Insalata russa o insalata Olivier? – crisi diplomatiche nelle famiglie italo-russe

Insalata russa o insalata Olivier? di quale team (anzi, dovrei dire komanda!) fate parte? Se pensate che siano la stessa cosa vi sbagliate di grosso e non azzardatevi a dirlo ad un russo: è come se a voi dicessero che i makarony-po-flotski siano uguali alle tagliatelle al ragù! La diatriba tra quale delle due insalate sia la migliore, nelle famiglie italo-russe genera delle vere e proprie crisi diplomatiche soprattutto nel periodo natalizio visto che per entrambe le culture è un piatto tipico delle feste.

Come oramai sapete, mio marito è russo, ma viviamo in Italia stabilmente da quasi tre anni e ci siamo sposati proprio a ridosso delle Feste: il suo primo Natale in Italia quindi è stato segnato non solo dal primo contatto con tutto ciò che circonda questa festa, ma anche dal suo “ingresso ufficiale” nella mia famiglia e nelle sue dinamiche.
Partiamo subito dicendo che le tradizioni culinarie per i miei sono essenziali: ogni festività ha il suo menù precostituito e le ricette devono essere eseguite senza troppe variazioni e, possibilmente, sempre dalla stessa persona. Ogni Natale, mia mamma si occupa del secondo, cucinando uno dei suoi deliziosi arrosti; mia zia pensa ai ravioli, alle torte salate e all’insalata russa. Quest’ultima viene preparata secondo la ricetta che usano più o meno tutti in Italia: piselli, patate, carote e tantissima maionese. Chi è stato in Russia o ha avuto contatti con la cultura russa sa bene che l’insalata Olivier non è proprio la stessa cosa: ci sono piselli, patate e carote, ma anche cetriolini, uova sode e un tipo di carne o pesce (può essere pollo o manzo bollito, prosciutto cotto, salmone affumicato…). Inoltre – questo è il nodo cruciale – la maionese è un condimento, non è l’ingrediente principale. Ovviamente, questa cosa mia zia non la sapeva e ha dato sfoggio delle sue doti culinarie preparando per il nostro nuovo familiare russo una fantastica insalata russa, con tanto di maionese fatta in casa.
Dopo i soliti auguri, baci e abbracci, ci mettiamo tutti a tavola e comincia il classico passamano dei piatti con torte salata, tartine, paté e naturalmente l’insalata russa. Mia zia ha voluto servirla per primo al nostro ospite russo, dicendo anche: “Sasha, questa l’ho fatta apposta per te!”.
Sasha l’ha guardata e ha ringraziato. L’ha girata un po’ con la forchetta e non l’ha toccata. Io già avevo capito e ridevo sotto i baffi.
Alla fine dell’antipasto, arriva il momento di ritirare i piatti.
“Sasha, perché non hai mangiato la tua insalata russa?” chiede mia zia, con tono leggermente accusatorio.
Sasha, che all’epoca parlava pochissimo italiano, mi guarda e dice timidamente: “Eh io non piace, insalata russa non è così”.
“Cosa vuol dire che l’insalata russa non è così? si chiama insalata russa, certo che è così!” risponde mia zia in tono accusatorio.
“No, insalata russa diversa… con anche carni e uovi” rincara la dose.
“Ma certo che anche qui ci sono le uova, sono nella maionese… l’ho anche fatta in casa con le uova delle nostre galline!” ribatte in tono molto accusatorio.
“Ma no, questa è come zuppa di maionese!”.
“Eh, allora falla te la prossima volta!”

Da quell’anno, lo scettro dell’insalata russa, o insalata Olivier che dir si voglia, è passato a Sasha, che l’ha prontamente passato a me: lo scorso anno sono arrivata a prepararla ben quattro volte nella stessa settimana! Quest’anno mi va molto meglio: la farò solo per Natale e per una cena con degli amici, poi ce ne andiamo in Russia dove a prepararla – per fortuna – è mia suocera!

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