tipo Sex and the City


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Parlo con un diciottenne del mio paese. Mi dice che alla sua età è normale farsi dei problemi e aspettare magari qualche sera, mentre a 25 anni è tutto diverso, più easy, tipo Sex and the City. Una serie televisiva in sei stagioni e in 94 episodi, in cui in media ogni tre episodi ognuna delle protagoniste sta con un uomo diverso, spesso un completo sconosciuto, e in cui il problema del se la dai subito si pone soltanto in un episodio e quella che crede che bisogni aspettare il terzo appuntamento (bene, almeno non i due mesi di un altro mio amico) si sposa due volte nel giro di un anno, la seconda volta con l’avvocato divorzista.

Cose che a Mercato San Severino (dico per dire un paese, che può essere Siano, Castel San Giorgio, Bracigliano, Baronissi, o un qualsiasi altro paese italiano, se non addirittura anche una città) non esistono, e se esistono, ti guardi bene dal farlo sapere in giro.

Com’è la vita sessuale di una donna media di 25 anni con un’istruzione universitaria, nel mio paese (se devo generalizzare, preferisco fare riferimento alla mia categoria in modo da non dire stronzate troppo grosse).

Sexy shop ce ne sono. Se arrivi fuori Salerno o fuori Avellino. E se ci vai, una volta nella vita, o ci vai con le amiche per farti due risate, o ci vai con in testa una busta del pane.

I preservativi, in linea di massima, li compra il maschio. E poi, se si sa che vai in giro con dei preservativi, c’è sempre quest’aura di “dio che porca” che hai paura ti venga messa intorno.

Rimorchiare ragazzi nei bar, nei pub, per la strada, è abbastanza improbabile. Di solito, se ti notano, sono loro a provare a rimorchiare te, ma appena aprono la bocca tu diventi asessuata. I ragazzi migliori, di solito, sono quelli che non ti rimorchiano, che ti vengono presentati, che conosci su facebook, o con i quali sei “amica” da tempo.

Se esci con un ragazzo, difficilmente ci stai la prima sera, o la seconda, a meno che non vi conoscete già. Se lui prova a saltarti addosso, tu già pensi che non ti sei informata su come la pensa lui sulla questione delle brave ragazze. Nel senso, se rispondi alla provocazione, sei zoccola o cosa? E siccome ti fai questa domanda mentre lui già si dimena con la manovella del sedile ribaltabile alitandoti sulle tette tipo dentista, immediatamente hai l’impressione che questo ragazzo ti stia mancando di rispetto. Che magari, non è vero, semplicemente crede che tu voglia come vuole lui, e non esclude di continuare a uscire con te e portarti al cinema, a fare shopping, a teatro, al mare, in pizzeria, e il resto. Certo, nelle favole. La tua vagina si è già serrata come un ascensore durante un black-out e utero, ovaie e vescica hanno cominciato a soffrire di claustrofobia. Non sai più se vuoi o non vuoi, e se non vuoi, se non vuoi perché ti lasci condizionare dalla SOCIETA’, o perché non vuoi veramente, e se vuoi, non sai se vuoi per istinto di RIBELLIONE o perché vuoi e basta. E ci sono due cose che puoi fare (nel frattempo lui ti sta infilando le mani da tutte le parti e tu non capisci più dove cazzo corre, che pare che ti voglia derubare e vedere se nascondi qualcosa, mentre figlio mio, vedi che sta tutto qua): puoi abbandonarti a quest’abbraccio un po’ goffo e bulimico e presentire la sensazione di sporcizia sulla tua pelle quando lui si comporterà effettivamente da maiale dopo qualche giorno, o puoi dire di no (alché lui, che ti è già arrivato con le mani nelle mutande, rimarrebbe molto male) e: o aspettarti che per questo no lui cominci perversamente ad adorarti come la madonna, o immaginare che non ti chiami più, perché che cazzo, ti ho pagato la cena due volte, ho messo la benzina, un po’ al caldo me lo potresti far mettere.

Nel frattempo lui potrebbe aver cominciato a provare a spostare la tua testa verso il basso, come se non fosse più la tua testa ma qualche sfera che la sera ti stacchi dal collo e metti sul comodino, che è una cosa già non molto piacevole di per sé, figuriamoci se mentre succede stai pensando a tutte queste cose.

Sto generalizzando, eh, e quindi sono molto cattiva. A 25 anni, cerchi di non uscire con questi soggetti che poi magari ti saltano addosso, perché non vuoi problemi, e soprattutto ti sei cominciata a stancare della sega mentale che dura tutto il tempo dei preliminari.

Allora cominci a uscire con ragazzi affidabili, amici di amici, per esempio, oppure gente della comitiva. Ti frequenti. Settimane, mesi, di chiacchiere. Arrivi al punto che ti viene il dubbio che il ragazzo non abbia impulsi, perché adesso vorresti disperatamente che il ribaltabile lo abbassasse di scatto, o ti trascinasse per il braccio sopra da lui, o ti sbattesse proprio qui nell’angolo tra la chiesa e il minimarket e ti infilasse le mani in tutte le fessure, standard, extra (che ne so, lo spazio tra le dita dei piedi) e immaginarie di cui disponi. Ma lui forse è terrorizzato dalle altre donne che erano terrorizzate da altri uomini, e allora non abbassa nemmeno un po’ quella manaccia per accarezzarti la natica perché gli sembra di mancarti di rispetto o chissà cosa pensa, tu questo non lo sai, sai solo che improvvisamente quest’uomo così buono, simpatico, rispettoso, che non ti ha trattato mai come un oggetto sessuale, gli vorresti mordere la lingua dalla rabbia, o vorresti trovare le parole giuste per dirgli, senza sembrare una mantide religiosa (zoccola): “E che miseria, te li abbassi o no questi pantaloni? Lo voglio!”

Insomma, a 25 anni, nel mio paese, questo consumismo sessuale di Manhattan non esiste. Le ragazze fanno gli stessi discorsi, si fanno le stesse domande, ma su personaggi che durano molto più di una puntata. E le domande, se le fanno in maniera molto discreta, davanti ad un té in casa, magari, senza parlare così ad alta voce in un bar, oppure ad un pigiama party improvvisato, però se abiti ancora con i genitori abbassa la voce, che se ti sente tuo padre. Alle domande di Manhattan, se ne aggiungono altre più scottanti: fa male alla salute fare sesso durante il ciclo? lo sperma è facilmente digeribile? è normale che mi infila le mani nella patatina come se fosse un sacco di patate? posso essere incinta se mi è venuto fuori ma mi ha macchiato le mutande la settimana dopo il ciclo? ma tu urli apposta o ti viene naturale? D’altro canto, però, c’è di bello che le ragazze di 25 anni, nel paese, sono abbastanza mature da volere bene con tutto il cuore, e se tante cose non se le raccontano, è perché l’uomo lo vogliono proteggere e non fargli fare figure di merda. E se le raccontano è per trovare soluzioni. Le donne di Sex and the City del paese si riuniscono quasi segretamente e biascicano consigli e informazioni su come migliorare la vita sessuale delle altre, o su come farne a meno in attesa del matrimonio.

A 25 anni, amico mio di 18, ci sono ragazze di tutti i tipi, certo. Però che le cose funzionino come nella serie americana, quando mai. Samantha nel paese non esiste: ce ne sono versioni molto più edulcorate e comunque non così ciniche. Miranda, pure è difficile incontrarla: direbbero che è lesbica, o che è un uomo. Esistono invece molte Carrie e Charlotte con dosi di Carrie e di Charlotte diluite in maniera diversa. Quelle che si fanno mille problemi e che non sanno nemmeno come ce l’hanno fatta, e quelle più avventurose, che i problemi se li fanno, ma dopo.

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