Non lo faccio più

cosmopolitan-4-aprel-2013
Nelle riviste femminili spesso scrivono: “L’uomo è anche una persona”. Lo dicono proprio con queste parole. Finalmente la verità?
Provo a tradurre le parti più divertenti di un articolo trovato sul Cosmopolitan di questo mese – racconto l’acquisto di questo Cosmopolitan qui http://unitalianainrussia.wordpress.com/2013/04/05/cosmopolitan/
NON LO FACCIO PIU’
Questo è il mio ultimo articolo sulle relazioni. Almeno, su quelle tra uomo e donna. Sulle relazioni con le amiche, con se stesse e con oggetti inanimati, per carità. Ma con le romanticherie ho chiuso. L’amore non si può insegnare. L’amore, ahimé, è assolutamente inimparabile.
Tolgo il pane a Tanja Marshak e a Maria Kovaleva e mi metto a scrivere di cibo. Tolgo i gadget a Ruslan Shebukov e comincio a tenere una rubrica di tecnica. Privo Anton Losenko della macchina, proibisco a Olga Karpova di ascoltare la musica, e a Sergej Stepanov di guardare film. (…) Scriverò bellissime recensioni sui film. Tipo: “Le prime inquadrature ricordano i lavori del primo Godard…” Il che significa, non avete visto Godard, cari spettatori?
Nel senso, alla fine io comincio ad avere autorità. Qualcuno grazie a me vedrà Godard, qualcuno ascolterà Paul Banks, qualcuno farà i biscotti con l’uva passa. Ma gli articoli sull’amore non hanno senso. Se uno vuole fare i biscotti, prende la ricetta e mette: 175 g. di burro, 175 g. di zucchero, 2 uova ecc. Non gli piace l’uvetta, non ce la mette. Punto! Se uno vuole essere felice in un rapporto, prende l’articolo, lo legge, accetta i consigli e… fa tutto il contrario. (…)
Prove? Quante ne volete. Per esempio, devo scrivere un articolo su come andare a casa di qualcuno. Non vi dirò: “All’entrata non date l’ombrello in testa alla padrona di casa. A tavola cercate di non mettervi le dita nel naso, e trattenetevi dall’attaccare le caccole sulla testa dell’ospite a destra.  Uscendo, mettete al loro posto i cucchiai d’argento…”
Nelle riviste di cucina non si scrive: ” Prima di cucinare, comprate da mangiare”. (…)
E solo gli articoli sull’amore li capiamo sempre. Ci comportiamo come cretini innamorati. Facciamo domande alle quali abbiamo trovato già da molto tempo le risposte, e di volta in volta continuiamo a rubare a noi stessi i cucchiai d’argento.
Si possono leggere gli sms del partner?
Si può andare a letto col marito di un’altra?
Usciamo per la terza volta, ma non voglio fare sesso. Che faccio?
Non abbiamo niente di cui parlare, ma io me lo voglio sposare. Che faccio?
Sono gelosa del suo lavoro, dei suoi amici, del cane, della macchina e di Olivia Wild, ne ho il diritto?
Ha detto che lascia la moglie, è vero?
Mi picchia – mi ama?
Beve – mi ama?
Mi telefona sbronzo – mi ama?
(…)
E’ per prendere ispirazione che leggiamo gli articoli delle riviste. Per esempio, la rubrica di Antonina Kozlova sulla stupidità della gelosia. Ma certo, è stupida la gelosia, pensiamo. Eureka! Torna a casa mio marito, e io improvvisamente non comincio nemmeno a fare la gelosa. Dimostro comprensione, ascolto, domando, come va, dò un consiglio, divento sua amica, e non una sirena che comincia a strillare non appena varca la soglia. Nelle riviste femminili spesso scrivono: “L’uomo è anche una persona”. Lo dicono proprio con queste parole. Finalmente la verità?
Ed ecco che rientra mio marito. Non alle 8, come aveva detto, ma alle 10. E dice, che si è trattenuto al lavoro. Da solo? No, tutto l’ufficio è rimasto a sistemare il maket. Tutto l’ufficio? E quindi anche Ira è rimasta? Che significa “Anche Ira è una persona?”?! E’ l’uomo che è anche una persona, mentre Ira è la tua… Insomma, questa volta non ti è riuscito essergli amica.
L’effetto dell’articolo sulle relazioni finisce prima che la carrozza si sia trasformata in zucca. Sono alimenti a breve scadenza, questi articoli sull’amore. Peggio del latte nelle buste. (…)
(…) alcune domande (dei lettori) mi mettono in difficoltà. Mi sembra veramente che la risposta sia spaventosamente evidente.  Allora perché uno fa la domanda? Ha paura della verità? Non la vuole conoscere? La vuole sentire da qualcun altro?
“Antonina, salve! Ci siano conosciuti in un pub, siamo andati da lui, abbiamo fatto sesso. La mattina non mi ha nemmeno riaccompagnata, ma ha detto che avrebbe chiamato. Aspetto, aspetto, e non chiama. Penso di essermi innamorata. Che devo fare?”
“Tonja, ho appena fatto la proposta a Masha. Ho montato un film su di lei, ho affittato la sala, e mentre mandavano il film e dal soffitto scendeva una pioggia di rose, ho tirato fuori dalla tasca la scatoletta con l’anello e le ho chiesto di diventare mia moglie. E lei ha detto: “Ci devo pensare”. Cosa cavolo significa?”
“La prima volta che ho tradito mio marito è stato durante la luna di miele, con l’animatore. Mi sono innamorata perdutamente del suo amico (dal contesto non si capisce dell’amico di chi, esattamente. Può essere che l’animatore avesse un amico.) Mi sembra che nella nostra famiglia manchi la fiducia”.
“Abbiamo litigato e ho gettato il suo notebook dalla finestra. Lui si è offeso ed è andato da sua madre. E non richiama! Penso che la madre lo stia mettendo contro di me!”
E perfino io so che, se rispondo a queste persone, le deludo tutte. O me le metto contro. No, non scriverò più di relazioni.
(…)
Si dice che l’età porti consiglio. Analizzi i consigli, trai le tue conclusioni, prendi le tue misure. Passi alle sigarette elettroniche, e poi rinunci del tutto alle cattive abitudini. Non sei più gelosa, non lo terrorizzi con telefonate ed sms, i suoi sms non li leggi e lasci tranquillamente il tuo telefono sul tavolo, perfino senza password. Non litigate per le sciocchezze, e sulle cose serie avete già da molto tempo cominciato a pensarla allo stesso modo. Vi capite con mezza parola e nonostante ciò non riuscite mai a smettere di parlare e ogni mattina a colazione trovate nuovi argomenti di conversazione. Avete gli stessi amici e gli stessi programmi per Capodanno e per le vacanze. Siete riusciti a conservare l’amore, non si è sgretolato sotto la pressione degli scandali, non si è spezzato per il tradimento, non è morto di noia. Grazie ad un miracolo, o grazie ai vostri sforzi. L’unico problema è che tua nipote ha trovato il tuo telefono e l’ha rotto. E hai sempre più spesso gli sbalzi di pressione, e a lui il cuore fa brutti scherzi. E a volte pensate: ecco che vivere adesso è semplicemente vivere. Che peccato aver sprecato tanti anni dietro a una scemenza. Vi mettete gli occhiali e leggete una rivista di giardinaggio. Lì non di può essere niente di dannoso.
Antonina Kozlova

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