Inghilterra – Tunisia a Volgograd. 46 ore di treno per un evento unico

È forte l’impressione che a questo punto della storia recente della Russia, durante questo evento spartiacque che è il mondiale di calcio, si intreccino e si sovrappongano due anime di un paese che sta accogliendo il mondo intero e ne verrà cambiato: da una parte i giovani, pronti a questa invasione pacifica, svezzati da viaggi all’estero e da summer school, per i quali il contatto con gli stranieri non è qualcosa di innaturale, rappresentati dai volontari che colorano ogni angolo delle città ospitanti; dall’altra i vecchi, cresciuti in un mondo delimitato da frontiere ben chiare, in cui viaggiare oltre cortina era un’utopia al pari di quanto lo fosse conoscere la lingua dell’impero nemico. Continue reading “Inghilterra – Tunisia a Volgograd. 46 ore di treno per un evento unico”

CAMPEGGIO ALLA RUSSA, parte II – Il fiume è in fiore!

Dopo un viaggio di diciotto ore e un’estenuante conversazione su Nietzsche, la solitudine e l’immoralità degli uomini con la babushka, il treno ferma alla stazione di Saratov. Sulla banchina, Kolja mi saluta con “Chto eto za fignja?”, “Che sono ‘ste cacate?” riferito alle mie scarpe col tacco a rocchetto. Osservo la sua mise: infradito, costume e occhiali da sole. Sono fuori luogo, come sempre. Ma … Continue reading CAMPEGGIO ALLA RUSSA, parte II – Il fiume è in fiore!

Notti magiche

Ventotto anni, ventotto lunghi anni. Tanto è il tempo che è passato dall’ultima volta che i mondiali di calcio si sono disputati nel paese in cui vivo. Allora era l’estate del 1990, quella di Baggio e Schillaci, Maradona e Matthӓus, Roger Milla e Gazza Gascoigne. Le notti magiche, come cantavano Edoardo Bennato e Gianna Nannini, e vi assicuro che per un bambino di allora dieci anni quelle notti erano magiche davvero.

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CAMPEGGIO ALLA RUSSA, parte 1 – Il viaggio

Prima di scrivere questo post, mi sono presa una lunga pausa. Di tre anni.

Temevo di non avere le forze per raccontare un’esperienza del genere, o forse degenere, che rasenta il mistico, l’estremo e l’incredibile: il campeggio alla russa. Cos’ha il campeggio alla russa di diverso rispetto al campeggio normale? L’idea di fondo: non siamo qui per divertirci, siamo qui per vedere chi di noi sopravvive.

Questa sorta di darwinismo dei bungalow si attua in una splendida radura nella boscaglia delle isole di Saratov, raggiungibile col gommone quando non tira troppo vento. E quando tira troppo vento, direte voi? Meglio non approfondire.

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LUNGO LE STRADE (FERRATE) DI RUSSIA

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Si dice che le persone che si incontrano sui treni a lunga percorrenza che attraversano la Russia diventano quasi parte della famiglia, quasi родные. A febbraio 2015 decisi che era ora di fare un giro, così presi un aereo per Vladivostok, mi feci una passeggiata sul Pacifico congelato e salii in treno per tornare a casa.

Un po’ di quello che è rimasto di quelle 146 ore ve lo racconto oggi con la voce di allora. Continue reading “LUNGO LE STRADE (FERRATE) DI RUSSIA”

La conferenza di Yalta. 3- Obruset', diventare russi

Il secondo e il terzo giorno dell’avventura in Crimea i peripatetici eravamo tre: una donna in cerca di se stessa perché sospettava di essersi spezzettata durante i suoi viaggi (io), un giovane folle e avventuroso con un solo zainetto che si era fatto 24 ore di autobus per arrivare in Crimea senza nessun programma (Boris), una donna altrettanto entusiasta e spregiudicata che si era trasferita in Crimea appena dopo il referendum e si era sposata con il suo couchsurfer (Rada).

Gli argomenti del simposio sono tanti, ma uno fa da filo rosso: come si fa a essere sé stessi, se si cambia? Si può non cambiare e rimanere sé stessi? Si può smettere di essere sé stessi, cambiando?

Una sega mentale assurda.

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La conferenza di Yalta. 2- La nuova vita di Rada

Rada ha un nome che mi piace molto: in russo rada significa “contenta”. Lei è la couchsurfer che ha accettato di ospitarmi a Yalta per tre giorni e che, con molta pazienza, è rimasta in contatto con me durante i miei cambiamenti di programma.

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Io e Rada al castello Lastočkinoe Gnezdò (Nido di Rondine)

Sul sito del Couchsurfing Rada condivide il profilo con il marito Dima, e sono molto popolari: hanno centinaia di commenti positivi e ospitano continuamente, tutto l’anno. Rada organizza anche un club dei viaggiatori, a Yalta, in cui invita degli ospiti a raccontare alla comunità permanente e temporanea dei viaggiatori le loro avventure. Il Couchsurfing, per Rada e Dima, è una missione, ed è cominciato tutto con la loro unione: perché Rada e Dima sono stati uniti dal Couchsurfing.

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La conferenza di Yalta. 1- Lo strapiombo.

In un mondo in cui si rimane intrappolati nelle convenzioni e nella routine, i pazzi si ritrovano sempre.

Io, per esempio, ordino il cappuccino dopo la pizza, se non addirittura durante, e quando torno a casa la sera metto gli avanzi tutti nello stesso piatto: in un angolo la pasta, in un angolo la carne, in un angolo l’insalata. Mia zia mi guarda esterrefatta ed esclama a mia madre: “Ma sta criatura s’è scurdata tutt cos! Magn comm’e’stranier!” (“Questa bambina ha dimenticato tutto! Mangia come gli stranieri!”). La mia fedeltà alla patria si nota ancora, certo, in piccole cose, come il mio rifiuto di lasciare che gli ospiti spremano maionese e ketchup sulla pasta e fagioli.

Sebastopoli

Quindi io ero sulle montagne russe dei miei ormoni scioccati dall’apparente instabilità della mia vita, e dovevo fare qualcosa per non rimanere a fissare il soffitto durante le vacanze di maggio: ho prenotato senza badare a spese un biglietto per la Crimea, ho cercato altri couchsurfer che mi ospitassero. Il mio piano era: arrivare a Simferopoli, da Simferopoli prendere la filovia fino a Yalta, rimanere a Yalta per tre giorni in grazia di Dio facendo l’eremita sulla spiaggia per ritrovare me stessa. Nelle conchiglie, sul fondo del tubetto di protezione solare vuoto, insieme ai sassolini che ti si infilano nelle mutande, non lo so.

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Transiberiana 7×3: teaser

ATTENTION! A longer version of the video in this post is taking part to the online contest “This is how I couchsurf”. The first prize is 2000 dollars in travels, which would give us the opportunity to tell you more Russian-Italian stories. We’ll make an effort to publish in English as well. In the meantime you can vote us by liking this video on Youtube.

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Siamo tornati una settimana fa, abbiamo dormito dalle sei del pomeriggio alle sei del mattino successivo e, dopo qualche giorno di sveglie alle cinque e colazioni improbabili alle sei del mattino, siamo rientrati nel fuso orario di Mosca. Continue reading “Transiberiana 7×3: teaser”

Transiberiana 7×3: organizzazione

A che punto siamo con il viaggio di cui vi ho parlato qui? I BIGLIETTI Li abbiamo già presi tutti, compreso il biglietto aereo da Vladivostok a Mosca. In Russia la vendita dei biglietti del treno apre 60 o 45 giorni prima della partenza, per questo bisogna tenere d’occhio il sito delle ferrovie per prenotare prima che si esauriscano i posti. Per tutti i biglietti che … Continue reading Transiberiana 7×3: organizzazione