La conferenza di Yalta. 3- Obruset', diventare russi

Il secondo e il terzo giorno dell’avventura in Crimea i peripatetici eravamo tre: una donna in cerca di se stessa perché sospettava di essersi spezzettata durante i suoi viaggi (io), un giovane folle e avventuroso con un solo zainetto che si era fatto 24 ore di autobus per arrivare in Crimea senza nessun programma (Boris), una donna altrettanto entusiasta e spregiudicata che si era trasferita in Crimea appena dopo il referendum e si era sposata con il suo couchsurfer (Rada).

Gli argomenti del simposio sono tanti, ma uno fa da filo rosso: come si fa a essere sé stessi, se si cambia? Si può non cambiare e rimanere sé stessi? Si può smettere di essere sé stessi, cambiando?

Una sega mentale assurda.

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La conferenza di Yalta. 2- La nuova vita di Rada

Rada ha un nome che mi piace molto: in russo rada significa “contenta”. Lei è la couchsurfer che ha accettato di ospitarmi a Yalta per tre giorni e che, con molta pazienza, è rimasta in contatto con me durante i miei cambiamenti di programma.

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Io e Rada al castello Lastočkinoe Gnezdò (Nido di Rondine)

Sul sito del Couchsurfing Rada condivide il profilo con il marito Dima, e sono molto popolari: hanno centinaia di commenti positivi e ospitano continuamente, tutto l’anno. Rada organizza anche un club dei viaggiatori, a Yalta, in cui invita degli ospiti a raccontare alla comunità permanente e temporanea dei viaggiatori le loro avventure. Il Couchsurfing, per Rada e Dima, è una missione, ed è cominciato tutto con la loro unione: perché Rada e Dima sono stati uniti dal Couchsurfing.

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Scalea comune di Russia

“Scalea, Scalea, ma come mi diverte / girare per strada c’a’ cammisa aperta”, cantava Tony Tammaro. Quest’anno, con la cammisa aperta, passeggiava Ivan accanto a me; anche se a me Scalea non mi ha mai entusiasmato, lì ha casa una mia amica: il centro storico è carino, ma l’assetto urbano, parole di Ivan, fa venire in mente Gomorra. (A Ivan non piace molto che lo chiami … Continue reading Scalea comune di Russia

Rostov sul Don #3: il prezzo per i moskaly

Kristina ha deciso di portarmi allo zoo, dice che quello di Rostov sul Don è il più grande della Russia. Però siccome ha un grande pancione con dentro un bimbo che scalcia, ha deciso di andarci col taxi. Ci fermiamo nello stesso negozio dove facevo la spesa quattro anni fa, quando ero a Rostov nella speranza di lavorare, il “Girasole”. Compriamo del pane da dare … Continue reading Rostov sul Don #3: il prezzo per i moskaly

Rostov sul Don #2: Un treno lunhissimo

Per andare a Rostov sul Don da Mosca ci vogliono circa 24 ore di treno: un viaggio in platzkart interminabile attraverso piccole città e campagne desolate. Il platzkart è il posto più economico in un treno passeggeri che viaggia su lunghe distanze: in ogni vagone ci sono diversi compartimenti con sei letti, tre in basso, tre in alto, quattro da un lato e due dall’altro lato del … Continue reading Rostov sul Don #2: Un treno lunhissimo