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Sulla Tverskaja (nel 2012)

Primo giorno di lavoro, terzo a Mosca. Esco e decido: oggi vado in un posto. Chiedo a una collega: “Dove posso andare?” Lei mi dice: “Esci, gira a destra, trovi una strada grande. Si chiama Tverskaja. Vai sempre dritto e arrivi alla Piazza Rossa.” “E’ vicino?” le chiedo. “Sì,” mi risponde, “un’oretta, tipo.”

Lavoro a Belorusskaja e sulla linea verde da qui alla Piazza Rossa sono tre fermate, ma io non lo so ancora. Mi metto e vado.
Cammino, cammino, tutto intorno a me è grande e rumoroso, non si può attraversare la strada senza sottopassaggio perché la strada in realtà è una specie di autostrada che passa tra i negozi con le insegne ammucchiate le une sulle altre, le macchine sfrecciano tanto veloce che il mio obiettivo cattura solo delle strisce luminose di colore sul grigio antracite dell’asfalto.

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Vita nella provincia russa: versi sul passaporto italiano

Se la volta scorsa vi ho parlato delle mie prime avventure a Kirov, questa volta vi racconterò con maggior accuratezza cosa significhi la vita nella provincia russa da stranieri, ricollegandomi ad una celeberrima poesia del grande poeta sovietico V. V. Majakovskij che nel 1929 scriveva: “… Lo traggo dalle larghe brache, duplicato di un peso inestimabile. Leggete, invidiate, io sono un cittadino dell’Unione Sovietica”. (Stichi … Continue reading Vita nella provincia russa: versi sul passaporto italiano

Insalata russa o insalata Olivier? – crisi diplomatiche nelle famiglie italo-russe

Insalata russa o insalata Olivier? di quale team (anzi, dovrei dire komanda!) fate parte? Se pensate che siano la stessa cosa vi sbagliate di grosso e non azzardatevi a dirlo ad un russo: è come se a voi dicessero che i makarony-po-flotski siano uguali alle tagliatelle al ragù! La diatriba tra quale delle due insalate sia la migliore, nelle famiglie italo-russe genera delle vere e … Continue reading Insalata russa o insalata Olivier? – crisi diplomatiche nelle famiglie italo-russe

storia di natale russaliana

Una storia di Natale russaliana

Visto che le storie sono il nostro miglior prodotto, abbiamo pensato di farvi un regalo speciale: una storia di Natale russaliana. Per leggerla avete bisogno di una coperta morbida, di qualcosa di caldo da bere, delle luci soffuse e… di una montagna di fazzoletti perché possiamo assicurarvi che vi farà commuovere. A raccontarci la storia di Natale Russaliana di quest’anno è Silvia Falcone (se volete … Continue reading Una storia di Natale russaliana

Un buon “non Natale”

Il primo anno che vivevo a Mosca non sapevo che avrei lavorato anche il giorno della Vigilia e quello di Natale. “Certo che siamo aperti anche alla Vigilia e a Natale!” mi disse il capo. “In Russia non è Natale.” Non avrei avuto niente da ridire, non fosse che saremmo stati aperti anche per il Natale ortodosso, che cade il 7 gennaio e che normalmente … Continue reading Un buon “non Natale”

Sei sposata con un russo? inchiesta semi-seria sui mariti russi

Sono italiana e sono sposata con un ragazzo russo: siamo una delle rare (mica tanto eh, io ne conosco almeno altre quattro) coppie italo-russe al contrario, dove la moglie è italiana ed il marito è russo. Questo fatto genera, insieme al fatto che secondo molti io mi sia sposata presto (a 25 anni, non a 16, per la cronaca) genera sempre una grandissima curiosità, che … Continue reading Sei sposata con un russo? inchiesta semi-seria sui mariti russi

Il funerale di Lev Mikhailovich – parte 2 (pomìnki)

Il ristorante aveva l’insegna viola, le porte rosa, l’arredamento in diverse tonalità di barbie. Su un’insegna posta nel disimpegno, tra le due porte di ingresso che aiutano ad isolare il calore interno dal freddo in strada, si leggeva: “Matrimoni, feste di compleanno, feste corporative, veglie funebri.” Che in russo si chiamano pomìnki e si fanno il giorno dei funerali, il nono e il quarantesimo dopo … Continue reading Il funerale di Lev Mikhailovich – parte 2 (pomìnki)

Il funerale di Lev Mikhailovich – parte 1

Lev Mikhailovich morì da solo nel suo appartamento che puzzava di piscio di gatto e che, dopo che il suo cadavere se ne fu andato, smise di puzzare, anche se il gatto era ancora lì, con le guance gonfie per l’edema e l’occhio deformato da una zuffa, a riscaldare il letto del padrone. Lo trovò il figlio, quando andò a trovarlo dopo il lavoro. Lev … Continue reading Il funerale di Lev Mikhailovich – parte 1

cucina russa - piatti tipici

Cucina russa: mangiamo i ricci!

Le feste di Natale si sa, a tutte le latitudini, sono l’occasione per vedere amici e parenti. Quale occasione migliore per presentare la propria fidanzata italiana a tutta la famiglia? Questo credo sia più o meno quello che deve aver pensato il mio attuale marito, quando ha deciso di invitarmi ai festeggiamenti del Natale Ortodosso a casa di sua nonna.

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Natasha consiglia ancora

La Natasha di questo racconto non si chiama Natasha, ma Irina. Irina è un’amica russa che è venuta a trovarmi in Italia, ma solo quando è arrivata in Italia ho capito quanto è russa.

Irina ha dolci occhi azzurri, il fisico da yogi e lunghi capelli ricci. Nessuno si accorge nemmeno che è russa, ma lo è. Molto.

Per esempio, una sera, dopo la festa del paese, torniamo a casa a mezzanotte, distrutte. Io mi metto sdravaccata sul divano a contemplare Alberto Angela o chiunque faccia le sue veci a quell’ora, e lei esce dalla stanza in vestaglietta, proponendo: “Ci facciamo la maschera insieme?” Continue reading “Natasha consiglia ancora”

Le città sul Volga – Togliatti

Tol’jatti, Togliattigrad per noi italiani (prima Stavropol na Volghie) è la città che sin dall’inizio di questo viaggio mi interessa più di tutte. Vuoi per il nome vuoi per il suo passato che poi è legato a noi italiani, e in particolare agli ingegneri della Fiat che negli anni 60’ ci costruirono le catene di montaggio della AvtoVaz (Volžskij Avtomobil’nyj Zavod) , grazie alle quali poi la città conobbe un forte sviluppo. Negli anni in cui il nostro partito comunista era il più forte in Europa, l’autorità sotto il mandato Chruščëv decise di rinominare la città in onore del segretario PCI Palmiro Togliatti appena dopo la sua morte avvenuta in Crimea nel 1964 durante una vacanza.

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