RICORDI DAL FORUM DEI GIOVANI ITALIA-RUSSIA

Di Marta d’Arcangelo
Foto di Andrej Nikitin

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Danil è un ragazzo alto, dall’espressione seria, ma appena inizia a parlare italiano con il suo accento praticamente perfetto, si apre in un sorriso dolcissimo: è stato a Roma due settimane e ne è rimasto entusiasta. Daria invece è moldava, ma studia a Udine e lì la scambiano sempre per un’italiana, forse a causa dei suoi ricci ribelli; poi c’è Arina, che non riesce a dimenticarsi di Firenze e quando parla italiano con me sa persino azzeccare tutti gli articoli, cosa che per i russi è particolarmente difficile, visto che in russo gli articoli non esistono. Nell’immensa distesa dei paesi ex sovietici sono tantissimi a essere fan dell’Italia, mentre in Italia si sa purtroppo poco o nulla di Russia e affini. Rafforzare il legame tra i giovani dello “stivale” e quelli della Federazione, a prescindere da interessi e formazione personali, è stato proprio l’intento del quarto Forum Internazionale della Gioventù Italiana e Russa, che si è svolto a Mosca dal 14 al 17 settembre.

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È stato così che un gruppo di ragazzi provenienti da Lombardia, Piemonte, Lazio, Abruzzo, Veneto, Friuli e Toscana, si è ritrovato ad incontrare i propri coetanei di Mosca e San Pietroburgo, ma anche di Jaroslavl’, di Sochi o di Astrakhan! Chi era studente di Relazioni Internazionali, chi semplicemente appassionato di politica, di cultura, di Russia o, viceversa, di Italia; chi era attivista delle associazioni giovanili e chi invece era già lavoratore, nell’ambito degli scambi culturali o delle politiche umanitarie: la varietà non è mancata, e si è dimostrata una vera ricchezza!

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Per il forum, organizzato dal Consiglio Nazionale Russo della Gioventù, sono stati previsti tre giorni di incontri: un pomeriggio per rompere il ghiaccio e andare al di là delle barriere linguistiche (non era necessario, infatti, saper parlare russo o italiano per partecipare), una prima giornata di discussioni comuni e dibattiti liberi tra studenti e giovani lavoratori, oppure con interventi esterni, ed infine una seconda giornata di vera e propria realizzazione di progetti comuni, per la creazione di un ponte, forse piccolo ma reale, tra i due Paesi.

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Dopo le prime chiacchiere, guidati dai supergiovani organizzatori Lukjana, Anastasia e Aleksandr (gli ultimi due di soli 21 anni!), e dopo la prima cena tutti insieme, ci si è messi al lavoro nelle aule delle università MGIMO e MGU. Da entrambe le parti si è vista tantissima curiosità, ma anche tantissima competenza, e tantissima voglia di realizzare le idee comuni. Sono state numerose, naturalmente, le proposte per la realizzazione di nuovi scambi di studio e culturali (la Russia è appena entrata a far parte del programma Erasmus, ma sono ancora pochissime le università italiane che la annoverano tra le mete, mentre per i giovani russi è economicamente proibitivo venire nel Belpaese). Non si è parlato però solo di cultura: un gruppo di partecipanti, infatti, ha steso un vero e proprio piano di battaglia per la nascita di un parlamento giovanile italo-russo, sulla base di quello russo-tedesco già esistente.

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L’entusiasmo, insomma, non è mancato, anche se gli organizzatori confessano che in Italia hanno fatto fatica a trovare partecipanti, forse perché la comunicazione e la collaborazione tra gli enti e le associazioni dei nostri due Paesi è ancora troppo scarsa. Ma chi è arrivato a Mosca ne è rimasto entusiasta su tutti i fronti: Jessica, Giuseppe e Susanna, venuti da soli dall’Italia senza aver mai messo piede su suolo russo in passato, hanno scoperto in quei tre giorni che il feeling coi giovani russi è immediato anche quando il vocabolario comune si ferma a “spasibo!” e, naturalmente, sono stati conquistati dalla monumentalità della capitale (specialmente durante una gita notturna in barca, organizzata per i partecipanti al forum). Jessica ci ha preso particolarmente gusto: in procinto di tornare a casa in Italia, si è voluta avventurare da sola pure tra le bancarelle dei mercati Izmailovo e Danilovskij, fuori dalle mete più battute dai turisti, per scoprire un po’ di “vera Russia”! Alla fine è tornata a Gorizia dopo aver strappato, spiegandosi a gesti, uno sconto sul caviale e sul colbacco…ma, soprattutto, da brava studentessa di Relazioni Internazionali, con un mare di idee in testa per future iniziative, e una curiosità che -ci dice- quasi sicuramente la riporterà in Russia molto presto.

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