Vieni a ballare in Russia (fiera dell'assurdo)

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Alla mia sinistra potete notare Albano…
Ho scritto questa mini-parodia quando, nella primavera del 2012, ho ricevuto la notizia che sarei venuta a lavorare in Russia.
Vieni a ballare in Russia, Russia, Russia,
il miglior posto in cui si stia, si stia, si stia,
tieni la testa alta quando passi vicino al Cremlin,
può darsi che si stacchi e venga giù un pezzettin.
 
Mi cantava di nuovo in testa oggi, questa strofa, mentre pensavo a tutte le bufale che sento dire dalla gente sul paese in cui vivo.
Perché, assodato che sì, in Russia non esiste la libertà di parola, il sistema democratico non funziona bene, e un mare di altre questioni, veramente molte persone mi fanno domande o mi dicono cose che mi fanno cadere le braccia.
Mi sembra che l’originale della canzone da cui ho fatto la miniparodia sia abbastanza per riflettere sul fatto che anche in Italia c’è molta “Russia”, e che forse sarebbe il caso di guardare in uno specchio questo dipinto degli orrori realizzato da anni e anni di meticolosa guerra mediatica – perché non ci credo che se ai redattori russi dicono che parole usare, a nessuno a ovest del muro di Berlino impongano mai nulla.
Oggi parlavo di questo con una giornalista di Novye Vesti, che scrive da impiegata usando le parole che le dicono di usare e dice apertamente di non essere d’accordo col modo in cui scrive. Le dicevo che secondo me è bellissima la libertà di parola di chi è libero di constatare e di raccontare che la libertà di parola nel suo paese non esiste, e che a volte mi fa impressione la convinzione occidentale di avere più democrazia e più libertà di parola che in altri paesi, come la Russia, per esempio. Insomma, che questa convinzione può portare alla cecità. Mi diceva che è fico quello che faccio col blog; che qualcuno possa conoscere la Russia vista da due occhi di persona e non dal filtro dei mass media.
Così stasera ho pensato di raccogliere varie assurdità che mi hanno detto finora persone che hanno voluto parlare con me della Russia, spesso senza esserci mai state, e di dire loro: ragazzi, la Russia non è mica la “Patagonia”. Con tutto il rispetto per la Patagonia, che qui è usata in senso figurato, come “paese ignoto nel quale non c’è nulla”.
Cominciamo – e forse non finiamo.
“Senti, cerco un obiettivo Zenitar degli anni ’70…” “Bene. Sai dove si può trovare?” “Mah, mercatini, cose… Non so se in Russia ci sono i mercatini…”
No, infatti. In Russia la proprietà privata è stata abolita al punto che i mercatini non esistono più. I souvenir per i parenti me li procuro da un contrabbandiere di fiducia che si presenta a casa mia con la scorta e l’assaggiatore.
“Senti, cerco il tale libro… in Russia è stato pubblicato?”
Ovviamente no! Vuoi mai che pubblichino un libro in Russia? Come ti viene in mente? Qui non pubblicano niente dal 1917!
“Ma le hai lette le notizie? Ché forse dalla Russia non le puoi leggere”.
No. Io le notizie non le leggo mai. La Rai, la BBC, la CNN, non so cosa siano. La stampa indipendente russa, figuriamoci. Io leggo solo la Pravda.
“Se sei lesbica in Russia magari in segreto puoi fare quello che vuoi… Ma se ti vedono per strada anche solo darti la mano, vedi che succede…”
Vero. Te la tagliano la mano. In Russia una rigorosa legge omofoba impone di dare la mano solo agli uomini. Non sia mai la dai a una donna, ti sparano nuda sul patibolo in Piazza Rossa.
“Pensala come vuoi, io te l’ho detto, che succede in Russia…”
E io te lo dico, che succede in Russia. Proprio ieri mi volevano arrestare perché camminavo a braccetto con la mia amica. Delle due donne – o un uomo e una donna poco distinguibili – che si facevano la gastroscopia in metropolitana con un poliziotto cinque metri più in là, non voglio nemmeno parlare. Immagino che le abbiano mandate ai lavori forzati.
“Sì, vabbè, anche noi abbiamo i nostri problemi… ma mai come in Russia, dai”.
Hai ragione. In Russia hanno molti più problemi. Qui ci sono i secoli bui. Qui gli uomini sono maschilisti, le donne prostitute, c’è la corruzione, la gente è passiva, il parlamento pieno di clown, non esiste l’opposizione… In Europa e specialmente in Italia, la situazione è molto migliore.
“La Russia è un paese con la censura.”
Oddio, menomale che me l’hai detto. Non lo sapevo. Come potevo saperlo, essendo nata in un paese in cui la censura non esiste affatto?
“Ma i russi che si mangiano?”
Ma che domande! I bambini. Lo sanno anche i muri che i russi mangiano i bambini. A colazione inzuppati nel latte, a pranzo fritti e la sera alla brace, per mantenersi leggeri.
“Ma tu abiti vicino al Cremlino?”
Il mio balcone sta dirimpetto a quello di Putin. Quando stendo i panni allungo il braccio e gli offro una tazzulella di caffè.
 
Invito gli stranieri in Russia o in altri paesi a commentare scrivendo tutte le assurdità che sentono dire sul paese in cui si trovano. Sono sicura che a me ne sfuggono moltissime.
E vi lascio con il saluto tipico russo:
Ha dà venì baffone!
 
 

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