Come si friggono le patate

patatefritte
Come si friggono le patate?
A casa mia è un dilemma. A. continua testardamente a mettere le patate tagliate nell’olio freddo, o ad aggiungere l’olio freddo sulle patate, e ad accendere il fuoco soltanto dopo, mentre io continuo, incredula, a far fare prima l’olio caldo e a esigere che, almeno una volta, si faccia secondo la mia ricetta, che fu quella di mia madre e quella di mia nonna, cioè mettere le patate soltanto dopo.
Ieri sera si è arrivati al limite. Dopo aver chiuso tante volte un’occhio sulla frittura di patate di A., perché tanto nella pancia si mischia tutto comunque, mi sono sentita tanto offesa dalla sua convinzione di fare COME E’ GIUSTO, come IN RUSSIA FANNO TUTTI, che con veemenza ho cominciato a difendere la mia causa, gli ho tolto la padella di mano e ho cominciato a tirare fuori tutte le patate, facendone anche cadere molte per terra.
– Questa è la ricetta di mia madre! Posso una volta cucinare come mi ha insegnato mia madre?
– Ma tu sei una persona libera, vieni da un paese democratico, non puoi fare le patate come vuoi farle tu?
– Io le VOGLIO fare come le faccio io, come le fa mia madre, e smettila di uscirtene con sofismi politici, che cacchio c’entra la libertà e la democrazia?
– Ma sono solo patate!
– Appunto, allora perché non possiamo semplicemente fare come ti ho detto io?
– Ok, se io fossi a casa di tua madre, friggerei le patate secondo la sua ricetta, per rispetto.
– Mi fa piacere, e per rispetto verso di me non puoi friggere le patate secondo la mia ricetta, che è la ricetta di mia madre?
– E’ diverso, tu capisci che puoi sbagliarti e che si deve fare in un altro modo.
– Ma io non mi sbaglio!!!
– Cos’è, vuoi controllare su internet?
– Sì, controlliamo su internet!
– Ah ah, vuole davvero controllare su internet! Va a prendere il computer… Comunque cerchi una volta tu e una volta io, per verificare che il risultato non sia di partito preso.
Le cose sono andate così: io ho acceso il computer, sono stata distratta dalla realtà del problema (friggere le patate) e mi sono messa a friggere a modo mio; nel frattempo lui è stato distratto dalla sua questione di principio e si è seduto al computer e si è perfino dimenticato di aiutarmi a versare la mole di patate che aveva tagliato nella padella, perché non mi schizzassi.
La ricerca su yandex.ru, poi su ozon.ru la lettura: le patate vanno tagliate a listelli non troppo sottili, ma non troppo spessi …
In questi momenti io non so se ridere per il brio che quest’uomo porta nella mia vita, o se piangere perché è tutto vero: e io al primo appuntamento ho identificato quest’uomo come intelligente.
Lui arriva alla fine dell’articolo e, con un filo di voce, mi fa: “Uffa e comunque hai vinto tu: qui dice che bisogna prima scaldare l’olio.”
– Hai visto? – gli dico.
– Sì, ma non dice perché.
– Perché? (Ecco, questa è la domanda difficile) Perché … perché le patate friggano e la parte esterna si faccia dorata e croccante bisogna immergerle nell’olio che già scotta, altrimenti le patate cominciano ad assorbire l’olio prima di friggere e si spappolano.
Lo confesso, ho inventato, come facevo spesso alle interrogazioni a scuola. E spesso ci azzeccavo.
– Sì, ma LUI non dice perché. LUI prepara la kartoshka-fri, non la zharennaja kartoshka!
E qui, siccome sono una linguista e sono professionalmente deformata, mi si risvegliano l’intelletto, la curiositas, e abbasso le armi. Eureka.
– Perché per te sono due cose diverse!!!
– Certo che sono due cose diverse!
– E in cosa sono cose diverse?
– La kartoshka-fri è la kartoshka-fri e la zharennaja kartoshka è la zharennaja kartoshka.
Fare indagini linguistiche con A. è sempre estremamente difficile. Sembra ragionare accantonando in un angolo remoto della testa il fatto che i prodotti della lingua non sono ovvietà, ma fantasmi in trasformazione e questioni sempre aperte. Certe volte parlare con lui è come rileggere i capitoli di semiotica in cui si parla del primo Wittgenstein. Se Come stai? fosse uguale a Come stai? allora non si spiegherebbe perché la maggior parte degli anglofoni, dopo questa domanda, vanno via senza ascoltare la risposta.
Cerco di essere diplomatica e adotto la tattica consigliata dagli psicologi: parla di te, di “io”; non dire “tu”.
– In italiano io dico patate fritte patatine fritte. C’è un solo tipo di patate fritte. Si fanno così.
– In russo la kartoshka-fri si fa nell’olio caldo, normalmente in un mare di olio, mentre la zharennaja kartoshka si fa come ti dico io.
– Ah! Quindi la kartoshka-fri è solo quella che vendono al ristorante, mentre quella zharennaja è quella che fai a casa?
– Sì.
– In italiano si chiamano patate fritte tutte e due, e comunque anche a casa, anche se non riescono come al ristorante perché non hai la friggitrice, si fa prima scaldare l’olio.
No, che sto dicendo. Mi correggo.
– Ah! Ma allora significa che non bisogna tradurre zharennaja (fritta) kartoshka (patata)! Per te zharennaja kartoshka significa patata stufata. Vero? Tuscionnaja?
– Sì, – risponde A., esitante, e aggrotta le sopracciglia. Come si può vivere tutta la vita credendo di sapere come si chiamano i tipi di preparazione delle patate, e poi incontri un linguista, ed è finita. Bisogna rimediare:
– Guarda, – spiega A. – in Russia esistono le patate fritte, stufate, bollite, al forno e con il ripieno.
E lì la questione comincia lentamente a morire. Mi è sufficiente sapere, ed esultare:
– E’ solo che non ci capivamo! Parlavamo di due tipi di patate diverse!!!
Ma lui: “Sì, ma io le volevo zharennye, non fri.
E alla fine, ho comunque fatto l’uomo scontento. Che poi lui all’inizio non le voleva nemmeno le patate.
Stamattina accendo il computer e trovo le pagine di ieri, con la descrizione del procedimento di frittura, e anche un video. Sarà che A. ha un particolare idioletto in famiglia, e solo a casa sua sono abituati a chiamare la patate in modo diverso? Perché anche in questo video, dal canale Cucina per Lui, salvo aggiungere le cipolle alla fine, il tipo fa scaldare l’olio prima di zharit’ le patate. Mistero. Toccherà domandare a mia suocera.

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