Quando ho scoperto la lingua tatara

Del mio primo viaggio in Tatarstan nel maggio 2016 ho ricordi vaghi, molti dei quali prevalentemente legati al cibo. Presi un treno notturno dalla stazione Kazanskij a Mosca ed arrivai a Kazan di prima mattina. Il binario era avvolto in una nebbia che mi ricordava la Pianura Padana, l’aria fresca mi pizzicava il viso aiutandomi a risvegliarmi. Trascorsi il viaggio in una cuccetta a quattro … Continue reading Quando ho scoperto la lingua tatara

Vita nella provincia russa: versi sul passaporto italiano

Se la volta scorsa vi ho parlato delle mie prime avventure a Kirov, questa volta vi racconterò con maggior accuratezza cosa significhi la vita nella provincia russa da stranieri, ricollegandomi ad una celeberrima poesia del grande poeta sovietico V. V. Majakovskij che nel 1929 scriveva: “… Lo traggo dalle larghe brache, duplicato di un peso inestimabile. Leggete, invidiate, io sono un cittadino dell’Unione Sovietica”. (Stichi … Continue reading Vita nella provincia russa: versi sul passaporto italiano

Insalata russa o insalata Olivier? – crisi diplomatiche nelle famiglie italo-russe

Insalata russa o insalata Olivier? di quale team (anzi, dovrei dire komanda!) fate parte? Se pensate che siano la stessa cosa vi sbagliate di grosso e non azzardatevi a dirlo ad un russo: è come se a voi dicessero che i makarony-po-flotski siano uguali alle tagliatelle al ragù! La diatriba tra quale delle due insalate sia la migliore, nelle famiglie italo-russe genera delle vere e … Continue reading Insalata russa o insalata Olivier? – crisi diplomatiche nelle famiglie italo-russe

Un buon “non Natale”

Il primo anno che vivevo a Mosca non sapevo che avrei lavorato anche il giorno della Vigilia e quello di Natale. “Certo che siamo aperti anche alla Vigilia e a Natale!” mi disse il capo. “In Russia non è Natale.” Non avrei avuto niente da ridire, non fosse che saremmo stati aperti anche per il Natale ortodosso, che cade il 7 gennaio e che normalmente … Continue reading Un buon “non Natale”

DOVE LA TERRA FINISCE – TERIBERKA

Alla fine del mondo ci si arriva percorrendo una strada di merda. Non che io voglia fare la disfattista a tutti i costi e lamentarmi di qualsiasi cosa, che sia chiaro, che penso come spirito di adattamento di poter dare dei punti a tanta gente, ma voi come chiamereste 120 km di strada di cui 80 di asfalto a buche e 40 di sterrato? Strada di merda. Appunto.

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A Kirov con il Servizio Volontario Europeo

Di Vincenzo Paradiso

La prima volta che misi piede a Kirov fu alla stazione, naturalmente, dopo ben sedici ore di platzkart. L’aeroporto esiste in città ma è davvero poca cosa. Trovai subito dell’ottimo umorismo nel nome del centro commerciale Leto (estate), situato negli immediati pressi della stazione locale. Divertente perché era dicembre, c’erano -20°, era in corso una nevicata battente e la neve, dove era stata spalata, arrivava alle caviglie. Sembrava di camminare sulla sabbia al mare: “Ecco spiegato il nome”, pensai. Continue reading “A Kirov con il Servizio Volontario Europeo”

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Sulla Tverskaja (nel 2012)

Primo giorno di lavoro, terzo a Mosca. Esco e decido: oggi vado in un posto. Chiedo a una collega: “Dove posso andare?” Lei mi dice: “Esci, gira a destra, trovi una strada grande. Si chiama Tverskaja. Vai sempre dritto e arrivi alla Piazza Rossa.” “E’ vicino?” le chiedo. “Sì,” mi risponde, “un’oretta, tipo.”

Lavoro a Belorusskaja e sulla linea verde da qui alla Piazza Rossa sono tre fermate, ma io non lo so ancora. Mi metto e vado.
Cammino, cammino, tutto intorno a me è grande e rumoroso, non si può attraversare la strada senza sottopassaggio perché la strada in realtà è una specie di autostrada che passa tra i negozi con le insegne ammucchiate le une sulle altre, le macchine sfrecciano tanto veloce che il mio obiettivo cattura solo delle strisce luminose di colore sul grigio antracite dell’asfalto.

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Le città sul Volga – Samara

Dopo una notte in cuccetta sul treno Anapa – Krasnoyarsk sono a Samara. Appena fuori dalla stazione prendo un taxi al volo, il ragazzo chissà perché guida a piedi nudi. Non faccio domande.

L’albergo prenotato si rivela un cottage peraltro lontanissimo dal centro. La proprietaria Irina, sposata ben 3 volte e prossima trasferirsi a Sochi, però non fa mancare nulla.

L’indomani Samara si rivela una città sorprendentemente bella e a detta dei tassisti che mi scarrozzano in lungo e in largo, completamente cambiata in vista dei mondiali. Ci tengono a dire che prima le strade erano impraticabili, ora invece sono lisce come un tavolo da biliardo: “Vot takie vot jami byli.. a sičas rovno kak bilijard!” Continue reading “Le città sul Volga – Samara”

La pagelle semiserie (e non calcistiche) del mondiale

I volontari Colorano le strade di tutte le città ospitanti col sorriso dei loro vent’anni. Sempre pronti, sempre disponibili ad aiutare e a mettere a frutto il loro inglese per la buona riuscita dell’evento. Sono il volto più radioso di un paese che, spesso additato come cattivo dal resto del mondo, lo accoglie mostrando tutti i suoi lati migliori. Già mi sento triste al pensiero … Continue reading La pagelle semiserie (e non calcistiche) del mondiale