Le città sul Volga – Togliatti

Tol’jatti, Togliattigrad per noi italiani (prima Stavropol na Volghie) è la città che sin dall’inizio di questo viaggio mi interessa più di tutte. Vuoi per il nome vuoi per il suo passato che poi è legato a noi italiani, e in particolare agli ingegneri della Fiat che negli anni 60’ ci costruirono le catene di montaggio della AvtoVaz (Volžskij Avtomobil’nyj Zavod) , grazie alle quali poi la città conobbe un forte sviluppo. Negli anni in cui il nostro partito comunista era il più forte in Europa, l’autorità sotto il mandato Chruščëv decise di rinominare la città in onore del segretario PCI Palmiro Togliatti appena dopo la sua morte avvenuta in Crimea nel 1964 durante una vacanza.

La città, parte dell’oblast’ di Samara, sorge tra un fitto bosco e le rive del bacino di raccolta Kujbiševskij che con i suoi 5450 km2 è il più grande in Europa e il terzo per estensione nel mondo. Scorrazzando sui mezzi non c’è nulla che catturi l’attenzione. Questa è stata una città del fare, un importante polo industriale artefice della motorizzazione dell’ URSS.  Nessun fronzolo, solo falce e carburatore. Il museo AvtoVAZ è uno di quelli che devo assolutamente visitare, quindi decido di andarci. All’ingresso ecco subito una fiat 124 come a dire “è partito tutto di qui”, accanto una Žiguli a dire “tutto è finito qui”. Si perché la rossijskaja avtoprom (industria automobilistica russa) come la chiamano da queste parti  non gode certo di progetti particolarmente ambiziosi, annovera però storie leggendarie, di auto capricciose ma indistruttibili, creature quasi mitiche.

Catturano l’attenzione una Lada 21099 ricoperta da adesivi con i nomi di tutti gli operai della fabbrica all’attivo nel 1991 e due 2121: una al servizio di una spedizione nell’Antartide per 10 anni, l’altra orgogliosa e visibilmente provata dall’aver scalato una montagna tibetana.

Oggi AvtoVAZ è posseduta da Alliance Rostec Auto BV in  una joint-venture tra Renault-Nissan Alliance e i risultati iniziano a vedersi, a cominciare dalla Lada Vesta, la nuova berlina 3 volumi economica presentata al Salone dell’automobile di Mosca nel 2014 e testata da sua Putinità in persona come potete vedere in questo video:

A mezzo chilometro dagli stabilimenti AvtoVAZ si trova il parco dei mezzi militari K.G. Sakharov: questa è la seconda categoria di musei che da  appassionato di seconda guerra mondiale non posso non visitare. La solita babulya all’ingresso mi dice che se voglio posso farmi addirittura un selfie a bordo dell’aereo a qualche metro da lei al modico prezzo di 50 rubli. Chiedo di che aereo si tratta e lei risponde “Eto SU-17” come se l’avesse partorito lei e meravigliandosi di come io non conosca quella sua stupefacente creatura.

Nelle parole della babulya c’è la Russia che si ricorda di chi l’ha difesa. A proposito, dopo avermi domandato “Da dove vieni?” sottolinea che la Russia si è difesa anche da noi italiani, aggiungendo però che nessun russo ci ricorda come aggressori, piuttosto come implacabili degustatori di pelmeni (ravioli di pasta ripieni di carne tipici della cucina siberiana) anche durante la guerra!

Come spesso accade da queste parti, la bellezza non è mai subito evidente (escluse le prime nevicate di Novembre e certe ragazze nei cappucci di pelliccia che accendono le candele in chiesa), ci mette sempre un pò a palesarsi e a volte va persino inventata. Come la primavera dopo l’inverno occorre saperla aspettare. Allo stesso modo Togliatti sa regalare angoli di rara bellezza al di là di un bosco qualsiasi: si chiama Park Hotel ed è il nuovo complesso alberghiero della città situato sulle rive del bacino, una struttura ambiziosa con tanto di campi sportivi immersi nel verde, albergo multistella e ristorante sala ricevimenti con “vista-lago artificiale”. Parlando con la cameriera scopro che grazie alla sua posizione e al clima favorevole, Togliatti in un lontano passato fu località di villeggiatura, e sinceramente a vederla da qui non potrebbe essere diversamente.

La rivoluzione verso quel passato sembra ricominciare proprio da questo complesso, anche se appena al di là del bosco i palazzoni grigi sono tanti e tutti uguali. Sembrerebbe qualcosa tipo “Back to Stavropol na Volghie” e invece secondo un recente referendum i cittadini hanno deciso di conservare il nome attuale di Toljatti.

Qui parte l’ultima riflessione: negli anni passati in questo paese ho sempre apprezzato la sua attitudine a saper “convivere” con il proprio passato per quanto spesso difficile e controverso. Più in genere, all’animo russo va riconosciuta una virtù non comune soprattutto a noi europei, forse più a noi italiani: quella dell’accettazione dei propri limiti, la capacità di conviverci senza rinnegarli, che poi è anche la causa di una certa avversione al cambiamento, una sorta di pigrizia, altrettanto tipica di questo popolo, verso l’intervento umano che decide il divenire: “Na Avos! – Se deve accadere accadrà!” dicono i russi che un po’ preoccupati rimettono al destino questioni fuori dalla loro terrena competenza.

Seduto all’aeroporto di Mosca mentre aspetto il mio volo per Roma ripenso a quella storiella dell’olio e dell’acqua che si mischiano ma tornano sempre uno. Accanto a me siede una coppia: lei russa, lui italiano, il figlio metà e metà.

“Na avos!” dico io al finestrino mentre l’aereo si stacca terra.

 

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Togliatti è la terza tappa del viaggio di Luigi, che è passato anche per Saratov e Samara.

5 pensieri su “Le città sul Volga – Togliatti

  1. Avendo una certa età mi sono sempre sentito orgoglioso, pur non avendo nessun merito, di questa fabbrica che gli italiani erano andati ad impiantare… ed anche ora mi sento più vicino a Togliatti(grad) che alla Detroit della FCA. Nella recente visita da turista mi ha emozionato vedere una vecchia Lada, a Vladimir… grazie dei bei racconti!

    1. Buonasera!

      Sicuramente nella costruzione della Fabbrica a Togliatti abbiamo avuto un ruolo preponderante, riguardo FCA ci siamo aiutati un po’ a vicenda. Erano anni diversi.
      Il libro è in previsione, ma prima c’è ancora tanto da vedere. Tireremo le somme tra qualche anno.

      Continui a seguire questo blog, troverà sempre contenuti interessanti!

      Luigi

  2. Complimenti per l’articolo con relative foto. Ho avuto l’occasione di lavorare a Togliatti nel 1974, ingegnere meccanico.
    Fu una grande esperienza.
    Ho tenuto delle conferenze in merito sia in Russia che nella mia città, Pordenone .
    C’era una fabbrica sul Volga. Togliatti.
    In Russia non sanno perché si chiami Togliatti e che fosse italiano
    Cari saluti
    Giovanni

    1. Ciao Giovanni! Sono lieto che abbia apprezzato il racconto. Di sicuro, essere stato ingegnere FIAT in quegli anni e in Unione Sovietica è motivo di grande orgoglio. Mi farebbe molto piacere vedere la conferenza di cui scrive, se possibile posti pure un link!

      Luigi

      1. Caro Giovanni, che bello!
        Non le piacerebbe essere intervistato da uno di noi di Russaliana e raccontarci la sua esperienza?
        Io mi farei volentieri una chiacchierata con lei.
        Magari è in contatto con altri italiani che erano a Togliatti in quel periodo?
        Mi faccia sapere qui nei commenti o rispondendo nel modulo “scrivici” di questo sito.
        Grazie!

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