Ljudmila Bogatenkova, la nonna dei soldati russi arrestata per frode


I giornali italiani non ne hanno parlato, forse perché la notizia non fa gola come fenomeni pop-punk tipo le Pussy Riot, perciò ve ne parlo io.

bogatenkova

Una certa Ljudmila Bogatenkova, 73 anni, membro del comitato di “Madri dei Soldati” di Pietroburgo, che negli ultimi mesi indagava sulla morte dei militari russi misteriosamente apparsi sul territorio ucraino e scomparsi in circostanze altrettanto misteriose, è stata arrestata il 17 ottobre con l’accusa di frode per 500000 mila rubli (circa 10000 euro). La signora avrebbe ricevuto una telefonata in cui le si chiedeva di restituire questi soldi appena poco prima dell’arresto, ma avrebbe dichiarato di non essere in debito di questa somma con nessuno. La polizia avrebbe anche cercato, nell’ufficio pietroburghese del Comitato, una lista in possesso della signora Bogatenkova contenente i dati di 400 soldati russi feriti o morti durante le misteriose esercitazioni nel territorio di confine. Secondo Lidija Sviridova, capo della divisione di Saratov dello stesso comitato, alla domanda di alcuni giornalisti: “Dove ha preso questa lista?”, la signora avrebbe risposto: “Me l’hanno passata”, e questo solleverebbe la questione su che cos’altro le è stato passato nel corso della sua inchiesta.

Ricapitoliamo. Ricorderete che, fin dall’inizio del conflitto in Ucraina, la Russia ha sempre affermato di non aver mandato soldati, e che i soldati russi che si trovavano sul suono ucraino ci erano andati liberamente. A me non piace fare la credulona, ma una cosa del genere non sarebbe impossibile: diverse fonti locali confermavano, all’epoca, la presenza di un quartier generale di volontari nascosto (perché ufficialmente illegale) nella campagna di Rostov sul Don. Io stessa ho visto sul treno da Rostov-sul-Don a Mosca persone che raccontavano di essere state in Ucraina e di aver partecipato attivamente a dei disordini. Come diceva Tjutcev, “La Russia non s’intende con l’ingegno”: ciò che è ufficiale e ciò che è ufficioso in Russia spesso si intrecciano: non mi è sembrato un caso quando, alcuni mesi fa, il governo russo ha ordinato di rendere più severi i controlli al confine ucraino (per non far arrivare lì volontari russi?); e non mi è sembrata nemmeno del tutto campata in aria l’ipotesi, avanzata da alcuni, che i soldati catturati in Ucraina orientale alle fine di agosto si fossero persi davvero, visto che si dice che in quella zona non ci sia nessuna demarcazione del confine. Però, certo, la storia dei soldati che si sono persi, che poi si è sovrapposta a quella che, secondo alcuni, i soldati erano lì fin dai tempi dell’Euromaidan, e a quella che ai soldati facessero firmare i contratti da volontari con la forza, non torna. C’è qualcosa che non va: le esercitazioni si possono fare in tanti di quei posti nella grande Russia, perché le si fanno proprio in un posto così vicino al confine? E dei soldati, per quanto giovani, che fanno un’esercitazione così vicina al confine di un altro paese, come fanno a dire di essersi persi? Non si aspettavano di entrare in un altro territorio per sbaglio? Poi ci sono i video che sono fake, le testimonianze fake, e se uno vuole capirci qualcosa, non è possibile. La Russia, ufficialmente, non ha mandato nessuno lì: eppure lì qualcuno c’è arrivato, non è più tornato vivo, e Ljudmila Bogatenkova stava cercando di scoprire il perché.

Sui giornali russi dell’opposizione, in particolare sul canale Dozhd’ (Pioggia), Ljudmila Bogatenko è stata battezzata “la donna che ha dichiarato guerra alla guerra in Ucraina”, e sebbene io diffidi di qualsiasi fonte di informazione, visto che a credere all’uno o all’altro si vede tutto o nero o bianco, questa volta mi è parso il caso di diffidare di meno: perché Ljudmila Bogatenko è stata arrestata? E’ vero che ha commesso il reato di frode? O è solo un cavillo che è stato trovato per incastrare una persona che stava venendo a conoscenza di troppe cose?

Ljudmila Bogatenko è un’invalida del secondo tipo, secondo la legge russa, e ha bisogno giornaliero di insulina, per questo già più volte è stata chiamata l’ambulanza e il processo che doveva cominciare il 18 ottobre è stato rimandato a causa di un malore. Ljudmila Bogatenko ha rifiutato il legale assegnatogli d’ufficio, ma l’avvocato da lei scelto, viste le circostanze, non ha fatto in tempo ad intervenire in merito alla sua situazione. Lo stesso 18 ottobre il membro del Consiglio dei Diritti Umani presso il Presidente della Federazione Russa, Sergej Krivenko, ha dichiarato a Dozhd’ che il Consiglio si interesserà di chiarire le cause dell’arresto e di supportarla durante tutte le fasi del processo. La signora Bogatenko, tra l’altro, è esperto della Commissione Permanente per le relazioni tra l’esercito e i cittadini presso lo stesso Consiglio.

Per le informazioni che ho sintetizzato qui, ecco le fonti originali:

http://tvrain.ru/articles/ljudmilu_bogatenkovu_etapirovali_v_sizo_pjatigorska_-376804/

http://tvrain.ru/articles/spch_poobeschal_vstupitsja_za_arestovannuju_pravozaschitnitsu_bogatenkovu-376788/

P.S. Questo post è a scopo semplicemente informativo e con preghiera di diffusione. Non è per organizzare concerti con star statunitensi, fare magliette, e trasformare anche una gagliardissima pensionata attivista in un fenomeno pop che faccia da etichetta ad una sola delle versioni della Russia. Perché la Russia è molto varia, e credo che la stessa signora Bogatenkova sarebbe d’accordo con me.

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