Il percorso delle stelle: Mosca degli astronauti

Se in un’uggiosa giornata d’autunno voleste trovare il punto di incontro tra le fantasie che risveglia un cielo stellato e la presunta crudezza della fisica, potreste venire a fare un giro con me tra le memorie dell’astronautica in Unione Sovietica. Scendendo giù per la via Lattea, nel Sistema Solare, sul pianeta Terra, troverete un paese di nome Russia, la cui capitale si chiama Mosca. Nel quartiere Ostankinskij, vicino all’uscita della stazione della metropolitana VDNH che dà su Zvezdnyj Bul’var, cominceremo insieme una passeggiata in mezzo alle stelle.

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Il viale degli astronauti

Qui, infatti, due grandi globi di bronzo, posti a destra e a sinistra, vi aprono la vista sul Viale degli Astronauti: se a Hollywood le stelle sono quelle del cinema, qui invece ad ognuna corrisponde un momento importante nella storia astronautica del paese. Si parte dal lancio del primo satellite artificiale nel 1957, si passa per il volo dei cani Belka (scoiattolo) e Strelka (freccia) nel 1960; ci si ricorda del lancio di Yurij Gagarin, nel 1961, di quello della prima donna in assoluto nello spazio, Valentina Tereškova, nel 1963 (a 26 anni!) e, un evento dopo l’altro, si arriva fino ai giorni nostri.

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Busto di Valentina Tereshkova

A metà strada troverete un’installazione di bronzo che è la gioia di tutti i bambini: mostra il sistema solare, al centro del quale, su un Sole con la faccia in stile rinascimentale, è posta una meridiana. Alla fine del viale, nel punto in cui compaiono le stelle vuote, i pezzi di storia ancora non scritti, sarete circondati dai busti degli astronauti. Di fronte a voi, ai piedi della scia di un missile che ha appena spiccato il volo, c’è Tsiolkovskij, pioniere dell’astronautica: non vi noterà nemmeno, è troppo occupato a fissare il cielo.

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Il sistema solare

Dietro di lui, sulla base del monumento con il missile, ovvero del monumento ai Conquistatori dello Spazio eretto nel 1964, una citazione del poeta Nikolaj Gribačëv:

Combattute oscurità e ingiustizia,

i nostri sforzi sono ripagati

dalle ali di fuoco che forgiammo

al nostro paese, al nostro secolo!

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Monumento a Tsiolkovskij

Ancora alla base di questo monumento che riflette e moltiplica le nuvole, troverete degli altorilievi che rappresentano operai, scienziati, ingegneri, astronauti impegnati nella conquista del cosmo e guidati dal compagno Lenin che, come al solito, indica l’orizzonte con la mano. Da questo punto, se guarderete nella direzione opposta da quella indicata da Lenin, e un po’ più a sinistra, vi saluteranno in lontananza l’Operaio e la Contadina, due figure dorate che incedono verso il futuro con il petto in fuori, poste sul frontone dell’ingresso del parco VDNH.

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Altorilievi alla base del monumento ai Conquistatori dello Spazio

Prima di arrivarci, però, vi consiglio di fare un giro nel Museo Astronautico, che troverete appena dopo aver sceso alcuni gradini.  È meglio non andarci nel fine settimana, perché troverete la fila. Qui, oltre a girare tra le meravigliose storie dei conquistatori del cosmo e tra curiosità della scienza e della tecnica, potrete comprare souvenir originali, tra i quali cibo sintetico in tubetti simili a quelli del dentifricio. Il biglietto di ingresso costa 250 rubli, circa 3,50 euro con il cambio corrente, mentre una guida nella vostra lingua costa 350 rubli, circa 5 euro. Sono anche disponibili diverse escursioni tematiche che però bisogna prenotare in anticipo.

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Altorilievi alla base del monumento ai Conquistatori dello Spazio

Usciti dal museo, una volta sulla strada, voltatevi un attimo a destra: vedete l’edificio semicircolare con moltissime piccole luci che si accendono e si spengono come stelle? È l’hotel Kosmos, anche lui in tema!

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Monumento ai Conquistatori dello Spazio

Mentre proseguite a sinistra in direzione del parco VDNH, prima di attraversare la strada in corrispondenza dei binari del tram, vedrete ancora una cosa che varrebbe la pena provare, prima o poi: in alto, sopra di voi, corre la monorotaia che unisce in direzione trasversale alcune stazioni di diverse linee della metropolitana.

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Entrata principale di VDNH

VDNH è un acronimo, si pronuncia “Vèdèenkhà” e significa: Vystavka Dostiženij Narodnogo Khozjajstva, cioè Fiera dei Successi dell’Agricoltura Popolare; è meglio conosciuto in italiano come Centro Espositivo Panrusso, traduzione del nome del parco dal 1992 al 2014: Vserossijskij Vystavočnyj Tsentr. La sua entrata è trionfale, nello stile di un tempio greco-romano, e sulla piazza antistante l’ingresso si possono spesso incontrare artisti di strada, gente travestita da pupazzi dei cartoni animati russi o da mascotte olimpiche che prova a estorcervi denaro, e altri loschi individui, tra i quali anche studenti delle scuole superiori che spesso e volentieri si spacciano per volontari che raccolgono fondi per orfanotrofi. Se non siete sicuri che state mettendo i vostri i soldi in buone mani, meglio lasciare stare.

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A sinistra, la fontana dell’Amicizia tra i Popoli. A destra, il padiglione della Russia.

La “Fiera” è divisa in padiglioni, ognuno dei quali rappresenta una delle repubbliche dell’ex Unione Sovietica: ci sono l’Armenia, la Russia, l’Ucraina, l’Azerbajdžan… Oggi questi padiglioni non mostrano più i successi dell’agricoltura popolare, ma ospitano negozi, musei, mostre, caffè, centri culturali. Alle spalle del padiglione centrale, quello russo, potrete godervi la vista della Fontana dell’Amicizia tra i Popoli, dove tante figure dorate quante erano le repubbliche, come danzando, mostrano i frutti dei propri paesi. Oggi però ci sforzeremo di non lasciarci distrarre dall’agricoltura e dall’imponente architettura degli edifici del parco: continueremo invece lungo il percorso delle stelle, lasciandoci la fontana a destra e andando dritto.

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Modello del missile Vostok

Superato il padiglione della Bielorussia, vedrete in lontananza una riproduzione del missile Vostok! Alle sue spalle ci sono molti altri modelli di missili e velivoli. Sempre alle spalle del missile, a sinistra, si erge maestoso anche il Museo Politekh, dove potrete fare un giro; ma siccome non fa ancora così tanto freddo da voler stare tutto il tempo al chiuso, vi consiglio invece di girare a sinistra e andare a dare un’occhiata alla riproduzione della navicella spaziale Buran, che ospita il museo interattivo omonimo. Qui, per 500 rubli, che al momento sono circa 7 euro, non solo si può guardare un film sulla storia del velivolo, ma si può anche, come in un videogioco, farlo atterrare nel cosmodromo di Bajkonur. Piccola curiosità: fino a un paio d’anni fa Buran si trovava sul lungofiume, al Gorky Park, e alla sua ombra era allestito un gigantesco noleggio di biciclette.

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A sinistra, il modello della navicella spaziale Buran. A destra, il parco giochi tematico. In lontananza, la torre della TV di Ostankino.

Se siete con i bambini, poi, questo è il momento giusto per concedervi un po’ di riposo e lasciarli liberi di giocare. Infatti, proprio accanto a Buran è allestita una plošadkauna piccola area attrezzata con giochi e giostrine, sempre sul tema dei viaggi cosmici; anche a un adulto verrebbe voglia di infilarsi nei tunnel e scorazzare tra un missile di legno e l’altro! Mentre i bambini fanno chiasso, prendetevi un attimo per guardare all’orizzonte: da qui si vede molto bene la torre della televisione di Ostankino, ottava al mondo per altezza.

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Parco giochi accanto alla navicella spaziale Buran

A questo punto, dopo aver girato tutto l’universo conosciuto all’uomo, vi sarà sicuramente venuta fame. Vi consiglio un posto caldo e accogliente che è, anche questo, in tema con la gita di oggi: si chiama Vareničnaja n°1 e si trova a una decina di minuti dai luoghi che vi abbiamo raccontato. Lasciandovi Buran alle spalle, ritornate sul viale principale, girate a destra e passate di nuovo davanti al padiglione della Bielorussia. Proseguite ancora dritto fino a quando non vedrete, poco lontano, una delle uscite laterali del parco. Alla vostra sinistra troverete un piccolo e grazioso edificio con il menù su un leggìo in strada: siete arrivati; potete tirare la porta di legno e godervi il calduccio e i morbidi divani.

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Padiglione Bielorusso

Cosa ordinare? Vareničnaja n°1 è una catena che si specializza, come dice il nome, in vareniki. Si tratta di una specie di ravioli ripieni, normalmente chiamati in russo pel’meniVareniki è il nome ucraino dello stesso piatto, più o meno, con la differenza che la versione ucraina può essere anche dolce. Quindi, il menù propone non solo ravioli con la carne o con i funghi, magari con una bella cucchiaiata di panna acida, la smetana, ma anche con la marmellata di ciliegie o di mirtilli. Ci sono anche bliny, torte, e da bere tè caldo e alcolici. Nulla supera però quello che ci vuole quando l’autunno sta già per finire: un profumatissimo glintvejn, il vin brulé.

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Mentre gustate le specialità, non mancate di guardarvi intorno. Parte delle pareti di Vareničnaja n°1 a VDNH è tappezzata con giornali d’epoca, parte con una normale carta da parati un po’ fuori moda, sulla quale sono appese, come ritratti di famiglia, le fotografie di Yurij Gagarin. Al soffitto sono attaccati elicotteri e altri modellini, e su una delle pareti più grandi c’è un murale che rispecchia lo stile dei poster propagandistici di epoca sovietica; un ragazzino bruno con lo sguardo pieno di entusiasmo fissa una navicella che si allontana. Lo slogan, usando una rima che in traduzione si perde, dice qualcosa tipo: “I modellini della scuola diventeranno astronavi!”

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Sazi di vareniki e di stelle, uscite in strada, e girate a sinistra in direzione della metropolitana. Si è quasi a metà dell’autunno e le giornate si accorciano velocemente. Purtroppo, anche se alle sei del pomeriggio è già buio, in una grande metropoli come Mosca le stelle si riescono solo ad immaginare. In compenso, potrete gustarvi l’aria e, camminando lentamente verso la metropolitana, odorare il presentimento della neve bianca, soffice, pungente, che cadrà molto presto.

 

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