A Kirov con il Servizio Volontario Europeo

Di Vincenzo Paradiso

La prima volta che misi piede a Kirov fu alla stazione, naturalmente, dopo ben sedici ore di platzkart. L’aeroporto esiste in città ma è davvero poca cosa. Trovai subito dell’ottimo umorismo nel nome del centro commerciale Leto (estate), situato negli immediati pressi della stazione locale. Divertente perché era dicembre, c’erano -20°, era in corso una nevicata battente e la neve, dove era stata spalata, arrivava alle caviglie. Sembrava di camminare sulla sabbia al mare: “Ecco spiegato il nome”, pensai. Continue reading “A Kirov con il Servizio Volontario Europeo”

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Sulla Tverskaja (nel 2012)

Primo giorno di lavoro, terzo a Mosca. Esco e decido: oggi vado in un posto. Chiedo a una collega: “Dove posso andare?” Lei mi dice: “Esci, gira a destra, trovi una strada grande. Si chiama Tverskaja. Vai sempre dritto e arrivi alla Piazza Rossa.” “E’ vicino?” le chiedo. “Sì,” mi risponde, “un’oretta, tipo.”

Lavoro a Belorusskaja e sulla linea verde da qui alla Piazza Rossa sono tre fermate, ma io non lo so ancora. Mi metto e vado.
Cammino, cammino, tutto intorno a me è grande e rumoroso, non si può attraversare la strada senza sottopassaggio perché la strada in realtà è una specie di autostrada che passa tra i negozi con le insegne ammucchiate le une sulle altre, le macchine sfrecciano tanto veloce che il mio obiettivo cattura solo delle strisce luminose di colore sul grigio antracite dell’asfalto.

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Lingua russa a San Pietroburgo. Episodio 2

Se la volta scorsa vi ho raccontato come immatricolarsi ad un corso di lingua russa a San Pietroburgo, questa volta, come promesso, vi illuminerò sui contenuti del corso di livello avanzato, che io inquadrerei come un C1, anche se non era denominato in questo modo… o meglio, non era denominato in nessun modo.
Partiamo da un presupposto: come io ci sia finita nel corso di livello C1 non è ancora stato chiarito. Ricordo solo che durante la procedura di immatricolazioni avevo fatto un test d’ingresso nel quale mi veniva chiesto di rispondere ad alcune domande, che di solito sono relative al livello A1 – come ti chiami? dove abiti? cosa fai nel tempo libero? – e mi era stato dato in mano un foglio con scritto il mio nome, il nome della mia insegnante e gli orari del corso.

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Lingua russa a San Pietroburgo. Episodio 1

La mia partenza per San Pietroburgo, inizialmente, non era stata fissata per febbraio, ma per ottobre: numerosi problemi con il visto l’hanno fatta slittare di parecchi mesi. Per chi è abituato a viaggiare in Russia, il visto è una rottura di scatole; per chi in Russia non c’è mai andato, il visto è una creatura mitologica, una sorta di unicorno albino appena uscito dalla Foresta … Continue reading Lingua russa a San Pietroburgo. Episodio 1

Viaggio al termine della notte – guida a una Siberia mordi e fuggi

Dopo il giorno viene la notte. Giusto? E poi di nuovo il giorno. E così via. Sbagliato. Almeno, se state volando da Milano a Irkutsk, Siberia meridionale, su un volo notturno che di notturno non ha niente. Dai finestrini appannati di fiato e ditate si vede un sole che non tramonta. È giugno, è sera, e voi avete tanto sonno. Ma al sole non importa … Continue reading Viaggio al termine della notte – guida a una Siberia mordi e fuggi

Il Baikal di Boris

“Ai miei vecchietti diabetici io i dolci li compro qui,” Olga mi indica un banco al centro commerciale a Irkutsk. Prendiamo i pasticcini che servono sempre con il tè a casa loro, ripieni di frutti di caprifoglio… Avete mai mangiato i frutti del caprifoglio? Non lo fate, è pericoloso! La verità è che ho appena controllato come si traduce in italiano zhimolost’, quel frutto delizioso, blu uva, che mettono nella pasticceria da tè: ho scoperto che il caprifoglio è il nome comune di un genere di arbusti chiamato lonicera, che comprende ben 200 specie, di cui solo alcune commestibili. Zhimolost’ deve essere una di quelle. Insomma, non fatemi passare un guaio… Io non vi ho detto che potete mangiare i frutti del caprifoglio. Se andate a Irkutsk, però, fate pure. Quanto a frutta, fanno concorrenza ai paesi tropicali. Continue reading “Il Baikal di Boris”

Sbandamenti georgiani

Non c’è un angolo di Georgia dove non ci sia un cane assonnatissimo tutto raggomitolato su se stesso. Nell’unico punto in cui non ce n’era uno, a Tbilisi, hanno messo una scultura lì a rappresentarlo. Tbilisi… Una città in cui domina l’oziosità e la decadenza, tutta l’opposto di Mosca, così dinamica e tirata a lucido. La principale attrazione della città, suonerà strano dirlo, sono le … Continue reading Sbandamenti georgiani

Portogallo – Iran a Saransk: una sfida epica dai tanti significati

Primo messaggio vocale:

“Ciao zio, quando torni mi porti un autografo di CR7?”

Secondo messaggio vocale:

“Vabbeh, anche se non riesci a farti fare l’autografo gli fai almeno una foto?”

Lo stadio per novanta minuti è una bolgia e io riesco ad ascoltare i messaggi vocali che mi manda mio nipote su Whatsapp solo dopo esserne uscito. Le sue richieste sono irrealistiche come la sua età richiede, anche se in un secondo momento abbassa il tiro. Continue reading “Portogallo – Iran a Saransk: una sfida epica dai tanti significati”

CAMPEGGIO ALLA RUSSA, parte II – Il fiume è in fiore!

Dopo un viaggio di diciotto ore e un’estenuante conversazione su Nietzsche, la solitudine e l’immoralità degli uomini con la babushka, il treno ferma alla stazione di Saratov. Sulla banchina, Kolja mi saluta con “Chto eto za fignja?”, “Che sono ‘ste cacate?” riferito alle mie scarpe col tacco a rocchetto. Osservo la sua mise: infradito, costume e occhiali da sole. Sono fuori luogo, come sempre. Ma … Continue reading CAMPEGGIO ALLA RUSSA, parte II – Il fiume è in fiore!

CAMPEGGIO ALLA RUSSA, parte 1 – Il viaggio

Prima di scrivere questo post, mi sono presa una lunga pausa. Di tre anni.

Temevo di non avere le forze per raccontare un’esperienza del genere, o forse degenere, che rasenta il mistico, l’estremo e l’incredibile: il campeggio alla russa. Cos’ha il campeggio alla russa di diverso rispetto al campeggio normale? L’idea di fondo: non siamo qui per divertirci, siamo qui per vedere chi di noi sopravvive.

Questa sorta di darwinismo dei bungalow si attua in una splendida radura nella boscaglia delle isole di Saratov, raggiungibile col gommone quando non tira troppo vento. E quando tira troppo vento, direte voi? Meglio non approfondire.

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