Bambini russi su Conchita Wurst

conchita_wurst_orf_06_orf_by_thomas_ramstorfer
Assegno ai miei studenti un compito: abbiamo studiato l’India e i suoi problemi, allora chiedo loro di scrivere poche frasi, due cose belle della Russia e due grossi problemi. Subito gli viene voglia di fare una pausa.
– Sydney… lei ha visto chi ha visto l’Eurovision?
– Sì. Conchita Wurst.
– E che ne pensa?
– E’ una bella canzone, e ha una bella voce. Ti è piaciuta la canzone?
– Sì, è molto bella, però non lo so.
– Non ti piace Conchita Wurst?
– E’ strana. Una donna con la barba. Non è nemmeno strana, è pazza. Io non posso capire. Secondo me lei non è una brava persona.
– Perché? Perché ha la barba?
– No. Non lo so spiegare.
Segue un’analisi approfondita del mio studente (11 anni, esperto di teatro e spettacolo) sulla questione del cambiamento di sesso, dei problemi ormonali relativi ad esso, sulla vita privata di Conchita Wurst, sul significato del suo nome d’arte, sul legame tra la sessualità mostrata pubblicamente e il consenso ricevuto aldilà della bellezza della canzone. “Ma lo sa che Wurst in tedesco significa salsiccia?!” Un’analisi che dimostra conoscenza dei fatti, maturità nella ricerca degli strumenti critici e un lessico nella lingua madre molto ricco, oltre al fatto che lui sa spiegare eccome. Vorrei che un giorno mi dicesse queste cose in inglese. Lo ascolto, mi limito a fargli domande incoraggianti, tipo: “Anche io sono rimasta un po’ turbata da questa storia, mi interessa molto sapere cosa ne pensa la gente”; “Perché pensi questo e non quest’altro?” Cerco di non espormi troppo per non diventare una propagandista, cerco di lasciarli parlare.
– Secondo me l’ha fatto per dimostrare che le persone hanno un valore per quello che si portano nell’anima, non per la loro forma esteriore. Per esempio puoi essere una bellissima donna ed essere molto cattiva, o essere brutta ed essere molto buona.
– E’ un pensiero molto bello. E secondo te ci è riuscita, a dimostrare che la sostanza è più importante della forma?
– Non lo so…
– Voglio dire, se ha dovuto usare la sua immagine per dimostrare che la sostanza è più importante, è vero che la sostanza è più importante?
– Prof, quando lui era un ragazzo senza la barba e senza i capelli lunghi e senza trucco, nessuno lo calcolava. Ha cominciato a fare successo quando ha cominciato a mostrarsi così. Per me è una pazzia. Queste persone sono… malate. E’ la natura che le ha fatte così. Noi le dobbiamo lasciare stare.
La cosa che mi sorprende è che per la prima volta sento nello stesso discorso l’argomento della natura e quello della malattia mentale. E la conclusione: le dobbiamo lasciare stare, le dobbiamo lasciare vivere a modo loro, perché non le possiamo capire e non possiamo capire perché la natura le ha fatte così contrarie alle nostre norme sociali.
Una mostruosità? Non lo so. Sono bambini intelligenti. Sono genuinamente volgari, a volte, ma hanno un forte spirito di amicizia e tolleranza. Però sono candidi, non sono come quei bambini dei video di youtube, che a 6 anni parlano dell’amore come gli adulti.
Saranno figli della propaganda russa? o saranno i bambini occidentali figli della propaganda liberaldemocratica?
Cosa ha a che fare una donna con la barba con della buona musica? o con l’omosessualità? o con la libertà di espressione?
I miei bambini hanno il dubbio che le due cose siano connesse secondo un meccanismo malato.
Anche una mia studentessa adulta, ieri, asseriva che secondo lei questo è il segnale che in Europa c’è un problema con il significato ultimo della libertà.
Non me la sento di dar loro torto. Né mi verrebbe mai in mente di smontare i dubbi dei miei bambini, che raccontano la loro apertura verso il mondo e lo stato di salute della loro autonomia di pensiero.
Una canzone e una voce belle non avevano bisogno di una donna con la barba per vincere.
Certo, se il governo russo commentasse di meno, non creerebbe tanti altri motivi ai quali l’Occidente si può aggrappare per denigrare la Russia. Lì entra in gioco il confine tra la diplomazia e la libertà di espressione.

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