La Santissima Trinità

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Santissima Trinità, Andrej Rublev, 1410, Galleria Tretjakovsky

[1]In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
[2]Egli era in principio presso Dio:
[3]tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste.
[4]In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
[5]la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta.
(Vangelo secondo Giovanni, Prologo)
Il 4 Novembre in Russia è la festa dell’Unità Nazionale, per questo lunedì e martedì non ho lavorato, ma sono andata a Kostromà, una delle città dell’anello d’oro (tra le quali ci sono anche Suzdal’ e Vladimir, e Jaroslavl), insieme a due mie ex colleghe e compagne di avventure. Per questo, non posso parlarvi delle marce, anche un po’ patetiche, tra il nazionalista, il grottesco e il patriottico, che si sono tenute ieri a Mosca, anche se A., mentre passeggiavo a Kostromà, ha litigato con uno per strada, siccome questo sosteneva che la Russia è una colonia americana, e invece A. gli ha risposto che il problema non sta fuori, ma dentro, e allora questo qui si è messo a urlare che nell’organizzazione statale per la quale lavora A. si nascondono infiltrati della “quinta colonna”… ma questa è un’altra storia.
Kostromà, in confronto a Suzdal e Jaroslavl, non è niente di che: ci è piaciuto molto, però, il monastero Ipatevsky, nel quale ho trovato delle copie dell’icona di Sant’Andrej Rublev (1370 circa – 1428; e si legge Rubljòf) che vedete in questo post. Probabilmente l’avevo già vista, ma non avendo mai letto la didascalia, non ci avevo mai fatto caso: si intitola La Santissima Trinità. I tre angeli, con lo stesso identico viso, rappresentano il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Possiamo distinguerli, anche se sono la stessa persona, grazie a i simboli che stanno dietro di loro: dietro al Padre, la casa; dietro al Figlio, l’albero; dietro allo Spirito Santo, la montagna. In particolare, il Padre è l’unico dei tre che non china la testa: sono gli altri due a chinare la testa verso di lui. L’idea è fenomenale. L’unica difficoltà è stata spiegarla ad A., ovvero Ivan, ovvero Andrej, personaggio che spesso compare nei miei post, e che nonostante porti il nome del santo creatore dell’icona, non ha ricevuto un’educazione religiosa e salvo varie nozioni prese chissà dove, magari in famiglia, magari per strada, non ha idea di cosa sia la Trinità: “Ne ho sentito parlare, chi sono i personaggi?”
Quando gli ho spiegato che uno dei fondamenti filosofici della religione cristiana (cattolica, ortodossa, ecc.) è l’unicità e allo stesso tempo la trinità di Dio, si è aperto un mondo. Il Padre è la casa da cui tutto ha origine, il Figlio è l’albero, allo stesso tempo la semina e la raccolta dei frutti, lo Spirito è la montagna, indica la salita dell’uomo e la discesa di Dio, e ricorda la montagna sulla quale Mosé ricevette le leggi, quella dalla quale Gesù pronunciò le beatitudini, il Golgota, sul quale Gesù morì.
– E allora la vergine Maria chi è?
– E’ la madre.
– E non c’è nella Trinità?
– No, lei non è una cosa sola con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; lei è la mamma di Cristo.
– Allora è una figura marginale?
– No, è importantissima, ma non è Dio; è donna, mette al mondo Dio, ma non è Dio.
– Dovrebbe stare nella Trinità. Bisognerebbe introdurre una quarta persona.
E io poi, pensavo. Pensavo, da linguista, da insegnante, e siccome ultimamente sono ossessionata dalla gente che non sa concordare verbo e soggetto, al prologo del Vangelo secondo Giovanni. Il verbo era presso Dio, nella casa; la casa, le origini, sono il nostro predicato. Il soggetto dipende dal verbo e il verbo dipende dal soggetto, e quando il verbo è “essere” ed è copula, anche l'”oggetto”, che non è un oggetto né diretto né indiretto, ma è “parte nominale” fa parte del verbo. Il verbo è presso Dio, e Dio E’ il verbo.
La Trinità è diventato un concetto difficile con l’età contemporanea. A volte ho la sensazione che l’elevata quantità di astrazione che ci viene fornita dalla tecnica, grazie alla quale, per esempio, riusciamo a compiere processi come mandare un messaggio istantaneo all’altro capo del mondo senza doverci impegnare troppo a sapere come tutto questo è possibile, sia diventato un impedimento quando si tratta di coltivare la capacità di astrazione, quella che richiede lentezza, ozio, meditazione. La Trinità dipinta da Rublev è un concetto evidente, non richiede troppe spiegazioni. Il divino e l’umano sono fusi, la trascendenza e l’immanenza non sono in conflitto. C’è armonia tra il lavoro dell’uomo, quello della natura, e il mistero, motore della fede e della scienza, entrambi strumenti di ricerca dell’umanità.
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Cattedrale della Resurrezione

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Piazza Sovietskaja

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Il Volga

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A destra, Lenin. A Kostromà, l’abbiamo trovato nella strana posizione del giocatore di bocce: bacino proteso in avanti e braccio disteso con l’interno verso l’alto: più che indicare o imporre la parola come un Cristo, se visto di lato pare che mandi tutti a quel paese, se visto di faccia dal basso, pare che faccia il saluto fascista.

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La posta di Snegurochka. Kostromà è la città di Ostrovskij, lo scrittore che ha inventato Snegurochka.

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Il fiume Kostromà

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Il monastero Ipatevsky

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Il viaggio in Platzkart. Da Mosca, stazione Jaroskavskij (metro Komsomolskaja) 6 ore e 30.

Le mie compagne di viaggio mi hanno invogliato a fare due recensioni.
Il ristorante SamOvar. Non ci andate. Ci hanno servito tutti i piatti separatamente e una di noi ha dovuto aspettare un’ora intera una cotoletta con le patate, dopodiché abbiamo deciso di lamentarci, chiedere il conto solo per chi aveva già mangiato, e andare via.
L’albergo Troja. Vicino alla stazione, circondato da un orribile paesaggio di baracconi e decorato con figure dei personaggi dell’Iliade, offre la colazione inclusa, e se è esclusa costa solo 100 rubli. A colazione servono zapekanka, insalata, macedonia, cereali, kasha, brodo di pollo, latte, succo, caffé, torta. Ci è piaciuto tutto. Abbiamo dormito in tre in una suite enorme a soli 3500 rubli (circa 70 euro): c’erano l’asciugacapelli, gli spazzolini e il dentifricio, le ciabatte e perfino i pettini monouso!!!

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