Felice anno nuovo e Felice "vecchio anno nuovo"!

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la scritta dice “Elka nel Cremlino”

Un mio amico su Facebook ha scritto:
Реальная тема для Премьер-министра. Учитывая, то что зима началась 14 января, а на НГ снега не было, нужно перейти с Григорианского на Юлианский календарь. Опыт с переводом стрелок есть, дело за малым.
Traduco:
Una questione reale per il Primo Ministro. Considerato che l’inverno è cominciato il 14 gennaio, e che a Capodanno la neve non c’era, bisognerebbe passare dal calendario Gregoriano a quello Giuliano. L’esperienza di spostare le lancette c’è già stata, è una cosa da poco.
Per capire bene la battuta, dovete sapere due cose: una, alla quale ho già accennato nel post La scomparsa della blogger e i misteri del proxy, e cioè la chiesa ortodossa adotta ancora il calendario giuliano, che storicamente precede quello gregoriano in uso nella maggior parte delle civiltà occidentali; e un’altra, cioè che tra Russia e Italia ci sono due ore di fuso in estate e tre in inverno, perché alcuni anni fa qui è stata abolita l’ora legale.

In realtà, ancora un’altra vi può essere d’aiuto: i russi festeggiano ancora Staryj Novyj God, il Vecchio Capodanno, che capita il 13 gennaio. Immaginatevi quindi le festività russe vissute da un’italiana:
24 dicembre, Vigilia – un qualsiasi giorno feriale
25 dicembre, Natale – un qualsiasi giorno feriale
26 dicembre, Santo Stefano – un qualsiasi giorno feriale
31 dicembre, Vigilia di Capodanno – Vigilia di Capodanno
1 gennaio, Capodanno – Capodanno
6 gennaio, la Befana – Vigilia di Natale, ovvero un qualsiasi giorno feriale
7 gennaio, un qualsiasi giorno feriale – Natale, ovvero un qualsiasi giorno feriale, ma celebrato
13 gennaio, un qualsiasi giorno feriale – Vecchio Capodanno
Il calendario giuliano ha tutti i giorni spostati 12 giorni in avanti. Anche la Pasqua ortodossa non sempre capita insieme alla Pasqua cattolica, in quanto anche l’equinozio di primavera, considerato una questione simbolica piuttosto che un variabile dato astronomico, viene calcolato dalla Chiesa Ortodossa in base al calendario giuliano, e quindi capita non il 21 marzo, ma il 2 aprile. Se considerate che nel cristianesimo la data della Pasqua è la prima domenica dopo il primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera, immaginate di quanto possa variare questa data se l’equinozio viene posticipato di 12 giorni, e immaginate anche quanto non coincidano, per quanto possano coincidere a livello concettuale, il Carnevale e la Màslenitsa, festa folcloristica che dura una settimana e che pure annuncia l’arrivo della primavera e l’inizio della quaresima.
Una Màslenitsa è una "ragazza di burro", quindi è anche un pupazzo al quale viene dato fuoco alla fine dei festeggiamenti, per dire addio ai "grassi"
Una Màslenitsa è una “ragazza di burro”, quindi è anche un pupazzo al quale viene dato fuoco alla fine dei festeggiamenti, per dire addio ai “grassi”

Adesso immaginate che alla TV il 13 gennaio diano programmi in cui c’è ancora l’albero di Natale (qui, abete di Capodanno) e che il 16 gennaio ci siano ancora cartomanti, chiromanti e maghi vari alla TV, che spiegano come preparare talismani da vere fattucchiere per incantare uomini o attirare i guadagni. I russi hanno due capodanni e quest’anno la neve vera, con le temperature vicine ai meno 10, è arrivata soltanto il 14, molto tardi rispetto al previsto. Se si scioglierà a metà aprile come l’anno scorso, si potrà dire che quest’inverno sia stato veramente breve, e me lo auguro.
Quest’anno ho festeggiato il Capodanno alla russa, ma l’8 gennaio, l’ultimo giorno della Elka (si legge jolka). La Elka è uno spettacolo per bambini offerto in occasione di Capodanno (quello nuovo), in cui i bambini ricevono in regalo dolciumi e incontrano Nonno Gelo (il nostro Babbo Natale). Io ho avuto l’occasione di vedere la Elka con un biglietto per bambini nel palazzo del Cremlino, nel giorno in cui è stato invitato per fare il suo discorso davanti alle televisioni anche il Patriarca Kirill, che ha raccomandato ai bambini di non dimenticare che il giorno prima è stato Natale e che Natale non è solo regali e caramelle, ma un momento per ricordarsi della nascita di Cristo e di crescere nell’amore e nell’altruismo. Sì, qualcuno accanto a me mi ha dato una gomitata e ha detto: “Con tutti i soldi che guadagna…”
Il discorso del Patriarca era preceduto da canti natalizi popolari.

Lo spettacolo era una fiaba moderna, in cui la tigre, il coniglio e l’orso bianco, le mascotte delle Olimpiadi di Sochi 2014, chiedono al Ivanushka, classico personaggio delle fiabe, e ai bambini, di trovare una penna dell’uccello di fuoco (zharptitsa, in russo), perché li accompagni durante le Olimpiadi. Trovare l’uccello di fuoco è una cosa molto complicata e soprattutto riuscire a strappargli una penna, è considerata un’alta missione.
Alla fine dello spettacolo tutti i bambini, e quindi anche io, hanno ricevuto un regalo bellissimo: un cofanetto di latta colorata con su disegnato il Cremlino e all’interno tante caramelle… Quelle che vedete che sembrano delle Rossana scritte in cirillico, come mi ha detto un’amica, in realtà dovrebbero essere cioccolatini prodotti dalla fabbrica Babaevskij di fronte a casa mia. Io non lo so, perché per motivi di salute non ho ancora potuto provarli!
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Per ultimo allego un video dei giochi di intrattenimento che hanno preceduto la Elka. I bambini russi sono disciplinatissimi, se si considera che la maggior parte di loro sono stati lasciati dai genitori all’entrata di Kutaf’ja Bashnja e sono rimasti da soli con i soli animatori fino alla fine dello spettacolo.
 

Felice anno nuovo e felice “vecchio anno nuovo”!

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