loro sono violenti con le donne!”. Ci rimanevo male, ora invece mi fanno ridere. Credo non ci sia niente di più falso di questi due stereotipi: non ho mai visto mio marito bere troppo (e nemmeno altri uomini della sua famiglia o amici) e non si permetterebbe mai di trattarmi male dicendomi parole volgari o, peggio, alzare le mani.

Se avete altre curiosità sui mariti russi, scriveteci le domande nei commenti e faremo in modo di rispondervi per quanto possibile!

 

 

 

9 pensieri su “Sei sposata con un russo? inchiesta semi-seria sui mariti russi

  1. Ciao, io sono sposato con una russa (Nina). Sarebbe interessante anche un’inchiesta al contrario e cioè il marito italiano e la moglie russa.

  2. Sposata da tre anni con un bielorusso! Ci siamo conosciuti 21 anni fa, da bambini: lui trascorreva le vacanze in Italia con la mia famiglia perché viveva in orfanotrofio, era il mio amichetto d’infanzia. Poi per 13 anni non ci siamo più sentiti, finché non sono partita (quasi alla cieca) per ritrovarlo. Ho studiato il russo, mi sono trasferita e dopo mille peripezie ci siamo sposati. Ora aspettiamo una bambina!

    1. Ciao Silvia!
      Che storia bellissima, sembra un film! Quindi ora vivere in Bielorussia o in Italia?
      Congratulazioni anche per il futuro lieto evento!

      1. Grazie mille! Sì, effettivamente raccontata così la nostra storia sembra la trama di un serial anni ’90, ma ti posso garantire che tante “svolte narrative” non erano previste! Quando sono partita per ritrovarlo sapevo a malapena fare un breve discorso in russo, non avevo idea di quale fosse la sua realtà in Bielorussia e soprattutto non credevo che poi ci saremmo innamorati. Io cercavo solo il mio amichetto delle vacanze, e invece…
        Ora viviamo in Italia da cinque anni: abbiamo sperimentato il rapporto a distanza e per un periodo io mi sono trasferita in Russia, ma alla fine abbiamo deciso di mettere radici qui.
        Io continuo a studiare la lingua (sono nove anni ormai), lui si è perfettamente integrato in Italia ed abbiamo trovato un ottimo equilibrio tra le nostre culture.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *