Le città sul Volga – Samara

Dopo una notte in cuccetta sul treno Anapa – Krasnoyarsk sono a Samara. Appena fuori dalla stazione prendo un taxi al volo, il ragazzo chissà perché guida a piedi nudi. Non faccio domande.

L’albergo prenotato si rivela un cottage peraltro lontanissimo dal centro. La proprietaria Irina, sposata ben 3 volte e prossima trasferirsi a Sochi, però non fa mancare nulla.

L’indomani Samara si rivela una città sorprendentemente bella e a detta dei tassisti che mi scarrozzano in lungo e in largo, completamente cambiata in vista dei mondiali. Ci tengono a dire che prima le strade erano impraticabili, ora invece sono lisce come un tavolo da biliardo: “Vot takie vot jami byli.. a sičas rovno kak bilijard!”

In effetti le strade così come il lungomare sono freschi di lavori e si vede: aiuole verdi dappertutto, fontane, negozi di souvenir, centri informazioni, panchine. C’è di tutto e tutto è organizzato molto bene. Sulla riva del Volga la gente gioca a beach volley e fa il bagno. Tra i principali luoghi di interesse della città ci sono: il birrificio Zhigulevskij, il monastero Iverskij e il museo dello spazio.

Girovagando per le strade il caldo attanaglia e non c’è riparo, il kvas non basta mai. Mi dirigo quindi verso la fan zone dove colombiani e senegalesi si affollano per vedere il match insieme ai padroni di casa. I controlli per entrare in questo quadrato di strade sono severissimi, più in la il grande schermo e una massa di gente piuttosto ordinata e non troppo rumorosa guarda la partita.

Dopo questa breve ma piacevolissima tappa a Samara parto per l’ultima città in taxi. Il tassista dice che a Togliatti non hanno affatto giovato dai mondiali e che i soldi sono andati tutti a Samara. Vorrei imbastire un discorsone ma per aderire al suo sentimento passeggero mi limito a dire che anche da noi in Italia qualcuno dice “Roma Ladrona”. Certi discorsi insomma non conoscono latitudini.

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