Inghilterra – Tunisia a Volgograd. 46 ore di treno per un evento unico

È forte l’impressione che a questo punto della storia recente della Russia, durante questo evento spartiacque che è il mondiale di calcio, si intreccino e si sovrappongano due anime di un paese che sta accogliendo il mondo intero e ne verrà cambiato: da una parte i giovani, pronti a questa invasione pacifica, svezzati da viaggi all’estero e da summer school, per i quali il contatto con gli stranieri non è qualcosa di innaturale, rappresentati dai volontari che colorano ogni angolo delle città ospitanti; dall’altra i vecchi, cresciuti in un mondo delimitato da frontiere ben chiare, in cui viaggiare oltre cortina era un’utopia al pari di quanto lo fosse conoscere la lingua dell’impero nemico.Volgograd Arena 1

“Siediti e zitto, tanto ci vorrà tempo prima che mangi”, mi dice l’attempata cameriera del vagone ristorante del plazkart in risposta alla mia richiesta di ordinare. Vicino a me un tifoso tunisino di ritorno dalla partita, che non capisce quello che gli sta succedendo intorno e si qualifica come manager di un ristorante a Dubai. “Beh, dovrai rinunciare qui ai tuoi soliti standard”, gli dico scherzando quando mi fanno notare che per un piatto di patate dovrà attendere almeno mezz’ora. Gli fungo da interprete e sempre scherzosamente gli dico: “Hai visto i ragazzi allegri e colorati che parlano l’inglese e sono sempre pronti ad aiutare che hai trovato in città? Beh, qua sopra scordati di tutto questo”. Alla fine se ne va e io ricevo le mie portate, tra l’altro non quelle che avevo ordinato aspettando molto tempo. Poco male, il vagone ristorante è senz’altro meglio di quello in cui devo trascorrere le ventitré ore di viaggio, per fortuna condiviso con compagni di scompartimento amabili conversatori. In ogni caso, alla fine le cameriere si scusano per non parlare inglese con i clienti inglesi e tunisini dicendo di aver fatto comunque il loro meglio, con un pudore che finalmente possono far trapelare lasciando intendere che anche loro, a loro modo, ci tengono all’accoglienza dei tifosi giunti in Russia.

All’andata  ero riuscito a comprare del cibo in anticipo e la maggior parte delle interazioni si erano quindi limitate a quelle con la famiglia mia compagna di viaggio, scandite dai miei sorrisi di fronte agli scherzi innocenti della piccola Irina alla sorella maggiore Vera. Ero rapito da quella bambina in grado di mantenere il suo sorriso per venti ore, senza una lamentela, se non uno scoramento finale spazzato via dall’incontro col papà in stazione. Un’allegria creativa in opposizione a ogni spossante noia.

Il plazkart, il treno con i letti disposti nel vagone senza alcuna separazione dal corridoio, mi ricorda alcune atmosfere di uno dei primi grandi romanzi russi che ho letto, Resurrezione di Tolstoj. Questi treni lenti che attraversano il nulla, sospesi in una dimensione metafisica in cui masse di gente spostate da una parte all’altra del paese più grande del mondo sono nello stesso tempo sia sole con se stesse e i propri pensieri sia attraversate da legami sì momentanei, ma di intima, complice solidarietà con i vicini a cui tocca la stessa sorte. Qui il tempo sembra essersi fermato e non solo a causa della lentezza del mezzo di trasporto.

Fosse costato meno l’aereo per e da Volgograd ovviamente avrei optato per questa opzione ma la sorte e l’entusiasmo per la mia prima partita di questo mondiale, Inghilterra-Tunisia, mi hanno portato a optare per questa lenta cavalcata spazio-temporale.

Inghilterra Tunisia

Quando arrivo a Volgograd la città mi è familiare poiché ci sono già stato poco più che un anno fa. All’epoca la Volgograd Arena era ancora in costruzione e così posso ammirare il prodotto finale, quel nuovo gioiellino che guarda più all’Allianz Arena di Monaco di Baviera o agli stadi inglesi che alla grandeur passata che oggi stonerebbe, segno di un rinnovamento ormai inevitabile. A mantenere il contatto con la tradizione ci pensa l’imponente statua della Rodina Mat, che dall’alto della collina Mamaev Kurgan sembra difendere, insieme alla patria, anche questo suo nuovo simbolo.

Manco ormai da un po’ dallo stadio, dove mi reco con largo anticipo, perché la policultura sportiva russa mi ha portato in questi anni a familiarizzare con altri sport e a frequentare le loro arene (anche perché, diciamocela tutta, non è che il calcio nazionale sia così attraente di questi tempi). Ma quella emozione che ti prende una volta che sali i gradoni e, dal rettangolo dell’entrata scorgi il primo riquadro d’erba… beh, quella è rimasta intatta. Quelle voci, quei cori che fanno vibrare ogni tuo passo e ti accompagnano a vivere quel sogno che si concentra in novanta minuti ma dura da una vita emozionano sempre, oggi come la prima volta.

Sugli spalti i tunisini arrivano prima degli inglesi ma poi il numero più o meno si pareggia. Anche tanti tifosi di origine asiatica, tutti supporter dei Tre Leoni, probabilmente grazie alla grande popolarità di cui la Premier League gode in Estremo Oriente.

Inghilterra Tunisia 2

L’ingresso delle squadre in campo è molto emozionante, un misto di solennità sovietica ed entertainment in stile americano. La partita lo è un po’ meno, con l’Inghilterra che non riesce a sfruttare il suo gioco in verticale e la velocità di alcuni suoi elementi come Sterling. È pericolosa soprattutto da calcio piazzato, da dove arrivano i due gol di Harry Kane, che non tradisce le attese e si candida a essere una delle stelle di questo mondiale.

Almeno un colpo di scena finale ravviva il match e io comunque mi chiedo se ne sia valsa la pena farsi una quarantina di ore di treno per quei novanta, non esaltanti minuti.

Per la partita forse no, ma per iniziare a prendere parte a questo evento che è il mondiale di calcio, con le Olimpiadi il più grande catalizzatore di popoli e sogni, di speranze e delusioni, di mescolanze multiculturali ed esibizioni di identità, direi di sì e sarei ponto a rifarlo anche domani. Anche nello stesso vagone ristorante. Anche con la stessa cameriera che dopo due ore mi porta tutto fuorché quello che le avevo ordinato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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